{"id":31630,"date":"2015-09-04T00:00:00","date_gmt":"2015-09-03T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/europa-le-fughe-e-i-ritardi\/"},"modified":"2017-11-03T15:20:26","modified_gmt":"2017-11-03T14:20:26","slug":"europa-le-fughe-e-i-ritardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/09\/europa-le-fughe-e-i-ritardi\/","title":{"rendered":"Europa: le fughe e i ritardi"},"content":{"rendered":"<p>Ipse, la signora dell\u2019Est, dixit da Berlino 24 agosto, vertice Merkel-Hollande: aprire o attivare  centri di registrazione o identificazione.<\/p>\n<p>Per\u00f2, successivamente venne la politica, con un \u201causpicio\u201d &#8211; l\u2019Unione pu\u00f2 accogliere i rifugiati &#8211; e una scelta esemplare: sospende Dublino, ribadisce che la Germania non pu\u00f2 essere nazista ed accoglie i profughi siriani. Ubi lex voluit, dixit; ubi noluit, tacit.<\/p>\n<p>La Merkel, quindi, nel recente incontro con Hollande (direttorio non democraticamente incisivo) ha invitato Italia e Grecia ad aprire i centri di registrazione per identificare i rifugiati (migranti o disperati), rilanciando la necessit\u00e0 che l\u2019Unione risponda con una propria politica alla massa di esseri umani che fuggono dalla fame e dalle bombe, convinti che l\u2019Europa li accolga.<\/p>\n<p>Ma nel contempo la Merkel, coerentemente, condannando ogni forma di razzismo che si era manifestata vicino a Dresda, ha sospeso Dublino ed ha aperto all\u2019accoglienza in Germania dei rifugiati o profughi o disperati siriani.<\/p>\n<p>Le sfide esterne sono in continuit\u00e0: unificare l\u2019Europa dopo la Germania, sensazioni vissute e rischi superati di una Germania \u201coscura\u201d, approdata a Berlino.<\/p>\n<p><b>Solidariet\u00e0 \u201cspontanea\u201d e politica condivisa<\/b><br \/>Certamente, il fenomeno o apocalisse dei fuggitivi (fame e bombe) non riguarda soltanto il Medio Oriente con i tanti campi profughi e vuole una risposta politica che \u00e8 in forte ritardo condizionata da interessi commerciali e finanziari.<\/p>\n<p>La demografia, non secondaria, impone una  governance continentale e intercontinentale: basti pensare che a Sud del Sahara vive o tenta di non morire una popolazione di quasi un miliardo di persone, per non trascurare la vicina Cina il cui muro vacilla tra mercato e governance.<\/p>\n<p>L\u2019Europa vive i suoi ritardi nel coniugare insieme integrazione economica e politica. Gli equilibri istituzionali attuali non consentono alla Commissione di governare l\u2019Unione in un rapporto democratico ed istituzionale con il Parlamento e il Consiglio, ma sempre di pi\u00f9 le sfide esterne, vedasi i fuggitivi per fame e bombe, impongono  politiche europee essendo insufficienti e a volte dannose le scelte di singoli Stati.<\/p>\n<p>In questo, aiuta rilevare le contraddizioni: mentre i Paesi Baltici chiedono una maggiore protezione militare ai sorvoli \u201cturistici\u201d provenienti dalla Russia, rifiutano la richiesta di aiuto dei disperati del Sud; cos\u00ec pure l\u2019Ungheria, la cui memoria storica \u00e8 latente, dimentica gli aiuti finanziari dell\u2019Unione, per integrarsi senza soffrire, ed alza una barriera che come dimostrano i fatti \u00e8 inutile; mentre si legge che la Serbia organizza un servizio di pullman che \u201calleggerisce\u201d il viaggio di chi transita dai Balcani per raggiungere l\u2019Europa del Nord, dove la Svezia rappresenta un esempio di accoglienza, assistenza ed integrazione.<\/p>\n<p>Ci si chiede se  non sia possibile attivare un servizio navale dal Sud al Nord per impedire tanti morti e costi di pattugliamento e salvataggio, in ritardo, cos\u00ec da gestire positivamente per vie legali la domanda di Europa.<\/p>\n<p>Non si riflette abbastanza sulle conseguenze o incapacit\u00e0 di rendere lo sviluppo locale dei Paesi travolti dalle bombe, dalle guerre civili e religiose, usufruibile anche ai giovani e non solo a egoistiche e miopi oligarchie locali spesso connesse con la fiorente industria delle armi, che \u201cper\u00f2\u201d aumenta il Pil.<\/p>\n<p><b>La democrazia una via obbligata per una Comunit\u00e0 di dialogo<\/b><br \/>I confini nell\u2019era digitale e delle fughe alla ricerca di un mondo migliore rimangono una sovrastruttura culturale, dovuta anche ai ritardi nel condividere le diversit\u00e0. L\u2019Unione dei piccoli passi \u00e8 un esempio che \u00e8 stato preso in considerazione per dare alle Organizzazioni internazionali un ruolo politico condiviso: non lasciamo che prevalga \u201cla dottrina\u201d.<\/p>\n<p>Ma i recenti fatti dimostrano che bisogna rendere le Istituzioni europee pi\u00f9 democratiche ed incisive, come cos\u00ec pure l\u2019Onu; la Merkel ha detto, ma l\u2019Unione ancora non ha deciso; cos\u00ec pure Ban Ki-moon ha convocato un vertice Onu \u201cstraordinario\u201d, che si riunir\u00e0 il 30 settembre.<\/p>\n<p>In questo contesto \u00e8 utile richiamare la scelta di Tsipras che, dopo aver raggiunto l\u2019accordo con i creditori, ha ritenuto che ancora una volta i greci democraticamente si pronunciassero, mentre in altre realt\u00e0 la sovranit\u00e0 popolare \u00e8 \u201cburocraticamente tutelata\u201d &#8211; vedasi la vicenda di Roma.<\/p>\n<p>Tante esperienze che aiutano a capire i ritardi nel definire i livelli di partecipazione e le paure a far prevalere la res pubblica. Non sfugge che i sistemi elettorali mostrano il loro deficit democratico non consentendo che tutte le esperienze o bisogni siano rappresentati.<\/p>\n<p>Il contesto \u00e8 geopolitico: per l\u2019Europa s\u2019impone di riconsiderare Barcellona e rilanciare una politica mediterranea di sviluppo locale, integrazione ed innovazione.<\/p>\n<p>Il Sud con le tre penisole (Balcanica, Italica ed Iberica), in cui l\u2019Italia \u00e8 centrale, pu\u00f2 svolger un ruolo; le Universit\u00e0 possono innovare in ricerca e nella formazione di nuove figure professionali (ricordiamo Europa 2020 e la cattedra Jean Monnet ad personam); mentre le infrastrutture sia invisibili che visibili con i loro corridoi vanno rilanciate guardando a Suez ed a Kelibia in Tunisia.<\/p>\n<p>In questo contesto nel nostro Sud va realizzata l\u2019alta velocit\u00e0 e data continuit\u00e0 alla conurbazione dell\u2019area dello Stretto di Messina.<\/p>\n<p>Certo non \u00e8 secondario ricordare che, nell\u2019unificare una politica di accoglienza, va unificata la politica fiscale per non lasciare in terra i tanti paradisi fiscali, dove proventi leciti ed illeciti partecipano ad arricchire una finanza che non aiuta lo sviluppo locale aspettando Juncker ed il suo discorso al Parlamento di Strasburgo ed il vertice dell\u2019Onu, preceduto dalla \u201cbenedizione\u201d di papa Francesco, con sempre maggiore sofferenza, parziale indifferenza e deficit democratico.<\/p>\n<p>La plenaria dell\u2019Assemblea che inizia il 7 settembre dar\u00e0 la possibilit\u00e0 al presidente Juncker (che ha memoria storica) di esercitare il potere d\u2019iniziativa della Commissione davanti ai rappresentanti del popolo europeo, cos\u00ec da evitare un ritorno all\u2019Europa del Commonwealth con divieto di circolazione o delle Patrie e da riaffermare la Comunit\u00e0 oltre il Mediterraneo prima del prossimo vertice del 14 settembre: una Odissea con ritorno a Bruxelles nel segno della democrazia.<\/p>\n<p>.   <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ipse, la signora dell\u2019Est, dixit da Berlino 24 agosto, vertice Merkel-Hollande: aprire o attivare centri di registrazione o identificazione. 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