{"id":31080,"date":"2015-06-30T00:00:00","date_gmt":"2015-06-29T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/verso-una-strategia-europea-per-la-sicurezza\/"},"modified":"2017-11-03T15:20:42","modified_gmt":"2017-11-03T14:20:42","slug":"verso-una-strategia-europea-per-la-sicurezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/06\/verso-una-strategia-europea-per-la-sicurezza\/","title":{"rendered":"Verso una strategia europea per la sicurezza"},"content":{"rendered":"<p>Nel recente Consiglio europeo dei capi di Stato e di governo dei 28, \u00e8 stato adottato il rapporto presentato dall\u2019Alto Rappresentante Federica Mogherini \u00abThe EU in a changing global environment: a more connected, contested and complex world\u00bb. <\/p>\n<p>Questo rapporto risponde a una richiesta del Consiglio formulata nel dicembre 2013 quando l\u2019Alto Rappresentante venne incaricato di provvedere entro il 2015 a fornire un\u2019analisi delle mutazioni dello scenario globale. <\/p>\n<p>Si tratta quindi di un mandato rivolto al precedente Alto Rappresentante, Catherine Ashton, che \u00e8 stato colto al balzo da Federica Mogherini: il documento fornisce indicazioni molto interessanti sugli obiettivi ma anche sul metodo della sua azione.<\/p>\n<p>Colpisce particolarmente il realismo del testo. Se uno ripensa alla cosiddetta \u00abstrategia Solana\u00bb del 2003, i toni sono nettamente pi\u00f9 allarmisti, per non dire neri. L\u2019Europa viene descritta come stretta nella morsa della crisi economica e dell\u2019arco di crisi alle sue porte. Nel \u00abmondo pi\u00f9 connesso\u00bb dipinto in questo rapporto, si insiste sulle opportunit\u00e0 ma anche sulle fragilit\u00e0 legate alla globalizzazione.<\/p>\n<p>Si tratta di una presa di coscienza forte, che in qualche modo rompe con l\u2019idealismo di una visione di globalizzazione felice in auge nel decennio precedente. Seguendo questo filone, una serie di rischi strategici vengono elencati. <\/p>\n<p>Possiamo sottolineare come questo filone realistico si ritrovi in un altro recente documento strategico, il <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3061\" target= \"blank\"><b><u>libro bianco<\/u><\/b><\/a> italiano per la sicurezza internazionale e la difesa. Queste convergenze illustrano l\u2019emergere di un consenso europeo sulla necessit\u00e0 di analizzare lo scenario internazionale e l\u2019opportunit\u00e0 della stesura di un documento strategico europeo.<\/p>\n<p><b>Il quadrante geopolitico dell\u2019Unione europea<\/b><br \/>Un altro fattore importante sta nel prendere in considerazione un vero e proprio quadrante geopolitico come base del ragionamento sui rischi e sulle opportunit\u00e0 future: il vicinato europeo (che include una vasta area che va dall\u2019Europa dell\u2019Est ai Balcani fino alla Turchia), il Medio Oriente e Nord Africa (Mena), l\u2019Africa sub-sahariana, il Partenariato atlantico e l\u2019Asia. <\/p>\n<p>Questa visione copre pi\u00f9 o meno l\u2019intero pianeta e rinforza la percezione di un\u2019Unione europea che deve necessariamente concepire una sua proiezione su scala globale.<\/p>\n<p>\u00c8 senz\u2019altro un segno di maturit\u00e0 da parte dell\u2019Unione di essere in grado di pensare l\u2019intero mondo non solo in termini di scambi commerciali, tradizionale leva di azione europea, ma anche di sicurezza e sviluppo. Ci\u00f2 rappresenta un interessante tentativo di elaborare una geopolitica post nazionale, ma anche post-federale.<\/p>\n<p>L\u2019Europa solo non pensa il mondo usando gli strumenti della potenza &#8211; caratteristica della proiezione nazionale, imperiale o coloniale per dirla con varie sfumature storica &#8211; ma mette anche un freno al sogno kantiano di una federazione mondiale della avrebbe costituito il nocciolo duro, mostrando anche estrema prudenza sul tema di futuri allargamenti dell\u2019Ue, esplicitamente evocati soltanto per quanto riguarda i Balcani. <\/p>\n<p>Anche se il meccanismo dell\u2019allargamento viene considerato uno strumento importante, pare che i suoi campi di applicazione saranno assai ridotti nel prossimo futuro.<\/p>\n<p><b>Proiettare stabilit\u00e0 e sicurezza<\/b><br \/>La visione \u00e8 quella di una capacit\u00e0 di proiezione della stabilit\u00e0 e della sicurezza usando una panoplia di strumenti che vanno dallo sviluppo alla forza militare passando per le politiche migratorie o economiche. <\/p>\n<p>Questo punto rappresenta uno degli aspetti fondamentali del testo: la promozione di una proiezione strategica dell\u2019Europa con l\u2019uso e il coordinamento dell\u2019insieme dei tasselli a disposizione. <\/p>\n<p>Fra questi strumenti, il testo esprime chiaramente una volont\u00e0 di accrescere le capacit\u00e0 di difesa, sottolineando l\u2019importanza della Politica di sicurezza e difesa comune (Psdc) evocando la possibilit\u00e0 non colta fino ad oggi di creare delle cooperazioni strutturate permanenti ai sensi del Trattato di Lisbona. <\/p>\n<p>Anche in questo caso l\u2019approccio pragmatico spinge verso una crescita delle capacit\u00e0 di difesa in ambito europeo usando meccanismi gi\u00e0 esistenti che poggiano su gruppi di stati membri.<\/p>\n<p>La visione \u201cjoint\u201d della proiezione esterna rappresenta una prospettiva di evoluzione notevole del potere all\u2019interno della Commissione, con DG che erano abituati a lavorare in parallelo e che sono chiamati non soltanto a cooperare, ma a contribuire a obiettivi comuni e definiti. Il testo auspica quindi una vera e propria trasformazione nelle istituzioni comunitarie con una potenziale crescita del ruolo dell\u2019Alto Rappresentante. <\/p>\n<p>Tuttavia non \u00e8 tanto sullo sfondo (la visione strategica), bens\u00ec sulla forma(un\u2019evoluzione o riforma del potere amministrativo e politico all\u2019interno della Commissione), che questo testo potrebbe suscitare opposizioni. <\/p>\n<p>Come gi\u00e0 detto, ci troviamo di fronte a un opportuno esercizio di proiezione europea realista. Esso dimostra quindi un livello di coscienza seria, ma anche di maturit\u00e0 da parte dei responsabili politici che hanno promosso questo testo. <\/p>\n<p>La descrizione del mondo \u201cconnesso, contestato e complesso\u201d offre una diagnosi rigorosa delle forze e delle debolezze europee, e permette di meglio proiettare l\u2019azione tramite una futura strategia. Il necessario realismo non deve per\u00f2 far perdere di vista il tema dei valori, che viene evocato nelle conclusioni.<\/p>\n<p>L\u2019Europa deve avere una strategia difensiva o di protezione in un contesto di crisi. Ma l\u2019Europa ha sempre rappresentato ben altro, un insieme di valori democratici e di progresso delle istituzioni, sempre in movimento. <\/p>\n<p>Dobbiamo augurarci che la futura strategia europea espliciti i valori di democrazia dinamica che sono al centro della costruzione europea e che ne definiscono la ragion d\u2019essere, anche e soprattutto nella proiezione mondiale.<\/p>\n<p>Le crisi e le minacce hanno fatto tramontare il \u201cmondo migliore\u201d che accompagnava \u201cl\u2019Europa sicura\u201d della strategia Solana del 2003. Ma non dobbiamo perdere il progetto di migliorare il mondo, un\u2019affermazione certo idealista ma che rimanda al senso stesso della nostra comunit\u00e0 politica. <\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel recente Consiglio europeo dei capi di Stato e di governo dei 28, \u00e8 stato adottato il rapporto presentato dall\u2019Alto Rappresentante Federica Mogherini \u00abThe EU in a changing global environment: a more connected, contested and complex world\u00bb. 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