{"id":30990,"date":"2015-06-16T00:00:00","date_gmt":"2015-06-15T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/nato-ue-e-russia-alla-prova\/"},"modified":"2017-11-03T15:20:44","modified_gmt":"2017-11-03T14:20:44","slug":"nato-ue-e-russia-alla-prova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/06\/nato-ue-e-russia-alla-prova\/","title":{"rendered":"Nato, Ue e Russia alla prova"},"content":{"rendered":"<p>La visita di Vladimir Putin in Italia ha riportato l\u2019attenzione sulle tensioni esistenti tra Occidente e Russia, in particolare a causa della crisi in Ucraina e delle conseguenti misure economiche e militari adottate da Ue, Usa e Nato.<\/p>\n<p>La tregua basata sul cessate il fuoco in Ucraina siglato tra le parti a Minsk lo scorso 15 febbraio &#8211; i cosiddetti \u201cAccordi di Minsk 2\u201d &#8211; si \u00e8 rivelata fragile, dal momento che le violenze e gli scontri sono ripresi in diverse occasioni.<\/p>\n<p>Il presidente Putin continua a negare il sostegno militare della Russia ai separatisti. Tuttavia sono recenti le notizie di un rafforzamento della presenza di truppe e armamenti provenienti da Mosca nelle repubbliche separatiste.<\/p>\n<p>Dall\u2019altro lato del fronte che taglia in due l\u2019Ucraina orientale, le parole del presidente ucraino Petro Poroshenko sono tutt\u2019altro che rassicuranti: ha affermato, infatti, che la guerra finir\u00e0 solo nel momento in cui Kiev si riprender\u00e0 la Crimea.<\/p>\n<p>La crisi non \u00e8 ovviamente solo tra l\u2019Ucraina e la Russia, ma tra quest\u2019ultima ed i Paesi occidentali, come testimoniato dalle conclusioni dell\u2019ultimo G7 in Germania in cui si \u00e8 ventilata l\u2019ipotesi di prolungare ed inasprire le <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2844\" target=\"blank\"><b><u>sanzioni economiche<\/u><\/b><\/a> a Mosca in caso di violazione degli accordi di Minsk 2, nonch\u00e9 dalle recenti ipotesi sullo sviluppo di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2762\" target=\"blank\"><b><u>sistemi missilistici americani<\/u><\/b><\/a> e russi in Europa.<\/p>\n<p>In questo contesto, il ruolo della Nato \u00e8 particolarmente importante e delicato: si tratta infatti di rassicurare gli Stati membri dell\u2019Alleanza che si sentono minacciati dalla Russia e di creare una deterrenza contro ulteriori azioni aggressive russe, senza per\u00f2 portare ad una escalation di misure militari slegata da un dialogo strategico tra Occidente e Federazione russa &#8211; dialogo necessario se si vuole ricostruire una architettura di sicurezza regionale in Europa.<\/p>\n<p><b>Il <i>Readiness Action Plan<\/i> in azione<\/b><br \/>\nAll\u2019ultimo vertice Nato del 2014 \u00e8 stato adottato il <i>Readiness Action Plan<\/i>, la cui \u201c<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2793\" target=\"blank\"><b><u>punta di lancia<\/u><\/b><\/a>\u201dconsiste in una forza di reazione ancora pi\u00f9 rapida della gi\u00e0 esistente <i>Response Force <\/i>dell\u2019Alleanza, comprendente truppe di terra con il supporto di forze speciali, aeree e navali.<\/p>\n<p>La realizzazione di questa \u201cpunta di lancia\u201d prevede anche la presenza di postazioni di comando e controllo, pre-posizionamento di rifornimenti ed equipaggiamenti nel fianco orientale dell\u2019Alleanza, tramite contingenti posizionati a rotazione nei Paesi membri dell\u2019Est Europa.<\/p>\n<p>Negli ultimi mesi si sono tenute numerose esercitazioni militari in questa regione, con la partecipazione delle forze americane insieme a quelle di Paesi partner come Svezia e Finlandia.<\/p>\n<p>Anche Germania, Danimarca e Regno Unito prevedono di contribuire significativamente con le loro truppe alle attivit\u00e0 previste nei Paesi Baltici. Ciononostante Estonia, Lettonia e Lituania, insieme alla Polonia, hanno espresso preoccupazione per la possibilit\u00e0 di azioni russe nel loro territorio auspicando, per questo motivo, una presenza <i>permanente <\/i>di truppe Nato che potrebbe essere discussa nel prossimo vertice dell\u2019Alleanza in calendario a Varsavia a luglio 2016.<\/p>\n<p>Tale azione, per\u00f2, rappresenterebbe una violazione del <i>Funding Act on Mutual Relations <\/i>tra Nato-Russia del 1997, atto a sua volta violato dalla Russia con l\u2019annessione della Crimea.<\/p>\n<p><b>L\u2019Unione fa la forza?<\/b><br \/>\nLa risposta Nato non si concretizza solo nel <i>Readiness Action Plan<\/i>. Di fronte ai ministri degli Esteri dei Paesi alleati riunitisi lo scorso maggio in Turchia l\u2019alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune dell\u2019Ue Federica Mogherini e il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg hanno affermato la loro volont\u00e0 di rafforzare la cooperazione contro le azioni russe, in particolare nel contrasto alle azioni di \u201cguerra ibrida\u201d.<\/p>\n<p>Con l\u2019espressione \u201cguerra ibrida\u201d ci si riferisce a una combinazione di tecniche di guerra tradizionale, attacchi cibernetici, propaganda, misure economiche e\/o sugli approvvigionamenti energetici. Proprio per questo, secondo alcuni analisti, la risposta militare elaborata sinora da parte Nato potrebbe rivelarsi insufficiente se non addirittura inappropriata a rispondere a tale minaccia \u201cibrida\u201d.<\/p>\n<p>La questione \u00e8, quindi, non solo se si stia facendo abbastanza, ma se la strategia sia quella giusta. Lo stesso Stoltenberg ha affermato che l\u2019Alleanza deve adattarsi ai cambiamenti in corso nel contesto di sicurezza internazionale.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, alcune azioni di guerra ibrida si pongono al limite della \u201csfera di competenza\u201d Nato: resta da chiarire, infatti, se attacchi cyber rientrino nell\u2019ambito dell\u2019art. 5 del Trattato di Washington che regola la difesa collettiva dei Paesi membri dell\u2019Alleanza, affermando che un attacco armato contro uno o pi\u00f9 di essi \u00e8 considerato come un attacco diretto contro tutte le parti le quali sono, quindi, chiamate a fornire assistenza.<\/p>\n<p>Questa presa di coscienza e la rinnovata volont\u00e0 di cooperazione tra Nato e Ue potrebbero essere il primo passo verso una risposta pi\u00f9 elaborata e coordinata, che unisca le capacit\u00e0 di un\u2019alleanza militare come la Nato al <i>comprehensive approach<\/i> dell\u2019Ue.<\/p>\n<p>Di certo, per la Nato come per l\u2019Ue, l\u2019imperativo \u00e8 legare le proprie azioni (e dichiarazioni) a una strategia verso la Russia, che parta dalla necessit\u00e0 di tenere aperto il dialogo, evitando quindi un pericoloso muro contro muro ed un ulteriore aggravarsi della situazione, per puntare ad una soluzione della crisi apertasi in Europa col conflitto in Ucraina.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La visita di Vladimir Putin in Italia ha riportato l\u2019attenzione sulle tensioni esistenti tra Occidente e Russia, in particolare a causa della crisi in Ucraina e delle conseguenti misure economiche e militari adottate da Ue, Usa e Nato. 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