{"id":31480,"date":"2015-08-21T00:00:00","date_gmt":"2015-08-20T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/ue-geografia-dei-vertici-seae\/"},"modified":"2017-11-03T15:20:30","modified_gmt":"2017-11-03T14:20:30","slug":"ue-geografia-dei-vertici-seae","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/08\/ue-geografia-dei-vertici-seae\/","title":{"rendered":"Ue: geografia dei vertici Seae"},"content":{"rendered":"<p>La nomina di Federica Mogherini ad Alto Rappresentante dell\u2019Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza aveva acceso, l\u2019estate scorsa, il dibattito sui vantaggi per l\u2019Italia in termini di peso sulle dinamiche europee.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 chi riteneva &#8211; e tuttora ritiene &#8211; che un portafoglio economico sarebbe stato meglio spendibile, ma il potenziale della poltrona conquistata non va sottovalutato &#8211; e lo si \u00e8 visto, ad esempio, nell\u2019esito positivo del negoziato nucleare con l\u2019Iran. <\/p>\n<p>Oltre ad essere vice-presidente della Commissione europea, l\u2019Alto Rappresentante si trova alla testa del Servizio europeo per l\u2019azione esterna (Seae),con i suoi oltre 3000 funzionari e una rete di 139 delegazioni e uffici.<\/p>\n<p>Fin dalla sua istituzione nel 2011, il Seae ha riflesso un delicato esercizio di bilanciamento, essendo composto da tre anime: funzionari della Commissione, funzionari del Consiglio e diplomatici di carriera dei Paesi membri.<\/p>\n<p>Inoltre, il bilanciamento va operato anche tra le nazionalit\u00e0 dei funzionari. Perci\u00f2 la geografia dei vertici del Servizio pu\u00f2 dare indicazioni sull\u2019intreccio d\u2019influenze nella costruzione di una politica estera dell\u2019Unione.<\/p>\n<p><b>L\u2019Alto Rappresentante e il gabinetto<\/b><br \/>Con la nomina della Mogherini, l\u2019Italia ha evidentemente scalato i vertici del Seae. Il gabinetto dell\u2019AR vede oggi la presenza di 4 italiani (Stefano Manservisi, Arianna Vannini, Fabrizia Panzetti, Enrico Petrocelli).<\/p>\n<p>Nel gabinetto di Catherine Ashton era presente una sola italiana (Cristina Castagnoli), mentre il capo di gabinetto era il britannico James Morrison, sostituito oggi da Manservisi, di cui \u00e8 ampiamente riconosciuta la trentennale esperienza nella Commissione.<\/p>\n<p>Manservisi \u00e8 stato direttore generale di due DG (cooperazione allo sviluppo e affari interni) e ha lavorato nei gabinetti dei commissari Pandolfi, Vanni d\u2019Archirafi e Monti, prima di guidare il gabinetto Prodi. Nell\u2019aprile 2014 ha poi esordito nel Seae come capo delegazione ad Ankara.<\/p>\n<p>Il regolamento vuole che, tra il capo di gabinetto e il suo vice, almeno uno dei due abbia nazionalit\u00e0 diversa da quella del Commissario\/AR: come vice \u00e8 stato quindi nominato il tedesco Oliver Rentschler, unica figura riconfermata del gabinetto Ashton. Rentschler, a differenza di Manservisi, ha alle spalle una carriera costruita non a Bruxelles, ma nel servizio diplomatico nazionale.<\/p>\n<p>Per il resto il gabinetto ha una composizione piuttosto varia che bilancia l\u2019Europa centro-settentrionale (Michael Curtis, Igor Driesmans), meridionale (Felix Fernandez-Shaw, Anna Vezyroglu) ed orientale (Peteris Ustubs, Iwona Piorko).<\/p>\n<p><b>Gli alti gradi del Seae<\/b><br \/>Se pu\u00f2 forse colpire l\u2019assenza di un francese nel gabinetto dell\u2019AR, questa \u00e8 per\u00f2 ampiamente compensata dal fatto che la Francia ha mantenuto il posto di segretario generale del Seae: all\u2019ambasciatore Pierre Vimont\u00e8 infatti succeduto il connazionale Alain Le Roy, gi\u00e0 ambasciatore di Francia a Roma e sotto-segretario generale delle Nazioni Unite per le operazioni di peacekeeping.<\/p>\n<p>I suoi vice rimangono gli stessi di Vimont: la tedesca Helga Schmid e il polacco Maciej Popowski. Scendendo di un gradino nella gerarchia Seae, troviamo i \u201cmanaging directors\u201d (MD) e gli altri \u201csenior managers\u201d, oltre ai rappresentanti speciali (RS), che rispondono direttamente all\u2019AR.<\/p>\n<p>Tra questi, Gran Bretagna, Francia, Germania e pure Grecia sono ben rappresentate e almeno un posto lo hanno Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Romania, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria. \u00c8 italiano il MD <i>Crisis Response &#038; Operational Coordination<\/i>, Agostino Miozzo.<\/p>\n<p><b>I consiglieri speciali<\/b><br \/>Il regolamento della Commissione prevede la possibilit\u00e0 di nominare \u201cconsiglieri speciali\u201d quali individui dotati di \u201cqualifiche speciali\u201d che assistono i commissari su base continuativa o saltuaria. Con questi presupposti, la Mogherini ha nominato Catherine Ashton \u201cconsigliere speciale per facilitare i negoziati sul nucleare iraniano\u201d, mentre il presidente Juncker ha scelto Michel Barnier come \u201cconsigliere speciale per la politica europea di sicurezza e di difesa\u201d.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 chi ha ritenuto che le nomine abbiano depotenziato, se non persino\u201ccommissariato\u201d, l\u2019AR. In realt\u00e0, la Mogherini \u00e8 rimasta pienamente titolare del dossier iraniano, come ampiamente dimostrato dalla sua attiva partecipazione alle fasi decisive del difficile negoziato.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda l\u2019incarico di Barnier, si tratta per lo pi\u00f9 di elaborare una strategia per lo sviluppo del mercato unico della difesa, compito che rientra nelle competenze del commissario per il mercato unico pi\u00f9 che in quelle dell\u2019AR.<\/p>\n<p>Barnier (gi\u00e0 ministro francese e commissario europeo per il mercato interno) pu\u00f2 contare su una ricca esperienza pregressa, inclusa la presidenza del gruppo di lavoro sulla difesa in preparazione della Convenzione sul futuro dell\u2019Europa nel 2001 e la partecipazione alla task force Barroso sulla difesa.<\/p>\n<p><b>L\u2019Italia e gli altri Grandi<\/b><br \/>In definitiva, l\u2019Italia \u00e8 ora all\u2019apice del Seae, anche se questo non ha scalfito una tradizionale posizione di influenza della Francia, che continua ad occupare il posto di segretario generale, in aggiunta ad altri incarichi di vertice e ad un consigliere speciale.<\/p>\n<p>La Germania mantiene i due ruoli principali che aveva con Ashton: un vice segretario generale e il vice capo di gabinetto dell\u2019AR. Il Regno Unito perde posizioni: con la Commissione precedente, deteneva non solo l\u2019incarico di AR, ma anche quello di direttore generale amministrativo del Seae (David O\u2019 Sullivan), carica che adesso \u00e8 confluita in quella di segretario generale.<\/p>\n<p><b>La comunicazione del Seae<\/b><br \/>Per quantori guarda la comunicazione del Seae, ci sono due portavoce, sotto il coordinamento dell\u2019AR. Si tratta della francese Catherine Ray e della slovena Maja Kocijancic.<\/p>\n<p>Quest\u2019ultima (che finora aveva lavorato per l\u2019Alto Rappresentante uscente, Catherine Ashton, ed \u00e8 uno dei due soli portavoce della Commissione Barroso riconfermati, insieme a Mina Andreeva) si occuper\u00e0 anche della Politica di Vicinato (di competenza del commissario Joahannes Hahn, austriaco), mentre alla Ray, che ha lavorato nei gabinetti di diversi ex commissari, saranno affidati anche l\u2019Aiuto umanitario e Gestione delle crisi (del commissario Christos Stilianides, cipriota) e la Cooperazione e Sviluppo (di competenza del commissario croato Neven Mimica).<\/p>\n<p>.   <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La nomina di Federica Mogherini ad Alto Rappresentante dell\u2019Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza aveva acceso, l\u2019estate scorsa, il dibattito sui vantaggi per l\u2019Italia in termini di peso sulle dinamiche europee. 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