{"id":31550,"date":"2015-09-01T00:00:00","date_gmt":"2015-08-31T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/immigrazione-il-merito-di-angela-merkel\/"},"modified":"2017-11-03T15:20:27","modified_gmt":"2017-11-03T14:20:27","slug":"immigrazione-il-merito-di-angela-merkel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/09\/immigrazione-il-merito-di-angela-merkel\/","title":{"rendered":"Immigrazione: il merito di Angela Merkel"},"content":{"rendered":"<p>Sono trascorsi quasi due anni dalla decisione del governo Letta di lanciare <i>Mare Nostrum<\/i>: per salvare naufraghi, anche se migranti illegali, in ottemperanza a principi umanitari e norme di diritto internazionale &#8211; obiettivo, nonostante la perdita di vite umane, riuscito -; e per colpire il traffico di esseri umani &#8211; obiettivo quasi fallito, per il quale \u00e8 necessaria la cooperazione giudiziaria multilaterale.<\/p>\n<p>Il governo italiano ha agito in totale dissenso dai governi \u2013 incluso quello tedesco &#8211; e dalle istituzioni Ue che negavano la doppia natura del flusso di persone nel Mediterraneo: umanitaria, trattandosi di fuga da guerre, persecuzioni e povert\u00e0, e migratoria, trattandosi di persone in cerca di lavoro, ma senza il permesso di ingresso.<\/p>\n<p>Il 26 agosto scorso, davanti ai massicci arrivi attraverso i Balcani e non pi\u00f9 solo il Mediterraneo, n\u00e9 per colpa di <i>Mare Nostrum<\/i>, la cancelliera Angela Merkel ha sospeso l\u2019applicazione della convenzione di Dublino nel suo Paese concedendo asilo ai profughi siriani e ha definito il problema migratorio il problema pi\u00f9 grosso dell\u2019Europa. Finalmente!<\/p>\n<p><b>Le posizioni europee<\/b><br \/>Siamo, per\u00f2, lontani da un\u2019inversione di rotta. Nel 2013, all\u2019inizio di <i>Mare Nostrum<\/i>, l\u2019Ue e i suoi governi sostenevano che per diritto internazionale e dell\u2019Unione (a) la sorveglianza dei confini \u00e8 responsabilit\u00e0 del singolo Stato, eventualmente coadiuvato da agenzie Ue; (b) il soccorso e salvataggio in mare \u00e8 responsabilit\u00e0 dello Stato costiero; (c) il controllo degli stranieri all\u2019interno di uno Stato \u00e8 responsabilit\u00e0 del suo governo.<\/p>\n<p>Offrivano, comunque, il supporto dell\u2019Unione sui primi due punti, se era soddisfatto il terzo, in linea con le posizioni tradizionali che consistevano nel negare la necessit\u00e0 di misure eccezionali, lasciare agli Stati la responsabilit\u00e0 del controllo degli ingressi e firmare accordi con Paesi di origine dei flussi offrendo aiuti economici in cambio delle riammissioni operate da Frontex.<\/p>\n<p>Nell\u2019ottobre 2014, le cose sono cambiate ma non molto. Riconosciuto il dovere umanitario di salvare i naufraghi anche se migranti illegali, e riconosciuti i costi sopportati dall\u2019Italia nell\u2019opera di soccorso umanitario che gli altri avevano rifiutato, l\u2019operazione europea <i>Triton<\/i> ha sostituito (ma non proprio!) <i>Mare Nostrum<\/i>. <\/p>\n<p>La Commissione europea, inoltre, ha proposto il sistema delle quote per dare all\u2019Unione la responsabilit\u00e0 di sistemare un buon numero di aventi diritto all\u2019asilo, ma fino ad oggi la proposta \u00e8 stata sabotata dai governi.<\/p>\n<p><b>Tendenze globali e fattori di spinta<\/b><br \/>Nella narrativa dominante, l\u2019afflusso di migranti \u00e8 un evento occasionale da fronteggiare con le consuete misure di controllo dei confini e dell\u2019immigrazione.<\/p>\n<p>Il fenomeno, per\u00f2, \u00e8 mondiale. Golfo Persico, Oceano Pacifico, America sono sotto l\u2019impatto di fattori di spinta riconducibili alle tendenze globali di quattro settori sociali.<\/p>\n<p>Nel settore economico le regole del mercato causano e causeranno a lungo disoccupazione nel <i>Global South<\/i>, mentre le economie avanzate, seppure battute da crisi, conservano prosperit\u00e0 e <i>welfare<\/i>.<\/p>\n<p>Nel settore tecnologico, i mezzi di trasporto e soprattutto i nuovi mezzi di comunicazione gonfiano il movimento delle persone e disseminano informazioni sulle rotte verso i Paesi nei quali esistono opportunit\u00e0 di lavoro e <i>welfare<\/i>. <\/p>\n<p>Trasporti veloci e comunicazioni elettroniche sono ancora pi\u00f9 importanti perch\u00e9 riducono i costi umani del distacco dal Paese d\u2019origine dando ai migranti l\u2019opportunit\u00e0 di conservare la propria identit\u00e0 culturale nei paesi stranieri ed essere agenti di transnazionalismo veicolando nei due sensi pratiche e costumi.<\/p>\n<p>Nel settore delle relazioni sociali, l\u2019afflusso di persone di altre culture apre la sfida del multiculturalismo, ostacolato dai Paesi che rifiutano di trasformarsi in societ\u00e0 multiculturali.<\/p>\n<p>Cambiamenti rilevanti sono causati anche dalla crescita demografica in Africa, Centro e Sud America e Asia sud-occidentale e dalla flessione demografica in Europa, Australia e Nord America.<\/p>\n<p>Nel settore della politica, infine, l\u2019ideologia e la pratica dei diritti umani sostengono l&#8217;aspettativa di condizioni di vita dignitosa e lavoro in Paesi diversi da quello di nascita supportati concretamente dai programmi delle Nazioni Unte e delle organizzazioni non-governative.<\/p>\n<p>Alle tendenze globali si aggiungono fattori locali di spinta. L\u2019assenza di Stato in larghe aree dell\u2019Africa causa povert\u00e0, corruzione, persecuzioni, violenza, inquinamento, insicurezza e spinge larghe masse a lasciare il proprio Paese. In Africa e in altre aree, guerre interne e internazionali crudeli e prolungate sono un altro incentivo a emigrare.<\/p>\n<p><b>Gli accordi europei<\/b><br \/>In questo scenario, gli accordi all\u2019interno dell\u2019Ue lasciano dubbiosi. Il blocco dell\u2019immigrazione illegale e le riammissioni trascurano i fattori di spinta che richiedono nuove regole sull\u2019attraversamento dei confini e il trattamento dello straniero.<\/p>\n<p>Gli accordi di riammissione sono piuttosto inutili perch\u00e9 i Paesi d\u2019origine hanno difficolt\u00e0 ad attuare il <i>capacity-building<\/i> del controllo dei confini che l\u2019Ue propone, e molti riammessi emigrano nuovamente sotto l\u2019effetto dei fattori di spinta.<\/p>\n<p>Esternalizzare l\u2019accoglienza aiutando Paesi delle aree di crisi a gestire campi profughi \u00e8 molto discutibile perch\u00e9 i campi sono gi\u00e0 sovrappopolati e al di sotto degli standard umanitari. Estendere la cooperazione allo sviluppo \u00e8 cosa buona ma non risolve i problemi di oggi.<\/p>\n<p>Ben venga, infine, l\u2019ipotesi di rivedere il regime europeo di concessione dell\u2019asilo che viola i diritti dei richiedenti oltre che i desideri di molti di loro e di alcuni governi europei. Insomma, riconosciuta la superiore qualit\u00e0 del problema migratorio, sono necessarie misure in linea con le tendenze globali e i fattori di spinta.<\/p>\n<p><b>In cerca di risposte<\/b><br \/>Cosa pu\u00f2 fare l\u2019Europa? Se ammette di non avere le capacit\u00e0 di agire sui fattori di spinta, pu\u00f2 almeno aggiornare le misure esistenti sui confini e sull\u2019immigrazione adeguandole alle condizioni prodotte dalle tendenze globali.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 violenza e povert\u00e0 sono alle radici dei flussi migratori, domandiamoci se <i>questa<\/i> Ue \u00e8 capace di smorzare guerre e conflitti con azioni diplomatiche e militari efficaci e di porre fine alla disoccupazione nei Paesi poveri.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 il mondo intero deve fare i conti con le tendenze globali, dobbiamo pensare anche a una riorganizzazione degli Stati per risolvere problemi come mobilit\u00e0 umana, crescita demografica e disoccupazione che passano sopra i confini di ognuno di essi.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono trascorsi quasi due anni dalla decisione del governo Letta di lanciare Mare Nostrum: per salvare naufraghi, anche se migranti illegali, in ottemperanza a principi umanitari e norme di diritto internazionale &#8211; obiettivo, nonostante la perdita di vite umane, riuscito -; e per colpire il traffico di esseri umani &#8211; obiettivo quasi fallito, per il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[143,91,125,172,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31550"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=31550"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31550\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61522,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31550\/revisions\/61522"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=31550"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=31550"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=31550"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}