{"id":31640,"date":"2015-09-06T00:00:00","date_gmt":"2015-09-05T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/coree-nuove-turbolenze-al-38o-parallelo\/"},"modified":"2017-11-03T15:20:26","modified_gmt":"2017-11-03T14:20:26","slug":"coree-nuove-turbolenze-al-38o-parallelo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/09\/coree-nuove-turbolenze-al-38o-parallelo\/","title":{"rendered":"Coree: nuove turbolenze al 38\u00ba parallelo"},"content":{"rendered":"<p>Gioved\u00ec 20 agosto il Grande Successore Kim Jong Un, terzo discendente della prima e unica dinastia comunista della storia, ha ordinato alle proprie truppe di sparare contro un altoparlante situato nella zona demilitarizzata al confine con la Corea del Sud, che a sua volta non ha esitato a rispondere al fuoco con 60 cannonate, evacuando gli abitanti dei villaggi vicini.<\/p>\n<p>Un fine settimana di nuove, quanto inaspettate, tensioni ha caratterizzato, quindi, la penisola coreana, da oltre 50 anni ultimo baluardo della Guerra Fredda.<\/p>\n<p>Il giovane Kim ha riunito immediatamente la Commissione militare centrale del Partito, al termine della quale ha ufficializzato l\u2019ultimatum, scaduto poi alle 17 (ora di P\u2019yongyang) di sabato 21 agosto, con cui imponeva il cessare dell\u2019attivit\u00e0 propagandistica da parte della Corea del Sud, minacciata di un attacco militare \u201csenza precedenti\u201d.<\/p>\n<p><b>Propaganda il casus belli<\/b><br \/>L\u2019assetto di \u201csemiguerra\u201d imposto all\u2019esercito nordcoreano (comandanti, truppe e sottomarini mobilitati), tra i pi\u00f9 quantitativamente imponenti al mondo, derivava dall\u2019intensificarsi degli scontri, solitamente solo propagandistici, di questi ultimi mesi tra le due Coree.<\/p>\n<p>Il Sud ha ripreso, dopo circa 11 anni d\u2019inattivit\u00e0, l\u2019opera di propaganda anti regime comunista servendosi di altoparlanti posti, sul lato sudcoreano, lungo il confine con il Nord, ufficialmente per rispondere all\u2019esplosione di una mina (di fabbricazione sovietica) che a inizio luglio \u00e8 esplosa nei pressi della zona demilitarizzata istituita dalle Nazioni Unite al termine del conflitto, determinando il grave ferimento di due soldati sudcoreani.<\/p>\n<p>Partendo dal presupposto che l\u2019arte della provocazione senza esiti significativi \u00e8 una delle maggiori \u201cdoti\u201d che gli osservatori internazionali riconoscono al giovane leader nord-coreano (e a suo padre prima di lui), fa riflettere, alla luce degli ultimi accadimenti, anche parte del discorso tenuto da Kim Jong Un nel corso delle recenti celebrazioni per il 62\u00b0 anniversario della firma dell\u2019armistizio, del 27 luglio 1953, con la vicina Corea (unico atto su cui si fonda la tregua, per nulla pacifica, tra i due Paesi).<\/p>\n<p>Il Grande Successore, parlando ai veterani e ricordando l\u2019importanza dell\u2019eterna vittoria &#8211; dicitura ufficiale di riferimento per il Regime -, ha avvertito che \u201cin caso di nuove provocazioni il nemico avrebbe conosciuto la sua ultima fossa\u201d.<\/p>\n<p><b>Le manovre congiunte Sud\/Usa<\/b><br \/>Oltre alla ripresa della propaganda si ritiene che altra causa d\u2019irritazione per la Corea del Nord derivi dalle esercitazioni del programma <i>Ulchi-Freedom Guardian<\/i> che il governo di Seul sta conducendo, come avviene ogni anno da 11 anni, con gli Usa, quale reciproca prova di forza nella regione ed espressione della cooperazione tra l\u2019esercito sudcoreano e i trentamila soldati statunitensi di stanza nel Paese.<\/p>\n<p>Va detto che le tensioni militari e propagandistiche attuali si fondano anche e soprattutto sui burrascosi precedenti tra i due Paesi. Come se la storia dalla Guerra di Corea in poi non bastasse a definire un rapporto politico travagliato tra due Stati che prima erano uniti.<\/p>\n<p>Gli episodi pi\u00f9 recenti del 2010, quando il padre del leader attuale ordin\u00f2 di affondare una nave della marina sudcoreana causando la morte di 46 dei 104 marinai a bordo e l\u2019attacco all\u2019isola di Cheonan sferrato qualche mese dopo, oltre a tutte le successive minacce di guerra poi ritirate dal Giovane Successore, sono il principale motivo per cui anche la Corea del Sud, pi\u00f9 pacifica e diplomaticamente attiva, costantemente sotto pressione da oltre 50 anni, ha deciso di rispondere al recente attacco del Nord, portando avanti la linea dura voluta espressamente dalla prima donna presidente del Paese Park Geun-hye.<\/p>\n<p><b>Dall\u2019ultimatum alle trattative<\/b><br \/>Ancora una volta, confermando la regola della strategia della tensione tanto cara al Grande Successore, nulla \u00e8 accaduto. Ultimatum, mobilitazione armata e proclami hanno lasciato il posto alla volont\u00e0 di avviare dei colloqui, anche su pressione dell\u2019alleato cinese che, a detta di molti osservatori, inizia a mal digerire i colpi di testa del capriccioso e militarizzato alleato.<\/p>\n<p>Dopo oltre quaranta ore ininterrotte di trattative, tenutesi nello storico villaggio di Panmunjon &#8211; dove fu firmata la tregua del 1950 -, il rappresentante nordcoreano Hwang Pyong-So, secondo nella scala di comando del Paese, e il consigliere per la sicurezza nazionale sudcoreano Kim Kwan-jin hanno siglato un accordo in 6 punti.<\/p>\n<p>Il rammarico nordcoreano per le mine al confine e lo smantellamento degli altoparlanti sudcoreani sono stati il punto di partenza di un accordo storico soprattutto per la decisione di riprendere le trattative per il ricongiungimento delle tante famiglie separate all\u2019epoca della guerra e della conseguente chiusura dei confini.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 in passato comunque i Kim avevano fatto ben sperare con colloqui e rapporti distesi dopo burrascose giornate di proclami. Negli Anni 90 si baratt\u00f2 una tregua sul nucleare (con l\u2019adesione al Trattato di non proliferazione, poi ritirata) in cambio di rilevanti aiuti economici da parte di Stati Uniti e Onu.<\/p>\n<p>Certamente, mentre Cina e Stati Uniti si limitano a vigilare sulla Penisola pi\u00f9 militarizzata del mondo, il Sud continuer\u00e0 a progredire aumentando il divario in termini di tutela dei diritti ed economia con il Nord, che invece sembra destinato a restare succube dei giochi di strategia dell\u2019ultimo erede Kim, di cui la comunit\u00e0 internazionale, palesemente poco interessata ad un intervento diretto che potrebbe destabilizzare una regione cos\u00ec ricca di protagonisti e protagonismi, a questo punto, non pu\u00f2 che attendere la prossima mossa.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gioved\u00ec 20 agosto il Grande Successore Kim Jong Un, terzo discendente della prima e unica dinastia comunista della storia, ha ordinato alle proprie truppe di sparare contro un altoparlante situato nella zona demilitarizzata al confine con la Corea del Sud, che a sua volta non ha esitato a rispondere al fuoco con 60 cannonate, evacuando [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[73,77,79,109],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31640"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=31640"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31640\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61470,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31640\/revisions\/61470"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=31640"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=31640"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=31640"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}