{"id":31650,"date":"2015-09-07T00:00:00","date_gmt":"2015-09-06T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/pakistan-i-rischi-della-guerra-di-karachi\/"},"modified":"2017-11-03T15:20:26","modified_gmt":"2017-11-03T14:20:26","slug":"pakistan-i-rischi-della-guerra-di-karachi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/09\/pakistan-i-rischi-della-guerra-di-karachi\/","title":{"rendered":"Pakistan: i rischi della guerra di Karachi"},"content":{"rendered":"<p>A due anni dall\u2019inizio del suo mandato, il governo di Nawaz Sharif ha impresso nuova forza ai provvedimenti atti a raggiungere uno degli obiettivi fondamentali delineati nella sua campagna elettorale: la lotta all\u2019estremismo, soprattutto nella citt\u00e0 di Karachi.<\/p>\n<p>Infatti la capitale della provincia del Sindh, oltre ad essere il primo porto del Pakistan, con i suoi 62,25 milioni di tonnellate di traffico annuale, continua ad essere una delle maggiori spine nel fianco del governo di Islamabad.<\/p>\n<p>Se la questione dell\u2019instabilit\u00e0 e dell\u2019estremismo islamico nelle Aree Tribali, nel Belucistan (la cui capitale Quetta \u00e8 stata uno dei centri decisionali del movimento taleban) e nel Kashmir \u00e8 endemica, la situazione a Karachi \u00e8 invece andata compromettendosi negli ultimi trenta anni. <\/p>\n<p>La citt\u00e0 ha fra i pi\u00f9 alti tassi di criminalit\u00e0 del paese e i crimini violenti sono all\u2019ordine del giorno, come i reati connessi al terrorismo.<\/p>\n<p><b>Il potere dell\u2019Mqm e la sua storia<\/b><br \/>A farla da padrone dagli Anni Ottanta fino ad oggi, nella galassia dei movimenti estremistici, \u00e8 stato il <i>Muttahida Qaumi Movement<\/i>, una formazione definita a pi\u00f9 riprese estremista e che \u00e8 considerata da alcuni Stati, fra cui il Canada, un gruppo terrorista. <\/p>\n<p>Il Movimento partecipa alla vita politica pakistana e, nelle elezioni del maggio 2013 per l\u2019Assemblea Nazionale della Repubblica Islamica del Pakistan, ha ottenuto 24 seggi, affermandosi come quarta forza politica del Paese.<\/p>\n<p>Storicamente il Mqm \u00e8 il movimento che rappresenta i cosiddetti Muhajir provenienti dall\u2019India, cio\u00e8 i musulmani di lingua urdu che preferirono la migrazione verso un futuro economicamente incerto al momento della divisione del Pakistan dall\u2019India e della sua nascita come Stato indipendente. <\/p>\n<p>Dal momento della sua nascita a oggi, il Movimento ha affrontato una travagliata storia, difendendo gli interessi delle classi medie pakistane dalle tendenze ritenute eccessivamente riformiste del <i>Pakistan People Party <\/i>della famiglia Bhutto, ma anche dalle tendenze conservatrici del<i> Pakistan Muslim League<\/i>.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo il Movimento ha fidelizzato un suo elettorato nella regione del Sindh, dove si trasferirono inizialmente gran parte dei Muhajir. Ma i suoi dirigenti e funzionari hanno anche intessuto una serie di legami con il crimine organizzato, specialmente nella citt\u00e0 di Karachi, che ne hanno fatto una vera e propria formazione in contrasto con le istituzioni statali. <\/p>\n<p>La forza del Mqm negli anni dal 1980 ad oggi \u00e8 stata tale che la citt\u00e0 di Karachi (ed il territorio nelle sue strette vicinanze) non pu\u00f2 essere considerato sotto il completo controllo di Islamabad. <\/p>\n<p>\u00c8 una situazione particolare e ai limiti del paradosso per una visione occidentale, ma in certi quartieri di Karachi si respira un\u2019atmosfera molto simile a quella di un governo ombra radicato e diffuso sul territorio, estraneo al potere di Islamabad, ma retto da un partito che partecipa alla vita politica pakistana, il Mqm appunto. <\/p>\n<p><b>L\u2019operazione Clean-up e i suoi effetti<\/b><br \/>Nel 1992, il governo organizz\u00f2 una grande repressione contro il Movimento. Il nome dell\u2019operazione fu <i>Clean-up<\/i> e cost\u00f2 la vita a migliaia di militanti estremisti, criminali comuni legati all\u2019Mqm e semplici lavoratori vicini al Movimento. <\/p>\n<p>Durante le violenze, a volte ingiustificate, perpetrate dall\u2019esercito contro i sostenitori dell\u2019Mqm, i principali dirigenti, compreso il capo indiscusso Altaf Hussain fuggirono rifugiandosi in Europa, da dove continuano a guidare il partito.<\/p>\n<p>L\u2019operazione <i>Clean-up<\/i> venne lanciata non a caso mentre l\u2019esecutivo nazionale era guidato da Nawaz Sharif, segretario del PML-N, acerrimo avversario politico del Mqm, che invece sostenne in passato Parvaiz Musharraf.<\/p>\n<p>L\u2019operazione riusc\u00ec a stabilire il controllo del governo su Karachi per un brevissimo periodo, dopo il quale l\u2019Mqm, grazie alla connivenza di certe fazioni dell\u2019esercito legate a Musharraf, riusc\u00ec a riprendere il controllo della citt\u00e0. <\/p>\n<p><b>Karachi oggi, un intreccio di operazioni<\/b><br \/>Una serie di azioni della polizia e delle forze anti-terrorismo pakistane, al fine di riconquistare il controllo completo della citt\u00e0 di Karachi, sono state condotte tra marzo e agosto. Non a caso nuovamente sotto la spinta dell\u2019esecutivo Sharif. <\/p>\n<p>In particolare sono state condotte sia azioni sul campo, sia operazioni mediatiche atte a colpire e screditare il Movimento. Nel mese di marzo le forze anti-terrorismo hanno circondato e perquisito il quartier generale dell\u2019Mqm, forzando la resistenza degli attivisti. <\/p>\n<p>In seguito all\u2019\u201daggressione\u201d, com\u2019era stato definito l\u2019atto dagli esponenti dell\u2019Mqm, i deputati presso l\u2019Assemblea nazionale si erano ritirati ed il Movimento operava in una sorta di clandestinit\u00e0.<\/p>\n<p>Nel mese di giugno, a seguito del massacro di 43 sciiti ismailiti in un attentato rivendicato dal <i>Tehrik Taleban Pakistan<\/i> (gruppo estraneo all\u2019Mqm), le forze anti-terrorismo hanno compiuto operazioni che hanno portato all\u2019uccisione di decine di terroristi sul campo e a diversi arresti, nonch\u00e9 alla identificazione di un possibile filone di inchiesta che farebbe risalire le cellule estremiste operanti a Karachi a connessioni con i servizi segreti dell\u2019India. <\/p>\n<p>Infatti come indicato da fonti ufficiali pakistane il 27 agosto, sono stati arrestati a Karachi cinque terroristi addestrati dal servizio segreto indiano <i>Research and Analysis Wing<\/i>. La smentita del governo indiano \u00e8 arrivata il giorno successivo, ma la verit\u00e0 che emerger\u00e0 in fase processuale sar\u00e0 comunque di parte pakistana.<\/p>\n<p>Nel frattempo Islamabad ha iniziato una serie di operazioni atte a screditare l\u2019Mqm, la principale delle quali \u00e8 stata la pubblicazione su fonti ufficiali pakistane (come riferito dal quotidiano <i>Dawn<\/i>) di una serie di comunicazioni segrete dell\u2019ufficio stampa del Mqm chiaramente volte ad accattivarsi la simpatia di organizzazioni governative e non governative straniere, in particolare indiane, contro le violenze perpetrate dalle forze armate nelle azioni anti-terroristiche a Karachi.<\/p>\n<p>Questa strategia, prontamente sconfessata dal Movimento, punterebbe a delegittimare l\u2019Mqm agli occhi dell\u2019elettorato pakistano. L\u2019Mqm aveva nel contempo ripreso il dialogo col governo centrale e i propri deputati erano tornati a sedere sui seggi dell\u2019Assemblea nazionale a giugno, sulla base di rassicurazioni del Ministero dell\u2019Interno. <\/p>\n<p>Ma con una comunicazione a sorpresa il 1\u00b0 settembre il Movimento ha ripreso la strada della clandestinit\u00e0.<\/p>\n<p>Il rischio che si delinea \u00e8 che il governo Sharif, cui va comunque riconosciuto di essere stato eletto democraticamente e di avere i numeri sufficienti a garantire la stabilit\u00e0 nel Paese, cada nella tentazione di utilizzare lo spauracchio del terrorismo per eliminare scomodi rivali e cosi facendo causi la radicalizzazione di elementi politici che hanno un notevole peso specifico.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A due anni dall\u2019inizio del suo mandato, il governo di Nawaz Sharif ha impresso nuova forza ai provvedimenti atti a raggiungere uno degli obiettivi fondamentali delineati nella sua campagna elettorale: la lotta all\u2019estremismo, soprattutto nella citt\u00e0 di Karachi. 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