{"id":31200,"date":"2015-07-15T00:00:00","date_gmt":"2015-07-14T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/iran-la-partita-e-appena-cominciata\/"},"modified":"2017-11-03T15:20:38","modified_gmt":"2017-11-03T14:20:38","slug":"iran-la-partita-e-appena-cominciata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/07\/iran-la-partita-e-appena-cominciata\/","title":{"rendered":"Iran: la partita \u00e8 appena cominciata"},"content":{"rendered":"<p>Le sei potenze del gruppo \u20185+1\u2019 (Cina, Francia, Germania, Regno Unito, Russia e Stati Uniti, coadiuvati dall\u2019Unione europea) e l\u2019Iran hanno finalmente raggiunto un accordo sul programma nucleare di quest\u2019ultimo.<\/p>\n<p>Dopo 13 anni di false partenze, tentativi falliti, sanzioni e accuse reciproche, \u00e8 finalmente possibile dare una valutazione dei meriti delle misure concordate e degli ostacoli che ancora rimangono alla sua attuazione.<\/p>\n<p>L\u2019accordo \u00e8 fondamentalmente basato su uno scambio: a fronte della revoca delle sanzioni Usa, Onu e Ue, l\u2019Iran ha acconsentito a limitare lo sviluppo del suo programma nucleare per i prossimi 10-15 anni, nonch\u00e9 ad accettare un regime di ispezioni Onu particolarmente intrusivo, per alcuni aspetti in vigore per un periodo di 25 anni e per altri a tempo indeterminato.<\/p>\n<p><b>I contenuti dell\u2019accordo<\/b><br \/>I 5+1 sono convinti che, grazie ai limiti imposti al programma nucleare, all\u2019Iran sia precluso il cosiddetto scenario di \u2018break-out\u2019, cio\u00e8 la possibilit\u00e0 di ritirarsi dall\u2019accordo e dotarsi in tempi brevi del materiale fissile necessario ad armare una bomba.<\/p>\n<p>Oggi l\u2019Iran, che ha materiale in teoria sufficiente per una decina di bombe, avrebbe bisogno di non pi\u00f9 di un paio di mesi. L\u2019accordo riduce le dotazioni iraniane del materiale fissile ad una frazione di quanto serve per una singola bomba e pertanto allunga i tempi di \u2018break out\u2019 a un anno o pi\u00f9.<\/p>\n<p>I 5+1 sono anche persuasi che il regime di ispezioni, che definisce una procedura (complicata ma apparentemente efficace) in base alla quale gli ispettori Onu avrebbero accesso a tutti i siti sospetti, inclusi quelli militari, chiuda la strada alla possibilit\u00e0 per l\u2019Iran di sviluppare un programma nucleare militare clandestino (il cosiddetto \u2018sneak-out\u2019).<\/p>\n<p>I 5+1 si sono infine garantiti contro l\u2019eventualit\u00e0 che l\u2019Iran non rispetti i suoi impegni accordandosi su un meccanismo di re-imposizione delle sanzioni. Le stesse sanzioni non verranno revocate prima che gli ispettori Onu abbiano verificato, entro i prossimi 18 mesi che l&#8217;Iran ha tenuto fede agli impegni.<\/p>\n<p><b>Le critiche all\u2019accordo<\/b><br \/>L\u2019accordo \u00e8 quindi un ottimo compromesso che allontana il rischio di un Iran nucleare \u2013 o di un intervento armato da parte degli Usa o Israele per prevenirlo. Non tutti la pensano cos\u00ec tuttavia. Tra i critici pi\u00f9 feroci rientrano il governo israeliano, gli Stati arabi del Golfo e il partito repubblicano americano.<\/p>\n<p>Una prima critica \u00e8 che l\u2019Iran, alla scadenza dei termini dell\u2019accordo, potr\u00e0  arricchire l\u2019uranio in quantit\u00e0 industriale, di modo che il tempo di \u2018break out\u2019 si ridurr\u00e0 praticamente a zero.<\/p>\n<p>Questa critica si fonda sul malinteso che sanzioni e pressioni avrebbero rallentato i progressi nucleari iraniani e potrebbero continuare a farlo. In realt\u00e0, il periodo di maggiore espansione del programma nucleare iraniano \u00e8 coinciso con il periodo di maggiore intensificazione delle sanzioni Usa, Ue ed Onu.<\/p>\n<p>Solo quando a fine 2013 si \u00e8 aperto il negoziato, l\u2019Iran ha acconsentito a sospendere molte delle attivit\u00e0 pi\u00f9 sensibili. Senza un accordo e nonostante le sanzioni, \u00e8 plausibile pertanto che l\u2019Iran tornerebbe a sviluppare il suo programma nucleare. Lo farebbe, inoltre, senza dover sottostare al regime di ispezioni particolarmente intrusivo concordato oggi.<\/p>\n<p>Tale regime, \u00e8 fondamentale sottolineare, rester\u00e0 in buona parte in vigore anche alla scadenza dell\u2019accordo, fornendo quindi un\u2019importante garanzia che l\u2019Iran non si doti di armi nucleari anche negli anni successivi.<\/p>\n<p>Una seconda critica \u00e8 che la revoca delle sanzioni dar\u00e0 al governo iraniano considerevoli risorse da impiegare a sostegno dei suoi alleati in Iraq, Siria, Libano ed espandere cos\u00ec la sua influenza regionale.Questa critica \u00e8 pi\u00f9 ragionevole della prima.<\/p>\n<p>Tuttavia, i vantaggi strategici derivanti dal ridurre considerevolmente il rischio di un Iran nucleare (o di un conflitto per prevenirlo) sono superiori ai presunti svantaggi derivanti da un Iran in possesso di maggiori risorse.<\/p>\n<p><b>La mancanza di alternative<\/b><br \/>L\u2019argomento pi\u00f9 forte a difesa dell\u2019accordo resta quello della mancanza di alternative migliori, dunque. Non \u00e8 detto tuttavia che questo sia sufficiente a convincere il Congresso Usa, che deve esprimersi sull\u2019accordo nei prossimi 60 giorni, a votare a favore.<\/p>\n<p>Al contrario, dal momento che i repubblicani hanno la maggioranza sia alla Camera che al Senato, \u00e8 decisamente pi\u00f9 probabile che il Congresso respinga l\u2019accordo. Obama, tuttavia, opporr\u00e0 il veto presidenziale ed \u00e8 improbabile che un numero sufficiente di democratici si unisca alla maggioranza repubblicana per raggiungere i due terzi di voti necessari ad invalidare il veto presidenziale.<\/p>\n<p>Finch\u00e9 Obama \u00e8 in carica, quindi, l\u2019accordo dovrebbe essere al sicuro. Ma tutto verr\u00e0 rimesso in discussione se gli americani dovessero eleggere un repubblicano alla Casa Bianca a fine 2016. Oggi Obama e i 5+1 hanno segnato un punto a loro favore. Ma la partita \u00e8 tutta da giocare ancora.<\/p>\n<p>.    <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le sei potenze del gruppo \u20185+1\u2019 (Cina, Francia, Germania, Regno Unito, Russia e Stati Uniti, coadiuvati dall\u2019Unione europea) e l\u2019Iran hanno finalmente raggiunto un accordo sul programma nucleare di quest\u2019ultimo. 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