{"id":31140,"date":"2015-07-06T00:00:00","date_gmt":"2015-07-05T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/unagora-per-la-sovranita-europea\/"},"modified":"2017-11-03T15:20:40","modified_gmt":"2017-11-03T14:20:40","slug":"unagora-per-la-sovranita-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/07\/unagora-per-la-sovranita-europea\/","title":{"rendered":"Un\u2019Agor\u00e0 per la sovranit\u00e0 europea"},"content":{"rendered":"<p>Se gli Dei stanno a Berlino, chi salver\u00e0 Bruxelles? E se stanno ad Atene? Il referendum di domenica 5 luglio non risolve i problemi della Grecia, che dipendono dalla &#8220;generosit\u00e0&#8221; dei creditori, mentre il Consiglio europeo ha dimostrato i limiti dell&#8217;Unione intergovernativa, delegando la questione all\u2019Eurogruppo.<\/p>\n<p>Bisogna distinguere le due sovranit\u00e0 e fare s\u00ec che 10 milioni non possano prevaricare 500 milioni di cittadini europei. L&#8217;Unione ha bisogno d\u2019una sovranit\u00e0 politica europea davvero democratica: un\u2019Agor\u00e0 per la sovranit\u00e0 europea.<\/p>\n<p>Se il deus ex machina sta a Berlino e ha le sembianze della Merkel, non \u00e8 questo l\u2019approdo decisionale corretto per una Unione i cui valori preminenti dello stare insieme sono le radici per decidere con proprie Istituzioni. Ma non lo \u00e8 neppure se il voto di una parte &#8211; un esercizio democratico, ma nazionale, non europeo &#8211; condiziona l\u2019intero.<\/p>\n<p><b>Commissione pratichi potere d\u2019iniziativa<\/b><br \/>Il potere d\u2019iniziativa della Commissione \u00e8 un esempio da praticare, in un contesto di equilibri istituzionali pi\u00f9 incisivi e democratici. Certamente la Grecia poteva essere \u201csalvata\u201d prima, e sarebbe costata di meno al contribuente europeo, ma il gioco al rinvio del nuovo governo greco e gli egoismi nazionali che il metodo intergovernativo alimenta hanno creato un connubio in cui l\u2019incomprensione rischia d\u2019imporsi.<\/p>\n<p>La furbizia degli uni si \u00e8 contrapposta alla miope diligenza degli altri. Gli uni nella convinzione di ottenere di pi\u00f9, dichiarandosi disponibili, ma concretamente carenti a rendere certe e percorribili le \u201cvaghe\u201d proposte, che hanno diffuso una sfiducia sempre pi\u00f9 ampia, visti gli andamenti al ribasso della Borsa di Atene (e non solo) ed i prelievi dalle casse delle banche che segnalano anche una fuga di capitali vistosa, in un momento in cui la stagione estiva incentiva il turismo e quindi esprime le maggiori potenzialit\u00e0 per la Grecia di creare ricchezza e sviluppo.<\/p>\n<p>Gli altri impegnati, pi\u00f9 da contabili che da politici, in un percorso di austerit\u00e0 significativamente perdente viste le statistiche sull\u2019occupazione, i ritardi nella crescita del Pil e il ruolo di supplenza della Bce che finora ha consentito che il default greco avesse l\u2019ossigeno di credito giusto per permettere anche all\u2019Emu di respirare, fornendo liquidit\u00e0 attraverso l\u2019Ela (<i>Emergency Liquidity Assistance<\/i>).<\/p>\n<p>Il metodo intergovernativo impedisce di decidere al ritmo della realt\u00e0 sociale, mentre il popolo greco, civilmente, manifesta la sua volont\u00e0 di non essere escluso dal camminino dell\u2019integrazione: la geografia, la storia e la cultura non lo consentono.<\/p>\n<p><b>Sovranit\u00e0 nazionale e responsabilit\u00e0 comune<\/b><br \/>Il Governo greco, ancora prima, doveva comprendere che le eccezioni da concedere ad un singolo Stato non sono possibili, poich\u00e9 vanno moltiplicate per i rimanenti Stati. Inoltre, le negligenze di pochi non possono essere addossate all\u2019intera collettivit\u00e0 europea, senza certezze di una buona politica che nel lungo periodo renda evidente un cammino virtuoso, questa consapevolezza o percezione di sfiducia generata avrebbe consentito la caduta di ogni alibi per gli interlocutori creditori, mentre la Commissione avrebbe potuto gi\u00e0 avviare una politica d\u2019investimenti. Per\u00f2, cos\u00ec non \u00e8 stato e non poteva essere viste le fughe in avanti e le mancate risposte.<\/p>\n<p> Sono evidenti i limiti a cui si \u00e8 giunti contrapponendo le sovranit\u00e0 e dimenticando il significato di Comunit\u00e0 e di responsabilit\u00e0. Ma il popolo greco, che svuota le proprie banche portando a casa il proprio risparmio in euro, manifesta un atto di fiducia nell\u2019Ue, poich\u00e9 l\u2019eventuale dracma lo azzererebbe.<\/p>\n<p>Non finir\u00e0 in tragedia: il contesto internazionale, la posizione geografica e l\u2019aver allontanato la Turchia impone alla Nato e quindi all\u2019Unione di non peccare di presunzione. Il Mediterraneo \u00e8 un \u201ctema\u201d da trattare coerentemente con politiche d\u2019integrazione.<\/p>\n<p><b>La giusta memoria e l\u2019economia possibile<\/b><br \/>L\u2019Unione s\u2019\u00e8 affermata in un cammino d\u2019integrazione, in nome della pace, della democrazia e della solidariet\u00e0; e, quindi, conservando la giusta memoria, deve rispondere alla domanda di maggiore coesione, non dimenticando che abbiamo tutti migrato.<\/p>\n<p>Dalla Germania, ci si aspetta ancora un atto di visione politica: Helmut Kohl unific\u00f2 la Germania nelle Comunit\u00e0 europee; ora si chiede che  \u201cuna Angela\u201d aiuti Atene a volare verso Bruxelles, per impedire l\u2019avvio di un moltiplicatore negativo che ridimensioni il processo d\u2019integrazione, dati i palesi ritardi nel governare democraticamente la politica economica nelle Istituzioni europee.<\/p>\n<p> La Grecia in queste ultime ore sta prospettando certezze di politiche economiche possibili, oltre le dichiarazioni di buona volont\u00e0. E l\u2019Unione non ha alternative al suo cammino unitario. Non sprechiamo l\u2019insegnamento della crisi greca: rilanciamo l\u2019Europa delle risorse proprie al 3%, della ricerca entro il 2020 al 3%; e investiamo per ristrutturare le politiche, affinch\u00e9 il Pil cresca del 3% e l\u2019occupazione non rimanga una promessa.<\/p>\n<p>La Grecia pu\u00f2 essere un\u2019opportunit\u00e0 da cogliere: bisogna andare oltre, distinguendo le due sovranit\u00e0 rafforzando democraticamente il governo dell\u2019Unione eleggendo i commissari e lasciando agli Stati di promuovere lo sviluppo locale in modo sinergico al ruolo politico intercontinentale dell\u2019Unione.<\/p>\n<p>Il Mediterraneo \u00e8 il nostro mare, riprendiamo il percorso di Barcellona e non trascuriamo una Convenzione che riscopra lo spirito e le capacit\u00e0 politiche che 60 anni fa si sono materializzate a Messina. Cos\u00ec non costruiremo muri, ma aquiloni per capire il vento e riprendere il cammino di pace. L\u2019Euro non \u00e8 solo moneta e l\u2019Unione ha bisogno urgente di una Comunit\u00e0 politica. Grecia docet; l\u2019Europa dell\u2019intelligenza ha capito.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se gli Dei stanno a Berlino, chi salver\u00e0 Bruxelles? E se stanno ad Atene? Il referendum di domenica 5 luglio non risolve i problemi della Grecia, che dipendono dalla &#8220;generosit\u00e0&#8221; dei creditori, mentre il Consiglio europeo ha dimostrato i limiti dell&#8217;Unione intergovernativa, delegando la questione all\u2019Eurogruppo. 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