{"id":31680,"date":"2015-09-11T00:00:00","date_gmt":"2015-09-10T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/siria-unimpresa-non-impossibile\/"},"modified":"2017-11-03T15:20:25","modified_gmt":"2017-11-03T14:20:25","slug":"siria-unimpresa-non-impossibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/09\/siria-unimpresa-non-impossibile\/","title":{"rendered":"Siria: un\u2019impresa non impossibile"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019approdo dei militari russi a Latakia ricorda il repentino arrivo di un contingente russo all\u2019aeroporto di Pristina nel 1999, allorch\u00e9 si rischi\u00f2 uno scontro Nato-Russia, sventato solo grazie alla decisione del comandante in campo d\u2019accordare a Mosca un quadrante dello spazio ove la Nato s\u2019accingeva a dispiegarsi. <\/p>\n<p>Solo che, questa volta, non \u00e8 la Russia di Cernomirdyn, ma la Russia inquietante di Putin che ha gi\u00e0 una partita aperta con l\u2019Occidente in Ucraina, che rafforza gli apparati militari in Crimea, che ammassa truppe a ridosso dei Baltici, che si manifesta nell\u2019Artico, che secondo il Pentagono si accinge a rafforzare gli arsenali nucleari anche con una nuova tipologia di droni sottomarini, e che \u00e8 pi\u00f9 che determinata a mantenere la sua presenza nel Mediterraneo e per questo a puntellare la Siria degli Assad.<\/p>\n<p> <b>Mosca-Damasco, la lunga alleanza<\/b><br \/>Non deve sorprenderci: l\u2019alleanza Mosca-Damasco ha una lunga tradizione, risale ai tempi dell\u2019Unione Sovietica, \u00e8 stata coltivata con successo nei decenni, e rafforzata da ultimo. <\/p>\n<p>Ma evidentemente, in questo frangente, c\u2019\u00e8 di pi\u00f9. La Russia intende essere protagonista a pieno titolo della \u201cnuova mappa\u201d che si sta delineando in Medio Oriente. <\/p>\n<p>A Latakia come a Pristina il messaggio \u00e8: noi siamo qui, venite a patti. Un messaggio che fa seguito alle profferte esplicite dei giorni e settimane addietro, rimaste senza riscontro. E con le dichiarazioni che giungono dall\u2019Iran, altro alleato degli Assad, che segnalano una disponibilit\u00e0 di collaborazione verso \u201cchiunque\u201d si adoperi per la soluzione del conflitto. Un\u2019apertura, verosimilmente, al principale antagonista in area, l\u2019Arabia Saudita.<\/p>\n<p>Ma davvero noi Occidente pensiamo che si possa stabilizzare questa o altra Siria, e pi\u00f9 oltre il quadrante mediorientale, senza la Russia? E immaginiamo di aprire un nuovo scacchiere di confronto con Mosca, innestandolo nella tragedia immane della guerra civile siriana? Valgano le raccomandazioni della Germania. <\/p>\n<p>La soluzione di questo, come di altri grandi conflitti, non verr\u00e0 raggiunta finch\u00e9 protagonisti locali, regionali, internazionali &#8211; i tre circuiti che determinano i destini di ogni grande crisi &#8211; non avranno reperito i termini di un compromesso che rifletta a sufficienza gli interessi di ognuno. <\/p>\n<p><b>Le tensioni e le incertezze dell\u2019Occidente<\/b><br \/>In Occidente, molte incertezze, tensioni disomogenee. La priorit\u00e0 \u00e8 abbattere Assad oppure ci serve il suo esercito per contrastare gli estremisti islamici sul terreno ove non vogliamo scendere? Una stabilizzazione con la Russia o senza Russia? Puntare sull\u2019Iran o limitarne le ambizioni? <\/p>\n<p>E che fare del futuro dei curdi, per anni combattenti sul terreno? Va riconosciuto alla Turchia il \u201crischio\u201d di uno Stato curdo alle frontiere tollerandone le scorribande oltre confine o ne va perseguita l\u2019uscita dall\u2019ambiguit\u00e0? E, quanto ad ambiguit\u00e0, meglio soprassedere a quelle degli arabi del Golfo o convincerli a una maggiore trasparenza? E infine, meglio spezzettare la Siria (e l\u2019Iraq) per linee etniche, o preservarne l\u2019integrit\u00e0 territoriale organizzando una sorta di condominio? <\/p>\n<p>Non si \u00e8 ancora arrivati alla quadratura del cerchio. Nel mentre, il Regno Unito avvia raid aerei sostenendo di farlo per auto-difesa, e la Francia, nel muovere, \u00e8 tentata di combattere l\u2019Is e al contempo Assad come a lungo proclamato: forse qualcuno ha in mente il proprio passato, e la futura divisione in zone di influenza. <\/p>\n<p>Nel frattempo, l\u2019irruente espansione del sedicente Stato islamico nella regione, e ben oltre, ha gravemente deteriorato il quadro. Ma potrebbe essere proprio l\u2019Is, tragicamente, ad offrire una nuova opportunit\u00e0 alla diplomazia. L\u2019Is \u00e8 un nemico comune. E comune \u00e8 l\u2019interesse ad abbatterne l\u2019iniziativa, anzitutto. Minaccia l\u2019Occidente, cos\u00ec come la Russia, e l\u2019Iran, ed ha oltrepassato le porte dei Paesi arabi e della Turchia. <\/p>\n<p><b>Lo schema elaborato da Kofi Annan<\/b><br \/>Esiste gi\u00e0 uno schema di lavoro: quello compilato da Kofi Annan, a Ginevra nel giugno 2012. Lo schema non propone una soluzione, ma un metodo. Pu\u00f2 essere ancora praticato, anche parallelamente ad iniziative militari di contrasto all\u2019Is.<\/p>\n<p>Prefigura una fase di transizione, con un governo dotato di \u201cfull executive powers\u201d che provveda ad avviare un dialogo, a redigere una nuova Costituzione e a predisporre elezioni generali multi-partitiche. All\u2019insegna della continuit\u00e0 delle istituzioni statali e del perseguimento dei criminali (accountability). <\/p>\n<p>Il destino di Assad verr\u00e0 segnato dagli stessi siriani. Questo dialogo servir\u00e0 in primo luogo ad emarginare l\u2019Is, sottraendogli adepti volontari e involontari, e a recuperare i ceti medi che nella disperazione stanno massicciamente lasciando il Paese e che dovrebbero invece essere il perno della futura Siria. <\/p>\n<p>   Certo, siamo in grave ritardo. Si impone con assoluta urgenza un tavolo attorno al quale reperire i termini di una nuova Siria. Occorre recuperare gli arabi del Golfo, rassicurare la Turchia, sfruttare la disponibilit\u00e0 dell\u2019Iran, e non ultimo dell\u2019Egitto e del Maghreb, e raccogliere la sfida che ci sta lanciando la Russia. <\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019approdo dei militari russi a Latakia ricorda il repentino arrivo di un contingente russo all\u2019aeroporto di Pristina nel 1999, allorch\u00e9 si rischi\u00f2 uno scontro Nato-Russia, sventato solo grazie alla decisione del comandante in campo d\u2019accordare a Mosca un quadrante dello spazio ove la Nato s\u2019accingeva a dispiegarsi. 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