{"id":31070,"date":"2015-06-29T00:00:00","date_gmt":"2015-06-28T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-geografia-della-politica-di-xi\/"},"modified":"2017-11-03T15:20:42","modified_gmt":"2017-11-03T14:20:42","slug":"la-geografia-della-politica-di-xi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/06\/la-geografia-della-politica-di-xi\/","title":{"rendered":"La geografia della politica di Xi"},"content":{"rendered":"<p>Con il progetto della \u201cNuova Via della Seta\u201d la Cina sembra tornare a riorientarsi al mezzo di comunicazione terrestre: un atteggiamento che corrisponde all\u2019introduzione del concetto di Sogno cinese dell\u2019attuale presidente Xi Jinping e che ha come punto forte la straordinaria amicizia con Islamabad. <\/p>\n<p>Il presidente Xi sta completando il lancio del suo progetto \u2018Sogno cinese\u2019. Le iniziative nei vari campi amministrativi dimostrano una tendenza a conferire alla Repubblica popolare l\u2019immagine di una grande potenza, artefice della costruzione di un sogno politico che coinvolger\u00e0 i suoi alleati asiatici. <\/p>\n<p>L\u2019amministrazione Xi ha iniziato un rinnovamento interno con la campagna anticorruzione che ha sconvolto il Partito (oltre ai clamorosi casi Bo Xilai e Zhou Yongkang un buon numero di dirigenti \u00e8 stato inquisito). Si tratta di uno sforzo per creare una pi\u00f9 positiva immagine della quinta generazione di leader sconfiggendo una delle piaghe pi\u00f9 evidenti nella storia della Cina: la corruzione degli apparati governativi.<\/p>\n<p><b>L\u2019internazionalizzazione dell\u2019economia<\/b><br \/>Un altro elemento del Sogno \u00e8 una internazionalizzazione dell\u2019economia concertata a livello centrale (sempre pi\u00f9 forte) e portata avanti in senso commerciale (con accordi di varia natura) e finanziario (internazionalizzazione di mercati e moneta). <\/p>\n<p>Si mira alla legittimazione internazionale della potenza economica di Pechino che partiva da una immagine di <i>free-rider<\/i>. La Cina appariva intenta a conseguire vantaggi immediati per la propria inarrestabile crescita anche contravvenendo alle regole del commercio internazionale.<\/p>\n<p>A partire dall\u2019insediamento di Xi, invece, viene promossa la regolarizzazione del comportamento delle imprese nazionali (le 120 <i>State Owned Enterprises<\/i> definite campioni dell\u2019economia) e si legifera anche nel senso di un controllo pi\u00f9 accentrato. <\/p>\n<p>La Cina sembra oggi perseguire una strategia nella stipula di trattati prediligendo, come con l\u2019Unione europea, Ue (negoziato iniziato nel 2013), <i>Bilateral Investment Treaties <\/i>a veri e propri <i>Free Trade Agreements <\/i>che probabilmente aprirebbero troppo il mercato e non darebbero la possibilit\u00e0 di mantenere un residuo di controllo.<\/p>\n<p>Il primo ministro Li Keqiang (principale regista delle riforme economiche) ha promosso una politica di supporto agli istituti bancari, una serie di manovre per l\u2019internazionalizzazione della moneta e l\u2019istituzione di una nuova Banca asiatica di sviluppo a guida cinese (<i>Asian Infrastructure Investment Bank<\/i>). <\/p>\n<p>L\u2019internazionalizzazione del renminbi non \u00e8 ancora un obiettivo chiaro: la Cina sa bene che necessiterebbe di una economia pi\u00f9 forte per farlo senza incorrere in rischi speculativi; eppure, la Banca Centrale Cinese continua a muoversi in direzione dell\u2019internazionalizzazione (con la creazione di stocks di titoli internazionali e l\u2019apertura dei mercati finanziari). <\/p>\n<p>L\u2019obiettivo attuale \u00e8 probabilmente la creazione di una immagine della Cina potenza finanziaria internazionale che serva ad un rafforzamento economico (e, solo sul lungo termine, all\u2019internazionalizzazione). Allo stesso modo le manovre per la creazione della AIIB sono un tentativo cinese di soppiantare in Asia la presenza delle istituzioni di Bretton Woods, opportunit\u00e0 che la Cina pu\u00f2 perseguire, agli occhi degli altri Stati asiatici, dopo la crisi thailandese del 1997-1998.<\/p>\n<p><b>La nuova Via della Seta e il Sogno cinese<\/b><br \/>La ben nota Nuova Via della Seta \u00e8 parte fondante del Sogno cinese. Il monumentale canale logistico-commerciale-diplomatico che rafforzer\u00e0 i rapporti con l\u2019Ue e con tutti i Paesi asiatici attraversati avr\u00e0 una serie di ricadute positive sull\u2019immagine cinese. <\/p>\n<p>Sul versante interno lo sviluppo economico della pi\u00f9 arretrata frontiera occidentale beneficer\u00e0 del traffico che verr\u00e0 promosso (creando consenso per il Partito). Per l\u2019immagine internazionale ancora pi\u00f9 positivi saranno il risalto ed i benefits ottenuti dal collegamento tra la cintura terrestre della Nuova Via della Seta e quella marittima che passa per la regione indo-pacifica e giunge sino al Mediterraneo.<\/p>\n<p>Con questa duplice cintura la Cina si allontana dalla Russia per volgersi al Centro Asia e alleggerisce la propria pressione sull\u2019Area Indo-Pacifica (che non \u00e8 pi\u00f9 il binario di collegamento unico) con una ricaduta molto positiva sulla diplomazia nell\u2019area.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo Pechino conceder\u00e0 libert\u00e0 di movimento a Mosca nei Mari del Nord e andr\u00e0 a consolidare tutta una serie di rapporti con attori dell\u2019Asia centrale (molti dei quali Paesi in via di sviluppo) accrescendo la sua immagine di potenza e traendone indubbi vantaggi economici.<\/p>\n<p><b>Il perno Pakistan della politica asiatica cinese<\/b><br \/>Il perno della politica cinese sar\u00e0 ancora una volta l\u2019eterno alleato Pakistan, come ha dimostrato la visita del presidente ad Islamabad e l\u2019asse principale dell\u2019alleanza correr\u00e0 sulla Karakoram Highway. La Cina ha siglato accordi per ingenti investimenti. Il focus di tali stanziamenti sar\u00e0 il <i>China-Pakistan Economic Corridor<\/i>: asse che congiunger\u00e0 la Via della Seta col corridoio marittimo, passando per il porto di Gwadar.<\/p>\n<p>Al rinnovo dell\u2019amicizia col Pakistan ha contribuito sicuramente la rinnovata stabilit\u00e0 politica di Islamabad. Il governo Sharif \u00e8 frutto di una democratica elezione che ha posto fine alla crisi governativa iniziata nel 2010. <\/p>\n<p>In precedenza le crisi erano state risolte da putsch militari o avevano dato luogo a lunghi periodi di instabilit\u00e0 (come nel decennio 1988-1998). Con questo governo la Repubblica islamica ha l\u2019opportunit\u00e0 di inaugurare un brillante periodo di sviluppo (se riuscir\u00e0 a vincere la partita col terrorismo) e diviene cos\u00ec maggiormente appetibile agli investimenti cinesi.<\/p>\n<p>Le parole d\u2019ordine \u2018felicit\u00e0\u2019 e \u2018rinnovamento\u2019 fulcro del Sogno di Xi sono esemplarmente esemplificate nell\u2019alleanza con Islamabad: felicit\u00e0 per i benefits ottenuti e rinnovamento della secolare alleanza. <\/p>\n<p>L\u2019alleanza rappresenta il premio per gli attori asiatici (in particolare per i Pvs) che si orienteranno a sostenere il Sogno cinese. Il primo alleato a godere dell\u2019amicizia con Pechino \u00e8 poi, non a caso, il principale avversario dell\u2019unico possibile elemento di resistenza al sogno: l\u2019India. <\/p>\n<p>Dal momento che la Cina ha da sempre perseguito una politica estera di contenimento economico dell\u2019India, ci si deve aspettare un rinnovamento delle alleanze tradizionali (che si confanno a tale politica) e invece un raffreddamento di quelle solamente occasionali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con il progetto della \u201cNuova Via della Seta\u201d la Cina sembra tornare a riorientarsi al mezzo di comunicazione terrestre: un atteggiamento che corrisponde all\u2019introduzione del concetto di Sogno cinese dell\u2019attuale presidente Xi Jinping e che ha come punto forte la straordinaria amicizia con Islamabad. 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