{"id":31540,"date":"2015-08-31T00:00:00","date_gmt":"2015-08-30T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/stato-islamico-in-nord-africa-rivalita-e-alleanze\/"},"modified":"2017-11-03T15:20:28","modified_gmt":"2017-11-03T14:20:28","slug":"stato-islamico-in-nord-africa-rivalita-e-alleanze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/08\/stato-islamico-in-nord-africa-rivalita-e-alleanze\/","title":{"rendered":"Stato islamico in Nord Africa: rivalit\u00e0 e alleanze"},"content":{"rendered":"<p>Complice la situazione di estrema instabilit\u00e0 in Libia, l\u2019avanzata del terrorismo di matrice jihadista in Nord Africa non sembra conoscere soste. <\/p>\n<p>Nella prima met\u00e0 di agosto il gruppo terrorista dello Stato Islamico si \u00e8 gradualmente impadronito della citt\u00e0 libica di Sirte, provocando nuovi timori sia da parte delle principali potenze regionali, sia da parte delle diplomazie occidentali. <\/p>\n<p>Il 20 agosto un attacco nella periferia di Sousse, in Tunisia, ha provocato la morte di un poliziotto. Il giorno stesso un\u2019autobomba \u00e8 esplosa di fronte a un edificio di propriet\u00e0 delle forze di sicurezza egiziane nel distretto di Shubra el-Kheima, nella periferia del Cairo, toccando anche il tribunale adiacente e provocando 29 feriti. Gli episodi si susseguono ravvicinati.<\/p>\n<p><b>Lo Stato Islamico e al-Mourabitun<\/b><br \/>Nonostante la maggior parte degli attentati sia stata attribuita agli uomini di Abu Bakr al-Baghdadi, la realt\u00e0 sembra essere molto pi\u00f9 complessa. Il fronte del terrore in Nord Africa non \u00e8 compatto e monolitico come a prima vista potrebbe sembrare, ma nasconde una ricca diversit\u00e0 di posizioni. <\/p>\n<p>Questo \u00e8 quanto si pu\u00f2 desumere dall\u2019annuncio con cui il 24 agosto i miliziani dello Stato Islamico hanno chiesto la testa di Mokhtar Belmokhtar, a capo del gruppo terroristico al-Mourabitoun.<\/p>\n<p>Conosciuto per il tragico attacco del gennaio 2013 presso l\u2019impianto di gas algerino di In-Amenas, al-Mourabitoun \u00e8 nato dalla fusione tra le Brigate al-Mulathameen e il Movimento per l\u2019unit\u00e0 del Jihad in Africa occidentale. <\/p>\n<p>Le origini qaediste della formazione si desumono dal fatto che le Brigate al-Mulathameen furono create da Belmokthar come una fazione dissidente di al-Qaeda nel Maghreb islamico. Tuttavia la scissione non \u00e8 stata cos\u00ec profonda da fare rinnegare a Belmokhtar la sua appartenenza a al-Qaeda.<\/p>\n<p>Nonostante il 15 maggio Adnan Abud Walid Sahraoui, capo della branca saheliana dell\u2019organizzazione, abbia prestato giuramento di fedelt\u00e0 allo Stato islamico, sono arrivate subito le smentite. <\/p>\n<p>Il 17 luglio al-Mourabitoun ha rinnovato la sua bay\u2019ah (sottomissione) a Ayman al-Zawahiri, dichiarando di rappresentare al-Qaeda in Africa occidentale e di continuare la sua battaglia contro la Francia e i suoi alleati.<\/p>\n<p>L\u2019organizzazione ha anche ribadito la leadership di Belmokhtar, smentendo cos\u00ec le notizie relative alla sua uccisione in un raid condotto dall\u2019aviazione statunitense a Ajdabya a giugno. <\/p>\n<p>La natura saheliana di al-Mourabitoune la scelta dell\u2019Algeria quale teatro principale delle sue azioni, sembra rappresentareun ostacolo all\u2019espansione dello Stato islamico in questo Paese. <\/p>\n<p>Soprattutto a seguito della repressione degli uomini di al-Baghdadi da parte delle forze di sicurezza algerine: nel dicembre 2014, infatti, i militari di Algeri sono riusciti a annientare il gruppo Jund al-Khilafa, affiliato allo Stato islamico, eliminando anche il suo presunto capo Abdelmalek Gouri. <\/p>\n<p><b>I dissidenti di Ansar Beit al-Maqdis<\/b><br \/>In questo quadro estremamente dinamico, risulta naturalmente importante il teatro egiziano, dove la minaccia principale deriva da Ansar Beit al-Maqdis, formazione originariamente di stanza nel Sinai che negli ultimi mesi ha allargato il suo raggio di azione. <\/p>\n<p>Nonostante la sua bay\u2019ah allo Stato Islamico e la ridenominazione in Wilyat Sinai, il processo di affiliazione \u00e8 stato dibattuto, con alcuni membri che hanno preferito abbandonare il gruppo e prendere altre strade.<\/p>\n<p>Tra questi un\u2019importanza fondamentale sembra avere Hisham Ali Ashmawy, che s\u2019\u00e8 meritato anch\u2019egli l\u2019inserimento nella lista dei ricercati da parte dello Stato islamico.<\/p>\n<p>Ritenuto dalle autorit\u00e0 del Cairo responsabile dell\u2019uccisione il 29 giugno del procuratore generale Hisham Barakat, Ashmawy infatti avrebbe partecipato alle operazioni contro lo Stato islamico nella citt\u00e0 libica di Derna, allineandosi alle posizioni del Mujhaideen Shura Council. <\/p>\n<p><b>Le indagini sugli attentati in Tunisia<\/b><br \/>Ancora pi\u00f9 complesso sembra essere il panorama tunisino. Lo Stato islamico ha infatti rivendicato i principali attentati nei Paese, compresi quelli del museo del Bardo del 18 marzo e dell\u2019Imperial Marhaba Beach Hotel di Sousse del 26 giugno. <\/p>\n<p>In un primo momento le autorit\u00e0 tunisine sono sembrate riluttanti a attribuire la responsabilit\u00e0 di entrambi gli attacchi allo Stato islamico. Le indagini per l\u2019attentato del Bardo si erano indirizzate sulla pista delle Brigate Okba Ibn Naafa, gruppo qaedista attivo soprattutto nella regione montuosa del Chembi, al confine con l\u2019Algeria.<\/p>\n<p>Solo a seguito dell\u2019inchiesta della polizia britannica, \u00e8 emerso un collegamento diretto tra l\u2019attacco del Bardo e quello di Sousse: si ritiene infatti che i responsabili di entrambi gli attacchi siano passati dal medesimo campo di addestramento di Sabratha in Libia. Presumibilmente nello stesso periodo.<\/p>\n<p>Un\u2019ulteriore complicazione deriva dal fatto che il campo di Sabratha \u00e8 notoriamente gestito da Ansar al-Sharia in Libia, il cui rapporto con lo Stato islamico risulta ambivalente. Nonostante tale formazione non abbia mai fatto voto di sottomissione a al-Baghdadi, pare che molti dei suoi ex membri siano successivamente entrati nelle file dello Stato islamico, rafforzando l\u2019organizzazione. <\/p>\n<p><b>Una libert\u00e0 di movimento assoluta<\/b><br \/>In un contesto caratterizzato da scarsa trasparenza, inaffidabilit\u00e0 delle fonti e strumentalizzazioni politiche, l\u2019unica certezza \u00e8 che il fattore complessit\u00e0 sembra avvantaggiare lo Stato islamico. <\/p>\n<p>Facendo del Nord Africa un\u2019immensa Siria dove l\u2019assenza di una componente settaria in grado di infervorare gli animi viene compensata da un\u2019incredibile pluralit\u00e0 di attori, tutti con differenti agende e caratterizzati da un\u2019irriducibile rivalit\u00e0. E i cui movimenti vengono agevolati dall\u2019assoluta mancanza di controlli alle frontiere.<\/p>\n<p>A met\u00e0 agosto il valico di Musaid tra Libia e Egitto \u00e8 rimasto sguarnito, per un immotivato ritiro delle guardie di frontiera libiche. E a Sirte si stanno moltiplicando le notizie relative alla presenza di numerosi combattenti nigeriani tra le fila dello Stato islamico. <\/p>\n<p>Questo presunto afflusso, tramite le porose frontiere tra Nigeria e Niger e tra quest\u2019ultimo e la Libia, d\u00e0 un contenuto concreto alla bay\u2019aha al-Baghdadi annunciata dall\u2019organizzazione nigeriana nei mesi scorsi.<\/p>\n<p>Nella non pi\u00f9 remota eventualit\u00e0 di un intervento in Libia (sia da parte occidentale che della Lega Araba), il controllo delle frontiere assume un\u2019importanza sempre pi\u00f9 cruciale e decisiva.<\/p>\n<p>.   <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Complice la situazione di estrema instabilit\u00e0 in Libia, l\u2019avanzata del terrorismo di matrice jihadista in Nord Africa non sembra conoscere soste. 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