{"id":31500,"date":"2015-08-26T00:00:00","date_gmt":"2015-08-25T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-triangolo-di-malacca-myanmar-tra-cina-e-india\/"},"modified":"2017-11-03T15:20:29","modified_gmt":"2017-11-03T14:20:29","slug":"il-triangolo-di-malacca-myanmar-tra-cina-e-india","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/08\/il-triangolo-di-malacca-myanmar-tra-cina-e-india\/","title":{"rendered":"Il triangolo di Malacca: Myanmar tra Cina e India"},"content":{"rendered":"<p>A pochi mesi dalle elezioni birmane del prossimo novembre, si apre la partita politica per il governo di Rangoon. Saranno le seconde elezioni dopo l\u2019inizio della democratizzazione della Birmania e della politica di apertura (2010).<\/p>\n<p>In realt\u00e0, la tornata elettorale del novembre 2010 \u00e8 stata considerata fortemente influenzata dalla dittatura militare (cos\u00ec come le successive consultazioni parziali).<\/p>\n<p>I risultati saranno importantissimi in ambito regionale. Da un punto di vista geopolitico Myanmar \u00e8 la porta di accesso allo stretto di Malacca, che prende il nome dalla cittadina malese appartenuta storicamente alle dominazioni portoghese, olandese e britannica. <\/p>\n<p>Malacca \u00e8 vitale per gli interessi indiani e cinesi, soprattutto nel momento in cui la Cina porta a termine il progetto delle due cinture di collegamenti (l\u2019una marittima passante per Malacca e l\u2019altra terrestre) con il Pakistan. <\/p>\n<p>L\u2019India si vede quindi tagliata fuori dal gioco di contenimento di Pechino, a meno di non riuscire a mantenere una posizione forte sull\u2019Oceano Indiano.<\/p>\n<p>Dal punto di vista della politica economica, acquistare la preminenza nelle relazioni con un Paese sulla soglia dell\u2019apertura al sistema capitalista significherebbe approfittare di un mercato vergine e dalle possibilit\u00e0 offerte dagli oltre 50 milioni di abitanti che presto costituiranno classi medie pronte a entrare in un mercato capitalista. <\/p>\n<p>Inoltre Myanmar rappresenta ci\u00f2 che in futuro potrebbe essere la Corea del Nord, quando anch\u2019essa dovesse aprirsi al mercato: potrebbe, quindi, costituire un ottimo banco di prova per intrecciare in futuro relazioni con Pyongyang.<\/p>\n<p>Dal punto di vista finanziario, Myanmar \u00e8 fra i fondatori della Banca asiatica di Investimento per le Infrastrutture, la nuova istituzione monetaria internazionale promossa da Pechino (ed \u00e8 quindi vitale per la Cina mantenere buoni rapporti). <\/p>\n<p>Infine, l\u2019apparente allontanamento degli Usa offre una finestra di opportunit\u00e0 per divenire il primo interlocutore della nuova Birmania.<\/p>\n<p><b>La Cina, primo partner, difende la posizione<\/b><br \/>In passato, la Cina aveva appoggiato il regime militare birmano esercitando una decisa influenza su Myanmar. La forte relazione \u00e8 stata a pi\u00f9 riprese definita come una relazione di convenienza, dalla quale la Repubblica popolare traeva indubbi vantaggi per lo sfruttamento di materie prime e per l\u2019influenza sullo stretto di Malacca, mentre il governo di Rangoon otteneva appoggio politico internazionale (come il veto cinese alle sanzioni nel 2007) e tecnologie anche militari.<\/p>\n<p>Sino al recentissimo passato, i Paesi occidentali, guidati dagli Stati Uniti, hanno contestato questa relazione bilaterale. Ogni volta che veniva messa in luce una violazione dei diritti umani da parte della dittatura militare birmana, la comunit\u00e0 internazionale accusava la Cina di comportarsi da free-rider e di non fare abbastanza per condannare il governo di Rangoon.<\/p>\n<p>La Cina rimane il primo interlocutore commerciale di Rangoon e quest\u2019anno, a seguito della cooperazione fra imprese guida nell\u2019estrazione petrolifera &#8211; la <i>China National Petroleum Corporation<\/i> (Cnpc) e la <i>Myanmar Oil and Gas Enterprise<\/i> (Moge) -, ha aperto un nuovissimo porto sull\u2019Oceano Indiano presso il villaggio di Ramree Island, concepito come punto di passaggio di un importante oleodotto diretto in Cina. \u00c8 qualcosa di molto simile al porto cinese creato a Gwadar in Pakistan e soprattutto \u00e8 un ulteriore punto di appoggio su Malacca.<\/p>\n<p>Inoltre gli accordi di cooperazione in ambito energetico (gas) raggiunti nel 2005 e l\u2019appoggio in termini di forniture militari e tecnologiche (costruzione di un oleodotto) che la Cina ha concesso a Myanmar (2009) hanno finito per creare un legame ancora pi\u00f9 stretto. <\/p>\n<p>Sembra perci\u00f2 naturale che il Partito comunista cinese appoggi il regime di Rangoon e tenda al mantenimento dallo status quo, pur attraverso una riforma economica e politica. <\/p>\n<p><b>L\u2019India, alti e bassi nelle relazioni<\/b><br \/>Il rapporto con la potenza indiana \u00e8 invece meno lineare rispetto a quello con la Cina. Dal punto di vista di Nuova Delhi vi sono tre fattori principali da considerare nelle relazioni con Myanmar. <\/p>\n<p>Tali fattori sono: la sicurezza e stabilit\u00e0 del confine indiano a Nord-Est della Birmania e l\u2019influenza della potenza cinese (avversaria del governo di nuova Delhi nella supremazia regionale); l\u2019aspetto economico legato all\u2019apertura del mercato di Rangoon; e la presenza di minoranze hindi sul suolo birmano.<\/p>\n<p>Dall\u2019indipendenza  dei due Paesi nel 1947-\u201948, questi aspetti sono stati sempre importanti nei loro rapporti, che hanno registrato alti e bassi. Fino al 1988, le relazioni fra la Confederazione indiana e la Birmania furono sufficientemente buone, nonostante il conflitto sino-indiano del 1962 (in tale occasione la neutralit\u00e0 di Myanmar fu interpretata da nuova Delhi come un appoggio dell\u2019aggressione cinese). <\/p>\n<p>La crisi si ebbe nel 1988, quando la Confederazione indiana fu il pi\u00f9 Paese vicino che critic\u00f2 pi\u00f9 aspramente il governo militare di Rangoon per la repressione della rivolta democratica.<\/p>\n<p>L\u2019ambasciata indiana divenne rifugio per rivoltosi e dissidenti e l\u2019India appoggi\u00f2 il movimento democratico sino ai primi Anni Novanta, nello stesso periodo in cui la Cina subiva la turbolenta stagione di Piazza Tian An Men. <\/p>\n<p>Tuttavia negli ultimi venti anni le relazioni fra India e Myanmar sono divenute sempre pi\u00f9 collaborative e si sono registrate strette relazioni in molti campi, incluso il contrasto all\u2019insorgenza dei movimenti estremisti di etnia Chin e Kachin al confine, la lotta al traffico di droga, la condivisione di elementi di <i>intelligence <\/i>e, naturalmente, il commercio e gli investimenti. <\/p>\n<p>Un campo in cui non si registra collaborazione di spessore \u00e8 quello della fornitura di tecnologia militare.<\/p>\n<p><b>Gli schieramenti in vista delle elezioni<\/b><br \/>Alle elezioni di novembre gli schieramenti principali saranno lo <i>Union Solidarity and Development Party<\/i> (Usdp) e la <i>National League for Democracy <\/i>(Nld). Lo Usdp \u00e8 il partito del governo militare \u00e8 guidato da Htayoo, anche se l\u2019attuale presidente Thein Sein \u00e8 stato un suo membro. L\u2019Nld \u00e8 il partito democratico di Aung San Suu Kyi (che non potr\u00e0 essere tuttavia eletta per il veto governativo).<\/p>\n<p>La terza forza in causa saranno i partiti di matrice etnica e regionale, che non dovrebbero tuttavia avere peso, se non quello di interferire con l\u2019Nld accattivandosi parte del suo elettorato. <\/p>\n<p>La Cina dovrebbe appoggiare quasi sicuramente il mantenimento dello status quo imposto dal governo militare di Rangoon, cercando per quanto possibile di evitare stravolgimenti eccessivamente democratizzanti nel processo di apertura al fine di mantenere i vantaggi storicamente acquisiti nell\u2019alleanza con Myanmar. <\/p>\n<p>L\u2019india invece cercher\u00e0 verosimilmente di appoggiare l\u2019Nld sia per opporsi alla volont\u00e0 cinese nel gioco di potenze regionale sia per ottenere vantaggi economici e nel campo della sicurezza (cooperazione nel contrasto all\u2019insorgenza).<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A pochi mesi dalle elezioni birmane del prossimo novembre, si apre la partita politica per il governo di Rangoon. 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