{"id":31440,"date":"2015-08-12T00:00:00","date_gmt":"2015-08-11T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-qualita-dellambiente-in-cina\/"},"modified":"2017-11-03T15:20:31","modified_gmt":"2017-11-03T14:20:31","slug":"la-qualita-dellambiente-in-cina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/08\/la-qualita-dellambiente-in-cina\/","title":{"rendered":"La qualit\u00e0 dell\u2019ambiente in Cina"},"content":{"rendered":"<p>La crescita dell\u2019economia cinese ha prodotto un sensibile miglioramento della qualit\u00e0 della vita in Cina. Tuttavia, ci\u00f2 ha comportato anche costi ambientali estremamente rilevanti.<\/p>\n<p>Rapido sviluppo industriale e urbanizzazione hanno richiesto un consumo di risorse naturali e materie prime senza precedenti, intensificando la pressione antropica sugli ecosistemi. Come risultato, la qualit\u00e0 ambientale di molte aree \u00e8 stata pesantemente compromessa. L\u2019ambiente naturale sta progressivamente perdendo le proprie funzioni ecologiche e la capacit\u00e0 di resistere alle avversit\u00e0 naturali (resilienza).<\/p>\n<p>Nonostante i tentativi del governo di migliorare le normative ambientali e promuovere la loro applicazione, si continua ad assistere a un aumento del degrado della qualit\u00e0 degli ecosistemi in termini di estensione, intensit\u00e0 ed effetti.<\/p>\n<p>I risultati di questo processo sono riscontrabili nel declino delle foreste e delle praterie, nell\u2019accelerazione della desertificazione ed erosione del suolo, nella perdita della quantit\u00e0 e nel peggioramento della qualit\u00e0 delle acque, nella contaminazione di terreni agricoli e rurali, nei problemi legati alla qualit\u00e0 e salubrit\u00e0 dei cibi, nell\u2019invasione di specie aliene, nella riduzione della biodiversit\u00e0 e nella perdita di risorse genetiche.<\/p>\n<p>Un\u2019analisi dei dati disponibili sullo stato dell\u2019ambiente in Cina permette di ottenere un\u2019idea pi\u00f9 precisa delle condizioni di degrado che interessano le tre componenti ambientali: aria, acqua e suolo.<\/p>\n<p><b>Aria: i primati dell\u2019inquinamento<\/b><br \/>Per quanto riguarda il comparto atmosferico, oggi la Cina \u00e8 il principale produttore di biossido di carbonio a livello mondiale (25,1% delle emissioni totali nel 2011), avendo <a href= \"http:\/\/www.theguardian.com\/environment\/live\/2014\/nov\/12\/united-states-and-china-reach-landmark-carbon-emissions-deal-live\" target= \"blank\"><b><u>sorpassato gli Stati Uniti<\/u><\/b><\/a> gi\u00e0 nel 2008.<\/p>\n<p>La Cina \u00e8 il paese che emette la maggior quantit\u00e0 di anidride solforosa (circa il 25% delle emissioni mondiali), esprimendo probabilmente le emissioni pi\u00f9 alte anche di ossidi di azoto (NOx); la Cina si posiziona altres\u00ec al terzo posto per estensione di aree affette da piogge acide. Questi primati negativi si riflettono sulla qualit\u00e0 dell\u2019aria delle citt\u00e0 cinesi, caratterizzate da concentrazioni di contaminanti molto superiori alle medie europee.<\/p>\n<p><b>Figura 1. Concentrazione media annua di PM10 in alcuni paesi (\u00b5g\/m3) (Fonte: Organizzazione mondiale della sanit\u00e0, 2014)<\/b>.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/pizzol1.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p>Considerando i valori medi nazionali di concentrazione di PM10 (particolato atmosferico il cui diametro \u00e8 uguale o inferiore a 10 \u00b5m), la Cina supera la media mondiale (71 \u00b5g\/m3) e distanzia numerosi paesi occidentali.<\/p>\n<p>La presenza di alte concentrazioni di contaminanti e particolato nell\u2019aria pu\u00f2 essere facilmente osservata nelle grandi citt\u00e0 cinesi del delta del fiume Yangtze, nel delta del fiume delle Perle e nella regione di Pechino-Tianjin-Hebei, dove si verificano <a href= \"http:\/\/www.greenpeace.org\/eastasia\/publications\/reports\/climate-energy\/2012\/air-pollution-health-economic\/\" target= \"blank\"><b><u>pi\u00f9 di 100 giorni all\u2019anno<\/u><\/b><\/a> di condizioni di smog molto.<\/p>\n<p><b>Figura 2. Concentrazione media annua di PM10 in alcune citt\u00e0 (\u00b5g\/m3) (Fonte: Organizzazione mondiale della sanit\u00e0, 2014)<\/b>.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/pizzol2.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p><b>Acqua: rapporti preoccupanti<\/b><br \/>In merito alle risorse idriche, la richiesta continua di acqua per uso industriale e domestico ha messo a dura prova i corpi idrici naturali e la loro capacit\u00e0 di autodepurazione.<\/p>\n<p>La presenza di numerose sorgenti d\u2019inquinamento puntuali e diffuse (queste ultime per lo pi\u00f9 di origine agricola) ha causato l\u2019emissione e la diffusione di quantit\u00e0 eccessive di nutrienti e di contaminanti organici e inorganici, con conseguenti fenomeni di eutrofizzazione e di effetti di tossicit\u00e0 sugli ecosistemi.<\/p>\n<p>Secondo il <i>Rapporto sullo stato dell\u2019ambiente 2013 <\/i>redatto dal Ministero della Protezione ambientale cinese, il 19,3% delle acque dei maggiori fiumi cinesi ricade nelle classi di qualit\u00e0 IV e V \u2013 su una scala da I a V, dove V rappresenta lo stato di qualit\u00e0 peggiore.<\/p>\n<p>Queste acque possono essere quindi utilizzate esclusivamente per usi industriali e agricoli. Inoltre, il 9% delle acque dei fiumi non ha i requisiti per essere classificata nemmeno nella classe V, escludendone qualsiasi uso <a href= \"http:\/\/chinawaterrisk.org\/resources\/analysis-reviews\/2013-state-of-environment-report-review\/\" target= \"blank\"><b><u>a tutela della salute pubblica e dell\u2019ambiente<\/u><\/b><\/a>.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda le acque sotterranee, sempre lo stesso rapporto indica che la qualit\u00e0 delle acque di falda \u00e8 in continuo peggioramento dal 2011, con il 60% delle acque classificate di qualit\u00e0 \u201ccattiva\u201d o \u201cmolto cattiva\u201d nel 2013, contro il 57% nel 2012 e il 55% del 2011.<\/p>\n<p>Da notare come questo deterioramento sia avvenuto nonostante l\u2019entrata in vigore del <i>Piano nazionale di prevenzione e controllo dell\u2019inquinamento delle falde <\/i>alla fine del 2011. Questa situazione risulta essere <a href= \"http:\/\/chinawaterrisk.org\/resources\/analysis-reviews\/2013-state-of-environment-report-review\/\" target= \"blank\"><b><u>molto preoccupante<\/u><\/b><\/a>, in quanto il 70% della popolazione cinese e il 60% delle citt\u00e0 cinesi dipendono principalmente dall\u2019acqua di falda per l\u2019approvvigionamento dell\u2019acqua potabile.<\/p>\n<p><b>Suolo: uno stato di contaminazione allarmante<\/b><br \/>Anche lo stato di contaminazione dei suoli in Cina appare allarmante. A marzo 2014 sono stati resi noti i dati della prima indagine nazionale sulla contaminazione del suolo, realizzata fra 2006 e 2010 dal Ministero della protezione ambientale e dal Ministero del territorio.<\/p>\n<p>L\u2019indagine ha interessato il 65,6% della superficie nazionale, incluse tutte le aree agricole del paese, oltre a 690 siti industriali, 81 siti industriali abbandonati, 146 parchi industriali, insieme ad aree di stoccaggio rifiuti, aree minerarie, eccetera.<\/p>\n<p>I risultati indicano che il 19,4% delle aree agricole non soddisfa gli standard ambientali di qualit\u00e0 del suolo, rischiando di ridurre ulteriormente la disponibilit\u00e0 pro capite di terra coltivabile, che in Cina \u00e8 circa la met\u00e0 della media mondiale.<\/p>\n<p>Tra i contaminanti riscontrati pi\u00f9 frequentemente troviamo metalli pesanti quali cadmio, nichel, rame, arsenico, mercurio, ferro; composti organici come Ddt e idrocarburi policiclici aromatici. Il livello di cadmio, metallo tossico che viene facilmente assimilato dal riso, rispetto alla fine degli anni Ottanta \u00e8 cresciuto del 50%.<\/p>\n<p>Inoltre, gli standard di qualit\u00e0 del suolo non vengono soddisfatti nel 36,3% dei siti industriali e nel 33,4% delle aree di miniera, dove il suolo \u00e8 contaminato principalmente da idrocarburi policiclici aromatici e metalli pesanti.<\/p>\n<p>Stime conservative indicano che il numero di siti contaminati in Cina possa superare le 500.000 unit\u00e0. Numerosi studi tuttavia suggeriscono che la situazione possa essere pi\u00f9 preoccupante di quella presentata dall\u2019indagine nazionale del 2014, indicando come il 65% di tutte le citt\u00e0 cinesi presenti livelli alti o estremamente alti di contaminazione da metalli pesanti nei suoli e nelle strade urbane.<\/p>\n<p>Sebbene la disponibilit\u00e0di informazioni riguardanti la contaminazione del suolo in Cina stia crescendo, anche per effetto della richiesta di maggiore trasparenza da parte di cittadini, media e societ\u00e0 civile, al momento non esiste ancora un registro dei siti contaminati che possa facilitarne monitoraggio e gestione.<\/p>\n<p><b>Un quadro complessivo non tranquillizzante<\/b><br \/>Il quadro complessivo della qualit\u00e0 ambientale in Cina non \u00e8 dunque tranquillizzante.Ci\u00f2 comporta crescenti preoccupazioni per i rischi sanitari causati da una contaminazione ambientale intensa e diffusa, unita a una crescente consapevolezza delle negative conseguenze socio-economiche del modello di sviluppo cinese.<\/p>\n<p>Il costo della mortalit\u00e0 causato dall\u2019inquinamento atmosferico calcolato in percentuale rispetto al Pil evidenzia come la Cina abbia un costo molto maggiore (11% del Pil) rispetto ai 15 paesi responsabili della maggior parte delle emissioni di anidride carbonica a livello mondiale.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la contaminazione dell\u2019acqua, si stima che circa 190 milioni di cinesi si ammalino ogni anno a causa dell\u2019acqua contaminata e che circa 60.000 persone muoiano per malattie legate alla contaminazione dell\u2019acqua, come tumori al fegato e all\u2019apparato digerente.<\/p>\n<p><b>Figura 3. Qualit\u00e0 dell\u2019acqua di falda in Cina, 2013 (Fonte: China Water Risk, su dati del Ministero cinese della protezione ambientale)<\/b>.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/pizzol3.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p>Si riporta inoltre la presenza di circa 450 \u201c<a href= \"http:\/\/www.environmentmagazine.org\/Archives\/Back%20Issues\/March-April%202010\/made-in-china-full.html\" target= \"blank\"><b><u>villaggi del cancro<\/u><\/b><\/a>\u201d, situati in aree rurali a elevatissimo inquinamento di origine mineraria e\/o industriale, dove la percentuale di persone affette da tumori \u00e8 molto superiore rispetto alla media nazionale.<\/p>\n<p><i><font size=\"1\">Articolo pubblicato su <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/rivista.asp?ID=277\" target= \"blank\"><b><u>OrizzonteCina<\/u><\/b><\/a>, rivista online sulla Cina contemporanea a cura di Torino World Affairs Institute e Istituto Affari Internazionali<\/i><\/font>.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La crescita dell\u2019economia cinese ha prodotto un sensibile miglioramento della qualit\u00e0 della vita in Cina. Tuttavia, ci\u00f2 ha comportato anche costi ambientali estremamente rilevanti. Rapido sviluppo industriale e urbanizzazione hanno richiesto un consumo di risorse naturali e materie prime senza precedenti, intensificando la pressione antropica sugli ecosistemi. Come risultato, la qualit\u00e0 ambientale di molte aree [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[70,73,77],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31440"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=31440"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31440\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61971,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31440\/revisions\/61971"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=31440"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=31440"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=31440"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}