{"id":31060,"date":"2015-06-25T00:00:00","date_gmt":"2015-06-24T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/fattore-vincente-e-motore-per-lo-sviluppo\/"},"modified":"2017-11-03T15:20:43","modified_gmt":"2017-11-03T14:20:43","slug":"fattore-vincente-e-motore-per-lo-sviluppo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/06\/fattore-vincente-e-motore-per-lo-sviluppo\/","title":{"rendered":"Fattore vincente e motore per lo sviluppo"},"content":{"rendered":"<p>Nel mercato globale la competizione continua a crescere ed accelerare. Aumenta la domanda soprattutto grazie ai mercati in ascesa e aumenta l\u2019offerta soprattutto grazie ai nuovi produttori. Nei settori ad elevata tecnologia permangono forti barriere all\u2019ingresso, ma riescono solo a rallentare e selezionare l\u2019arrivo di nuovi concorrenti, non ad impedirlo.<\/p>\n<p><b>L\u2019arrivo di nuovi concorrenti<\/b><br \/>Su quest\u2019ultimo fronte giocano molteplici fattori:<\/p>\n<p>1)  La globalizzazione comporta un maggiore e pi\u00f9 facile trasferimento delle conoscenze (comprese le tecnologie) e delle persone (comprese quelle ad elevata istruzione), anche grazie alla maggiore facilit\u00e0 di comunicazione e movimento.<\/p>\n<p>2)   L\u2019innovazione tecnologica di prodotto e di processo lascia ampio spazio all\u2019intervento umano sia direttamente sia attraverso il supporto informatico e, quindi, non sempre \u00e8 richiesta la presenza di massicci investimenti fissi.<\/p>\n<p>3)    L\u2019acquisto di prodotti ad elevata tecnologia \u00e8 condizionato al trasferimento di capacit\u00e0 tecnologiche e industriali. Che questo avvenga per ragioni politiche o anche economiche \u00e8, da questo punto di vista, irrilevante. E che si tratti di centrali atomiche o di impianti per l\u2019energia o di velivoli, elicotteri, navi militari o aerei passeggeri (solo per citare i casi pi\u00f9 conosciuti), lo \u00e8 altrettanto.<\/p>\n<p>4)    Le nuove potenze regionali spingono per entrare in questi settori perch\u00e9 importanti per la loro crescita (in ragione dell\u2019effetto trainante), perch\u00e9 prestigiosi (il caso pi\u00f9 eclatante \u00e8 quello spaziale), perch\u00e9 fondamentali ai fini della loro sicurezza e difesa.<\/p>\n<p>5)    I Paesi pi\u00f9 industrializzati limitano solo parzialmente i trasferimenti tecnologici (prodotti militari altamente sofisticati) soprattutto per la necessit\u00e0 di trovare nuovi mercati di sbocco per prodotti sempre pi\u00f9 avanzati e costosi che i loro mercati interni non sono in grado di mantenere. <br \/>Solo gli Stati Uniti fanno eccezione a questa regola e, anche per questo, riescono a controllare meglio i trasferimenti tecnologici. La Russia \u00e8 molto pi\u00f9 disinvolta, come gli stessi Paesi europei, soprattutto in questo periodo di crisi o basso sviluppo economico e di taglio delle spese militari.<\/p>\n<p>Nella competizione globale l\u2019innovazione tecnologica \u00e8 uno dei fattori vincenti ed \u00e8 riconosciuta da tutti come il motore dello sviluppo.<\/p>\n<p><b>Innovazione di prodotto e di processo, una valanga<\/b><br \/>L\u2019opinione pubblica vede quasi esclusivamente e inevitabilmente l\u2019innovazione di prodotto che permea la vita quotidiana. E questo vale ormai in tutto il mondo, escluse le sole aree ad altissima povert\u00e0.<\/p>\n<p>Ma, in realt\u00e0, \u00e8 ancora pi\u00f9 importante l\u2019innovazione di processo perch\u00e9 ne rappresenta la premessa, coinvolge tutti i settori (compresi quelli dove i prodotti apparentemente restano gli stessi e non sono considerati sofisticati) ed \u00e8 completamente trasversale.<\/p>\n<p>Anche per queste ragioni in tutti i paesi l\u2019innovazione tecnologica \u00e8 sostenuta direttamente o indirettamente dai governi, poco importa se attraverso politiche fiscali, della ricerca, della formazione, disponibilit\u00e0 di finanziamenti, realizzazione di infrastrutture, centri e istituti di ricerca.<\/p>\n<p>Fra tutti gli altri, il settore forse pi\u00f9 supportato \u00e8 quello dell\u2019aerospazio, sicurezza e difesa perch\u00e9 aggiunge alla componente tecnologica e industriale una caratteristica unica ed essenziale, quella della tutela e della difesa del proprio sistema-paese.<\/p>\n<p>L\u2019innovazione tecnologica assomiglia, in positivo, ad una valanga: aumenta continuamente la sua velocit\u00e0 e trova nuova energia nella sua corsa (e, simbolicamente, travolge ogni ostacolo): bisogna, quindi, starci davanti e anticiparne l\u2019evoluzione, correndo come e, se possibile, pi\u00f9 degli altri, se si vuole rimanere nel gruppo di testa o, per lo meno, non restare troppo distaccati: alle spalle si ingrossa e si avvicina il gruppo degli inseguitori.<\/p>\n<p><b>Il caso Italia: ritardi e limiti<\/b><br \/>L\u2019Italia costituisce un caso originale. \u00c8 entrata in ritardo, rispetto ai Paesi concorrenti, nei settori ad elevata tecnologia. Ma le ridotte dimensioni del mercato nazionale e la dispersione dei finanziamenti pubblici su troppi fronti, hanno finito con il limitare il \u201ctasso di sopravvivenza\u201d delle nostre capacit\u00e0 di innovazione. Il risultato \u00e8 che oggi, fra i pochi settori sopravvissuti, il principale \u00e8 rappresentato dall\u2019aerospazio, sicurezza e difesa.<\/p>\n<p>Qui lo Stato italiano ha, oltre tutto, una doppia responsabilit\u00e0: \u00e8, come tutti gli altri, \u201cregolatore\u201d del mercato, principale acquirente, sostenitore dell\u2019export, finanziatore della ricerca tecnologica, ma \u00e8 fra i pochi ad essere anche l\u2019azionista di riferimento dei principali gruppi industriali nazionali, Finmeccanica e Fincantieri.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che questa seconda funzione si estrinseca quasi esclusivamente con la nomina dei suoi vertici e non con la definizione e coerente attuazione di una politica di settore, anche a causa della mancanza di una cabina di regia che raccolga e superi le diverse competenze e gelosie ministeriali.<\/p>\n<p>Questa azione di guida risulta ancora pi\u00f9 importante di fronte all\u2019integrazione del mercato europeo e all\u2019inevitabile ripresa del processo di razionalizzazione e ristrutturazione dell\u2019industria europea. Decidere dove vogliamo restare, dove possiamo accettare di essere interdipendenti coi partner europei, dove dobbiamo abbandonare il campo, \u00e8 una responsabilit\u00e0 del Governo che non pu\u00f2 essere elusa o delegata.<\/p>\n<p><b>Coerenza con il Libro Bianco<\/b><br \/>Non a caso il recente Libro Bianco della Difesa prevede una collaborazione interministeriale volta a rafforzare le nostre capacit\u00e0 tecnologiche e industriali attraverso l\u2019elaborazione di un Piano, mantenuto periodicamente aggiornato, che individui le attivit\u00e0 strategiche nel campo della difesa e della sicurezza, anche tenendo conto delle potenziali applicazioni duali delle relative tecnologie.<\/p>\n<p>Primo obiettivo da perseguire \u00e8, quindi, scegliere dove vogliano restare. L\u00e0 dobbiamo, per\u00f2, crescere perch\u00e9 non abbiamo alternative. Non possiamo stare fermi: o andiamo avanti o andiamo indietro.<\/p>\n<p>Dobbiamo, per\u00f2, essere coerenti. Se si definisce un\u2019attivit\u00e0 strategica per il Paese, bisogna conseguentemente concentrarvi le energie e le risorse disponibili e non disperderle a pioggia su troppi fronti. Ma bisogna anche assicurare un livello minimo di finanziamenti, stabili nel tempo, senza i quali \u00e8 inutile cercare di attuare una politica di settore.<\/p>\n<p>Anche di questo si parler\u00e0 nel Convegno che lo IAI in collaborazione con Avio Aero organizza il primo luglio su \u201c<a href= \"http:\/\/www.iai.it\/it\/eventi\/sviluppo-e-innovazione-nei-settori-elevata-tecnologia\" target= \"blank\"><b><u>Sviluppo e innovazione nei settori a elevata tecnologia<\/u><\/b><\/a>\u201d.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel mercato globale la competizione continua a crescere ed accelerare. Aumenta la domanda soprattutto grazie ai mercati in ascesa e aumenta l\u2019offerta soprattutto grazie ai nuovi produttori. 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