{"id":31220,"date":"2015-07-16T00:00:00","date_gmt":"2015-07-15T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/leuropa-ha-bisogno-duna-terza-via\/"},"modified":"2017-11-03T15:20:38","modified_gmt":"2017-11-03T14:20:38","slug":"leuropa-ha-bisogno-duna-terza-via","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/07\/leuropa-ha-bisogno-duna-terza-via\/","title":{"rendered":"L\u2019Europa ha bisogno d\u2019una Terza Via"},"content":{"rendered":"<p>La posizione italiana sul recente referendum greco \u00e8 stata altalenante. Prima del voto, il premier Renzi s\u2019\u00e8 pubblicamente dichiarato a favore del s\u00ec, come numerosi altri leader dell\u2019eurozona, anche se, a giudizio di numerosi osservatori, l\u2019Italia avrebbe potuto trarre beneficio da un consenso greco contro l\u2019austerity europea.<\/p>\n<p>Dopo la vittoria del no, s\u2019\u00e8 impegnato per trasformare il risultato in un\u2019opportunit\u00e0 per la Grecia e l\u2019Unione.<\/p>\n<p>L\u2019atteggiamento prima del referendum ha sorpreso quanti ritenevano che ci fosse spazio politico per un sostegno del Pd a Syriza. Con un programma elettorale basato sull\u2019aumento del benessere sociale anche a discapito della disciplina fiscale, alcune idee del partito di Alexis Tsipras sembrano collimare con quelle della campagna del Pd per le elezioni europee del maggio 2014.<\/p>\n<p>Invece, prima del voto, il premier Renzi non solo non ha sostenuto la battaglia dei greci contro l&#8217;austerit\u00e0, ma ha addirittura condiviso la necessit\u00e0 di attuare riforme severe. Dopo, Renzi ha ricevuto critiche da quanti affermano che s\u2019\u00e8 sostanzialmente defilato ai tavoli decisionali europei: accusa cui il premier e il sottosegretario agli Affari europei Sandro Gozi hanno replicato rivendicando un ruolo cruciale nella maratona negoziale tra il 12 e 13 luglio,al Vertice dell\u2019Eurogruppo.<\/p>\n<p><b>Le motivazioni di politica interna \u2026<\/b><br \/>\nQuella che pu\u00f2 apparire come una posizione irrazionale trova per\u00f2 motivazioni in una serie di ragioni di politica interna e estera. Considerando il fronte interno, la possibile Grexit doveva essere evitata ad ogni costo: essendo il terzo maggior creditore dopo Germania e Francia, l\u2019Italia \u00e8 esposta per 40 miliardi di euro come debito greco.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 di ogni assicurazione da ipotetici contagi, l\u2019uscita della Grecia dall\u2019euro sarebbe certamente dannosa per un\u2019economia italiana ancora in difficolt\u00e0, che ha sperimentato una crescita negativa nel 2014. Vista la rigidit\u00e0 tedesca, il solo modo per evitare l\u2019uscita greca dalla zona euro era tramite l\u2019attuazione di chiare riforme di austerit\u00e0.<\/p>\n<p>In secondo luogo, la Grexit sarebbe un pericoloso precedente politico, a cui Matteo Salvini, leader della Lega, potrebbe fare appello, rinforzando di fatto la sua campagna anti-euro.<\/p>\n<p>Comparando l\u2019Ue ad un gulag in cui i cittadini sono soggetti a una sorta di diktat di Bruxelles, Salvini ha infatti proposto pi\u00f9 volte un referendum nazionale per decidere se uscire dall\u2019Eurozona, nonostante esso non sia contemplato dalla Costituzione.<\/p>\n<p>In terzo luogo, una vittoria politica di Syriza sulla Germania avrebbe delegittimato la linea moderata perseguita dal Partito democratico, dando maggior consenso a partiti come Sinistra Ecologia e Libert\u00e0 (Sel, 32 parlamentari), che fa parte dello stesso gruppo politico di Syriza al Parlamento europeo, o il Movimento 5 Stelle (M5S, 127 parlamentari).<\/p>\n<p>Durante la campagna per il referendum greco, sia Sel che il M5S non solo hanno sostenuto la decisione di Tsipras, ma, forti del loro slogan \u201cOXI\u201d-ge-\u201dNO\u201d, si sono anche mobilitati per un nuovo piano europeo che potesse fermare la politica di austerit\u00e0 e fornire nuovo ossigeno alle economia nazionali.<\/p>\n<p><b>\u2026 e quelle di politica estera<\/b><br \/>\nDal punto di vista di politica estera, Renzi avrebbe deciso di adottare una posizione defilata e comunque non di pieno sostegno alla Grecia per far apparire l&#8217;Italia come un paese mediterraneo affidabile.<\/p>\n<p>Questo potrebbe garantire al Paese lo spazio politico necessario per potere poi chiedere una maggiore flessibilit\u00e0 sull\u2019applicazione delle regole di bilancio o un maggiore sostegno europeo per risolvere problematiche relative all\u2019immigrazione.<\/p>\n<p>Seppure guidata da considerazioni economiche e dalla necessit\u00e0 di mantenere la legittimit\u00e0 politica, la strategia apparentemente ondivaga di Renzi, che alternava segnali di solidariet\u00e0 verso la Grecia con prudenza nei confronti della Germania, ha dato all\u2019Italia alcuni vantaggi.<\/p>\n<p>I timori di contagio della crisi greca sembrano svaniti, lo spread delle obbligazioni non \u00e8 aumentato cos\u00ec tanto come ad esempio in Portogallo, il governo \u00e8 stabile ed i rapporti con la Germania sono eccellenti. Inoltre, avendo attuato riforme volte alla liberalizzazione economica, non da ultimo il Job Act che d\u00e0 maggiore flessibilit\u00e0 al mercato del lavoro, l&#8217;Italia ha il potenziale per diventare un Paese modello dell&#8217;Europa meridionale.<\/p>\n<p>Tuttavia, nel lungo periodo, la mancanza di una politica estera forte non paga mai. Sicuramente la strategia di Renzi comporta pochi rischi, ma non d\u00e0 all\u2019Italia una posizione autorevole nella determinazione della politica europea.<\/p>\n<p>Forte della stabilit\u00e0 interna acquisita, Renzi dovrebbe ora sviluppare una politica estera coerente, che potrebbe rappresentare una \u201cterza via\u201d non solo per l&#8217;Italia, ma anche per l&#8217;Europa stessa.<\/p>\n<p>Infatti, rappresentando un&#8217;alternativa alla irrazionalit\u00e0 della Grecia e alla rigidit\u00e0 della Germania, Renzi potrebbe guidare una coalizione di Paesi del Mediterraneo, come Portogallo, Spagna e Francia, e chiedere maggiore flessibilit\u00e0 nell\u2019applicazione delle politiche di austerit\u00e0 al fine di rilanciare le economie nazionali.<\/p>\n<p>Con il 12.7% di disoccupazione e una decrescita del-0.4% nel 2014, politiche economiche pi\u00f9 flessibili potrebbero aiutare la ripresa economica italiana e garantire a Renzi ampia legittimit\u00e0 politica. Inoltre, ponendosi come leader di una \u201cterza via\u201d moderata, Renzi potrebbe contribuire a superare le divisioni politiche ed economiche tra Stati membri e a condurli verso un\u2019Unione europea pi\u00f9 coesa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La posizione italiana sul recente referendum greco \u00e8 stata altalenante. Prima del voto, il premier Renzi s\u2019\u00e8 pubblicamente dichiarato a favore del s\u00ec, come numerosi altri leader dell\u2019eurozona, anche se, a giudizio di numerosi osservatori, l\u2019Italia avrebbe potuto trarre beneficio da un consenso greco contro l\u2019austerity europea. 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