{"id":31660,"date":"2015-09-08T00:00:00","date_gmt":"2015-09-07T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/usa-il-sangue-delle-donne-soldato-161-cadute\/"},"modified":"2017-11-03T15:20:25","modified_gmt":"2017-11-03T14:20:25","slug":"usa-il-sangue-delle-donne-soldato-161-cadute","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/09\/usa-il-sangue-delle-donne-soldato-161-cadute\/","title":{"rendered":"Usa, il sangue delle donne soldato, 161 cadute"},"content":{"rendered":"<p>La guerra comporta, sempre, delle perdite. Il rituale statunitense, come del resto in altri Paesi, prevede la visita d\u2019un ufficiale in alta uniforme, accompagnato da un sottoposto, che si reca presso la residenza del militare caduto per informare la famiglia della perdita con gli onori dovuti. <\/p>\n<p>Generalmente le immagini di rito riproducono la moglie o i figli in lacrime. Questo rituale ha resistito a lungo, ma la realt\u00e0 della guerra globale al terrorismo ingaggiata dagli Stati Uniti oramai da un quindicennio &#8211; ma il primo tassello si pu\u00f2 fare coincidere con l\u2019operazione<i> Desert Storm<\/i>, in Kuwait &#8211; racconta una storia diversa. <\/p>\n<p>Sempre pi\u00f9 spesso, infatti, ad aprire le porte agli ufficiali o a ricevere gli onori e i ringraziamenti di prassi non sono pi\u00f9 le donne, le mogli, ma gli uomini, i mariti, i compagni d\u2019un numero crescente di donne soldato impegnate sui diversi fronti della guerra al terrorismo internazionale, quasi 300mila.<\/p>\n<p><b>I numeri delle donne in armi<\/b><br \/>I dati trasmessi recentemente dagli uffici della Difesa al Congresso hanno ridestato un tema che le emergenze, economiche e finanziarie, avevano retrocesso fin dentro la categoria del \u201cfuori agenda\u201d. <\/p>\n<p>I numeri hanno rivelato che le donne soldato non solo sono attive e presenti in aree di combattimento, ad alto rischio, ma partecipano largamente ad operazioni dirette e mirate durante le quali il contatto con il nemico \u00e8 non solo inevitabile, ma cercato.<\/p>\n<p>E cos\u00ec i numeri raccolti ed elaborati per il Congresso dal Dipartimento della Difesa hanno esibito una lunga lista di nomi di donne cadute in combattimento nel corso delle operazioni condotte in Iraq e in Afghanistan. <\/p>\n<p>Non si tratta di perdite dettate dal caso, ma di donne cadute in azioni aperte di combattimento, gestite dai vertici dei comandi. Ad andarsene sono state ben 161 donne in uniforme, e di queste 51 hanno perso la vita nel quadro delle operazioni <i>Enduring Freedom<\/i>, mentre 110 nel quadro di <i>Iraqi Freedom<\/i>. E non \u00e8 tutto.<\/p>\n<p>Le donne che hanno riportato gravi ferite in combattimento sono state 1.015. Dato quindi che ridisegna la cornice dell\u2019impegno militare delle donne statunitensi sui teatri di guerra a pi\u00f9 alto rischio e, allo stesso tempo, rivela come a discapito delle norme che fino al 2013 hanno comunque impedito del tutto l\u2019impiego di personale femminile in zone di combattimento, escludendole dal poter accedere a determinate posizioni in specifiche unit\u00e0 d\u2019intervento e quindi precludendo anche avanzamenti di carriera, la realt\u00e0 ha invece finito per includere comunque le donne in episodi e aree di aperto conflitto sopravanzando le norme vigenti.<\/p>\n<p>Alcuni organi di controllo hanno rilevato come all\u2019apice dello scontro e della guerra al terrorismo internazionale fossero ben 14mila le donne di stanza in Iraq e in Afghanistan in possesso d\u2019un <i>Combat Action Badge <\/i>che di fatto autorizza il militare ad essere impiegato in aree di combattimento, con un rischio elevato di scontro. <\/p>\n<p>Dunque, a dispetto della legge le donne sono state ampiamente dispiegate in zone di guerra e non confinate presso le unit\u00e0 e i servizi logistici, medici o di coordinamento e di comunicazione.<\/p>\n<p> <b>Quando la realt\u00e0 supera la legge<\/b><br \/>Il Congresso ha cos\u00ec appreso che le sue leggi non sono state rispettate alla lettera. Il perch\u00e9 \u00e8 stato spiegato nei rapporti trasmessi dai responsabili dei diversi fronti. Gli interventi in Iraq e in Afghanistan, e pi\u00f9 in generale la guerra al terrorismo globale, non ammettono pi\u00f9 un <i>limes <\/i>di combattimento predefinito o comunque flessibile ma sempre identificabile geograficamente. <\/p>\n<p>Al contrario, le zone ad alto conflitto mutano e si diversificano senza alcun preavviso, tanto da generare un confine frazionato e frammentato, osservando il quale diventa anche difficile comprendere e aver ben chiaro da dove proviene la minaccia e chi ne \u00e8 il responsabile primario.<\/p>\n<p>Dato questo nuovo scenario, confinare in via indefinita le donne che prestano il loro servizio entro applicativi e procedure militari schematiche e tradizionali avrebbe cozzato con le esigenze sul terreno derivanti dalla nuova realt\u00e0 di guerra. Di qui il ricorso, comunque condizionato, all\u2019attribuzione dei <i>Combat Action Badge <\/i>anche alle donne.<\/p>\n<p><b>Le figure delle donne soldato<\/b><br \/>Se questo \u00e8 lo scenario non stupisce che tra i militari che hanno ricevuto in questi anni alte decorazioni per la condotta tenuta in combattimento, due <i>Silver Star Medal <\/i>siano state assegnate a delle donne, mentre altre 160 abbiano comunque ricevuto encomi e medaglie varie, sempre per il comportamento tenuto in azione, cio\u00e8 in combattimento. <\/p>\n<p>Donne in armi quindi che i mutamenti reali, come gi\u00e0 avvenuto durante le lotte per l\u2019Indipendenza, nel corso della Seconda Guerra mondiale e ora, hanno spinto entro i confini militari tradizionalmente di competenza degli uomini.<\/p>\n<p>Durante la guerra che nel 1776 affranc\u00f2 le colonie dalla Gran Bretagna l\u2019eroina donna fu Margaret Cochran Corbin, che l\u2019anno successivo fu la prima donna a ricevere una pensione di guerra negli Stati Uniti. Poi fu la volta della guerra contro il nazi-fascismo che vide impegnate, anche questa volta in parte a discapito delle norme vigenti, ben 400mila donne in diversi corpi e unit\u00e0 sia militari che civili.<\/p>\n<p>Ora la storia si ripete con la guerra al terrorismo internazionale che ha gi\u00e0 visto mobilitate e impegnate su fronti disparati quasi 300mila donne soldato e che, a differenza di quanto accaduto in passato, ha riscritto alcune norme fondanti l\u2019esercito degli Stati Uniti, dischiudendo alle donne anche la possibilit\u00e0 di poter essere assegnate ad unit\u00e0 di combattimento e dando cos\u00ec impulso alla carriera e ad una partecipazione sempre pi\u00f9 crescente delle donne tra i quadri militari. <\/p>\n<p>La loro percentuale oggi ha raggiunto il 15-16%del totale dei militari censiti. Anche tra gli ufficiali le percentuale di donne \u00e8 la stessa, il 16% per l\u2019esattezza.<\/p>\n<p><b>Come muta la storia, Mikayla Bragg<\/b><br \/>Mikayla Bragg, arruolata e trasferita con la sua unit\u00e0 in Afghanistan aveva 21 anni. La sua vicenda riassume un mutamento forte della societ\u00e0 americana. Le donne guardano all\u2019esercito, nonostante i rischi che comporta: una soluzione di vita, un progetto, idee per uscire dalla palude delle cornici personali che ogni individuo porta con se. Mikayla Bragg fu colpita durante un assalto ad un posto di guardia che lei stessa pattugliava ai confini con il Pakistan.<\/p>\n<p>La sua morte ha un rilievo simbolico per le ragioni che la condussero ad optare per l\u2019esercito. La prima, necessit\u00e0 economiche generali. La seconda, il college cui ambiva richiedeva un forte impegno finanziario, denaro, liquidit\u00e0 che l\u2019arruolarsi e partire per l\u2019Afghanistan avrebbe potuto garantire, a rischio della vita. <\/p>\n<p>Ecco, il punto \u00e8 questo: dopo aver cambiato la normativa e aver aperto le porte dell\u2019esercito alle donne, in cerca di una neutralit\u00e0 di genere in fatto di armi, ora in molti iniziano a interrogarsi sul limite accettabile delle ragioni che motivino una donna, o un uomo, ad imbracciare le armi. Difficile che il Congresso conosca la risposta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La guerra comporta, sempre, delle perdite. Il rituale statunitense, come del resto in altri Paesi, prevede la visita d\u2019un ufficiale in alta uniforme, accompagnato da un sottoposto, che si reca presso la residenza del militare caduto per informare la famiglia della perdita con gli onori dovuti. 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