{"id":31090,"date":"2015-06-30T00:00:00","date_gmt":"2015-06-29T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/horizon-2020-e-pmi-ancora-molto-da-fare\/"},"modified":"2017-11-03T15:20:42","modified_gmt":"2017-11-03T14:20:42","slug":"horizon-2020-e-pmi-ancora-molto-da-fare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/06\/horizon-2020-e-pmi-ancora-molto-da-fare\/","title":{"rendered":"Horizon 2020 e Pmi: ancora molto da fare"},"content":{"rendered":"<p>In Europa operano circa 22 milioni di Pmi (il 99% del totale imprese attive) che generano 3.500 miliardi di euro di valore aggiunto (il 60% del totale) e impiegano quasi 90 milioni di addetti (il 67% del totale).<\/p>\n<p>Questi numeri stridono con i risultati complessivi del Settimo Programma Quadro di ricerca e innovazione Ue: le Pmi rappresentano solo il 24% dei soggetti partecipanti e il 22% di quelli vincenti e raccolgono meno del 18% del budget complessivo.<\/p>\n<p><b>Obiettivi specifici e canali preferenziali<\/b><br \/>\nLa necessit\u00e0 di stimolare un maggior coinvolgimento delle Pmi \u00e8 stata riconosciuta anche dall\u2019Ue che ha introdotto uno specifico obiettivo \u201cinnovazione nelle Pmi\u201d nel programma H2020.<\/p>\n<p>La Commissione intende assegnare alle Pmi almeno il 20% dei finanziamenti inclusi nei pilastri \u201cleadership industriale\u201d e \u201csfide per la societ\u00e0\u201d, ovvero circa 8,65 miliardi (poco pi\u00f9 del 10% del budget complessivo H2020).<\/p>\n<p>Parte di questa somma sar\u00e0 erogata tramite un canale preferenziale di finanziamento, il cosiddetto <i>Sme Instrument<\/i> che dovrebbe garantire fondi alle Pmi per quasi 3 miliardi tra il 2014 e il 2020.<\/p>\n<p>In aggiunta, le Pmi ad alta intensit\u00e0 di ricerca possono partecipare all\u2019<i>Eurostars Joint Programme<\/i>. Un\u2019altra opportunit\u00e0 \u00e8 offerta infine dai finanziamenti sotto forma di capitale di credito o di rischio disponibili nell\u2019alveo delle \u201ccall access to risk finance\u201d (che non sono riservate solo alle Pmi).<\/p>\n<p><b>Risultati ancora insoddisfacenti<\/b><br \/>\nCiononostante, i risultati delle prime sub-call H2020 non hanno condotto a miglioramenti rispetto al precedente Programma Quadro: solo il 21% dei partecipanti e il 17% dei soggetti vincenti rientrano nella categoria Pmi cui \u00e8 diretto meno del 14% del totale finanziamenti richiesti.<\/p>\n<p>La nota positiva \u00e8 che quasi 19% delle risorse erogate nell\u2019ambito dei pilastri \u201cleadership industriale\u201d e \u201csfide per la societ\u00e0\u201d sono andate alle Pmi, poco sotto il target iniziale. Nonostante gli sforzi compiuti, H2020 non \u00e8 ancora un programma per Pmi.<\/p>\n<p><b>Interrogativi e nodi da sciogliere<\/b><br \/>\nRestano una serie di dubbi e di nodi da sciogliere:<\/p>\n<p>&#8211; \u00c8 importante stimolare un maggior coinvolgimento delle Pmi in attivit\u00e0 di ricerca e innovazione? \u00c8 sufficiente riflettere sull\u2019obiettivo, incluso nella strategia Europa 2020, di portare gli investimenti in ricerca e sviluppo al 3% del Pil europeo: in Europa il settore privato investe in tali attivit\u00e0 poco pi\u00f9 dell\u20191% del Pil, negli Usa quasi il 2%, in Giappone il 2 e mezzo. Mentre gli investimenti delle grandi imprese reggono il confronto internazionale, le Pmi europee rappresentano il tallone d\u2019Achille.<\/p>\n<p>&#8211; \u00c8 adeguato il target di 8,65 miliardi (10% del budget totale) da destinare alle Pmi? Il programma H2020 ha segnato un punto di svolta, puntando soprattutto sull\u2019innovazione piuttosto che su ricerca e sviluppo. Con l\u2019avvicinamento al mercato \u00e8 ragionevole attendersi maggiore interesse da parte delle Pmi, anche in assenza di obiettivi o strumenti dedicati. Il target della Commissione, peraltro solo sfiorato nelle prime sub-call, ha tutta l\u2019aria di essere un bersaglio a portata di mano.<\/p>\n<p>&#8211; Come si spiegano i risultati deludenti delle prime sub-call? Vale la pena riflettere su alcune delle criticit\u00e0 gi\u00e0 emerse. Le Pmi: i) sono meno informate sulle opportunit\u00e0 offerte dai programmi europei; ii) hanno risorse umane e finanziarie, e spesso anche competenze (si pensi alle barriere linguistiche), inadeguate per preparare proposte convincenti; iii) incontrano ostacoli nella ricerca di partner e nella gestione di consorzi internazionali; iv) hanno difficolt\u00e0 di accesso al credito per integrare, laddove richiesto, i fondi comunitari.<\/p>\n<p>&#8211; La strategia adottata dalle Istituzioni europee pu\u00f2 migliorare le performance delle Pmi? Lo <i>Sme Instrument<\/i> ha il pregio di dedicare risorse alle Pmi. Lo strumento consente la partecipazione anche a singole imprese e questa \u00e8 stata la forma di partecipazione finora preponderante, in particolare per la fase uno. Sarebbe opportuno incentivare la partecipazione in forma consorziata per: i) addestrare alla partecipazione alle altre call H2020; ii) garantire la spinta innovativa che discende da collaborazioni internazionali. Lo <i>Sme Instrument<\/i> inoltre: i) offre una copertura pari al 70% delle risorse necessarie per un progetto, mal conciliandosi perci\u00f2 con i problemi di accesso al credito delle Pmi; ii) non consente la contemporanea presentazione o implementazione di un secondo progetto nell\u2019ambito dello stesso strumento, riducendo ulteriormente gli incentivi a creare consorzi.<\/p>\n<p>Bisogna certamente coinvolgere pi\u00f9 Pmi e dirigere loro maggiori risorse. Non basta per\u00f2 rincorrere le statistiche. Serve migliorare la qualit\u00e0 della partecipazione e consentire alle Pmi di superare e non aggirare i tipici limiti che le contraddistinguono.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Europa operano circa 22 milioni di Pmi (il 99% del totale imprese attive) che generano 3.500 miliardi di euro di valore aggiunto (il 60% del totale) e impiegano quasi 90 milioni di addetti (il 67% del totale). 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