{"id":31180,"date":"2015-07-12T00:00:00","date_gmt":"2015-07-11T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/moldova-un-quadro-politico-confuso\/"},"modified":"2017-11-03T15:20:39","modified_gmt":"2017-11-03T14:20:39","slug":"moldova-un-quadro-politico-confuso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/07\/moldova-un-quadro-politico-confuso\/","title":{"rendered":"Moldova, un quadro politico confuso"},"content":{"rendered":"<p>Un quadro politico nazionale fragile e confuso ha segnato le elezioni amministrative locali svoltesi nella Repubblica Moldova il 14 e il 28 giugno.<\/p>\n<p>Il Partito Democratico (Pdm) di Marian Lupu ha ottenuto il risultato migliore, garantendosi ben 287 sindaci, 70 in pi\u00f9 rispetto alle consultazioni di quattro anni or sono, immediatamente seguito dal Partito Liberal-democratico (Pldm) con 285 sindaci.<\/p>\n<p>Il Partito Comunista (Pcrm) ottiene 77 sindaci, un centinaio in meno rispetto alle precedenti amministrative, risultando essere in tutta evidenza il grande perdente di questa tornata. Il Partito Liberale (Pl) si ferma a 45; il Partito Socialista (Psrm) rimane stabile con 51 sindaci; la formazione Partito Nostro (Pn) di Renato Usat\u00eei avanza con 43 sindaci, mentre il blocco elettorale Piattaforma popolare europea di Moldova (Ppem) si aggiudica 27 primi cittadini.<\/p>\n<p><b>Il significato dei risultati<\/b><br \/>I risultati delle elezioni hanno rinvigorito il fronte costituito dai partiti pro-Ue (Pdm, Pldm, Pl, Ppem), i quali unendo le forze potrebbero condurre ben 24 consigli regionali su 32.<\/p>\n<p>I partititi \u201cfilorussi\u201d (Pcrm, Psrm, Pn) devono invece accontentarsi dei restanti 8 consigli regionali e prendere atto di una avvenuta \u201cristrutturazione\u201d della propria base elettorale: a causa della considerevole perdita di influenza dei comunisti dell&#8217;ex presidente Voronin, storicamente forte nelle zone rurali, i risultati migliori sono stati conseguiti in contesti urbani.<\/p>\n<p>Mentre i leader dei partiti filoeuropeisti, Marian Lupu (Pdm) e Vlad Filat (Pldm), si sono affrettati a dichiarare la propria soddisfazione per i risultati elettorali, Mihai Ghimpu (presidente Pl) ha tenuto a precisare quanto importante sia la riconferma a sindaco della capitale Chi&#351;in&#259;u del proprio candidato Dorin Chirtoac&#259;, giocando quindi un&#8217;importante carta per la formazione di un nuovo governo.<\/p>\n<p>\u00c8 bene tuttavia sottolineare che nella capitale i partiti filoeuropeisti si sono aggiudicati a malapena la maggioranza del consiglio municipale con 26 seggi sui 51 disponibili (la richiesta di riconteggio dei voti \u00e8 stata respinta e il 10 luglio \u00e8 stata convalidata la riconferma del sindaco).<\/p>\n<p>L&#8217;esuberante uomo d&#8217;affari e presidente di Partito Nostro, Renato Usat\u00eei, diventando sindaco dell&#8217;importante citt\u00e0 di B&#259;l&#355;i, ottiene una doppia \u201crivincita\u201d: non solo governa la cosiddetta \u201ccapitale del nord\u201d (seconda citt\u00e0 per importanza della Moldova), in risposta alla vittoria dei liberali a Chi&#351;in&#259;u, ma riscatta pure la determinante esclusione del proprio partito Patria, per finanziamento illecito estero, dalle elezioni politiche del 30 novembre 2014.<\/p>\n<p>In virt\u00f9 del nuovo incarico, Usatii si candida ad essere quindi punto di riferimento delle forze d&#8217;opposizione a fianco (o in concorrenza?) del carismatico socialista Igor Dodon (Psrm).<\/p>\n<p><b>Verso la formazione di un nuovo governo<\/b><br \/>Le elezioni amministrative influenzeranno inevitabilmente i futuri assetti politici e geopolitici dello stato, a partire dalla formazione di un nuovo governo. Dopo le dimissioni del premier Chiril Gaburici il 12 giugno, a soli due giorni dal voto locale, a causa della falsificazione di titoli di studio, la Repubblica Moldova si trova senza un governo sostenuto da una stabile maggioranza parlamentare.<\/p>\n<p>Il presidente della repubblica Nicolae Timofti ha recentemente apprezzato l&#8217;auspicio espresso dal proprio omologo rumeno Klaus Iohannis, che ha notato \u201cl&#8217;urgenza della formazione di una coalizione di governo stabile che possa proseguire sul percorso europeo delle riforme ad un ritmo serrato\u201d e dichiarato che \u201cin questo contesto, interno e regionale, ritardi ed esitazioni non sono affatto benefiche\u201d.<\/p>\n<p><b>Il ruolo dei negoziati con Ue e Fmi<\/b><br \/>L&#8217;europarlamentare e presidente della commissione di associazione Ue-Moldova, Andi Cristea, non solo a pi\u00f9 riprese ha fatto appello alle forze politiche affinch\u00e9 siano in grado di formare rapidamente un nuovo governo che implementi l&#8217;Accordo di Associazione, ma ha anche espresso al premier ad interim Natalia Gherman apprensione per la capacit\u00e0 negoziale di Chi&#351;in&#259;u nei confronti del Fondo monetario internazionale.<\/p>\n<p>E il capo missione Ue a Chi&#351;in&#259;u, Pirkka Tapiola, ha precisato che i fondi europei alla Moldova saranno sospesi fino a quando non verr\u00e0 istituito un nuovo esecutivo capace di negoziare immediatamente con l\u2019Fmi un accordo per la concessione di un nuovo finanziamento che metta al riparo il Paese da una crisi bancaria e dall&#8217;instabilit\u00e0 macro-finanziaria.<\/p>\n<p>Proprio per via dei colloqui con l\u2019Fmi ed in vista della proposta di un\u2019eventuale nazionalizzazione della Banca de Economii (uno dei tre principali istituti di credito del paese), Vlad Filat si \u00e8 detto sicuro che un nuovo governo europeista verr\u00e0 costituito entro fine luglio.<\/p>\n<p>L&#8217;ex premier Iurie Leanca (Ppem) ritiene che la formazione di una coalizione tra Pdm, Pdlm, Pl e Ppem sia l&#8217;unica via per impedire il rischio di insolvenza della Repubblica Moldova in stile Grecia, definendo socialisti ed esponenti Pn come la \u201cSyriza moldava\u201d che condurrebbe lo Stato verso il default.<\/p>\n<p>I buoni risultati ottenuti dalle forze europeiste nelle elezioni amministrative potrebbero favorire un&#8217;intesa per la formazione in tempi rapidi di un nuovo esecutivo, anche se su base locale si stanno formando coalizioni promiscue caso per caso tra partiti pro-Ue, comunisti e socialisti.<\/p>\n<p><b>Potenziali effetti sull&#8217;assetto istituzionale<\/b><br \/>La necessit\u00e0 e l&#8217;urgenza di un nuovo governo in grado di negoziare con Unione europea e Fondo monetario internazionale spingeranno con buone probabilit\u00e0 le forze europeiste a raggiungere un accordo che garantisca stabilit\u00e0 al Paese, probabilmente con qualche concessione in pi\u00f9 al minoritario ma essenziale Partito liberale (Chirtoac&#259; potrebbe essere cos\u00ec chiamato a dirigere il nuovo esecutivo).<\/p>\n<p>Questo potrebbe per\u00f2 portare ad una maggiore domanda di \u201cdevolution\u201d all&#8217;interno del paese: oltre a irrigidire ulteriormente le posizioni separatiste della regione transnistriana, potrebbe indurre l&#8217;Unit\u00e0 territoriale autonoma di Gagauzia, storicamente filorussa, a richiedere maggiore autonomia e il distretto di Taraclia (abitato in larga misura da una minoranza bulgara) ad aspirare a pari trattamento.<\/p>\n<p>Non \u00e8 da escludere che Chi&#351;in&#259;u, stretta da pressanti contingenze economiche e geopolitiche (crisi del sistema finanziario e della propria valuta e crisi russo-ucraina), ma intimorita dalle diverse forze centrifughe (conflitto transnistriano, desideri federalisti e simpatie filorusse), continui a perseguire una politica estera \u201coscillante\u201d.<\/p>\n<p>La Moldova, cio\u00e8, potrebbe non essere in grado di svincolarsi nel breve termine dal proprio destino di <i>vi&#355;el de&#351;tept <\/i>(formula spesso usata dall&#8217;ex presidente Vladimir Voronin), il \u201cvitello intelligente\u201d che cercando di allattarsi da due vacche (Ue e Russia) finisce per non nutrirsi affatto.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un quadro politico nazionale fragile e confuso ha segnato le elezioni amministrative locali svoltesi nella Repubblica Moldova il 14 e il 28 giugno. 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