{"id":31700,"date":"2015-09-17T00:00:00","date_gmt":"2015-09-16T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/muro-delleuropa-sullimmigrazione\/"},"modified":"2017-11-03T15:20:24","modified_gmt":"2017-11-03T14:20:24","slug":"muro-delleuropa-sullimmigrazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/09\/muro-delleuropa-sullimmigrazione\/","title":{"rendered":"Muro dell\u2019Europa sull\u2019immigrazione"},"content":{"rendered":"<p>I giorni dopo l\u2019atteso Consiglio straordinario dei ministri dell&#8217;Interno dell\u2019Unione, la politica migratoria europea ha il volto dei 316 migranti arrestati dalla polizia ungherese alla frontiera tra Serbia e Ungheria. <\/p>\n<p>Dal 15 settembre, chiunque tenti di oltrepassare il muro di filo spinato costruito da Budapest lungo il confine con la Serbia rischia l\u2019espulsione immediata o la condanna fino a tre anni di carcere. <\/p>\n<p>Cos\u00ec prevede la nuova legge sull\u2019immigrazione emanata dall\u2019esecutivo nazionalista di Viktor Orban proprio mentre le cancellerie di Germania, Austria, Slovacchia e Olanda hanno annunciato il ripristino del controllo alle frontiere. Ossia il congelamento a data da destinarsi, della libera circolazione prevista dal trattato di Schengen. <\/p>\n<p><b>La vittoria della falange del no<\/b><br \/>Fatti che spiegano lo scoramento di Dimitri Avramopolous, Commissario Ue all\u2019immigrazione, che in tandem con il Presidente della Commissione Jean Claude Juncker aveva indetto il consiglio straordinario del 14 settembre al grido di \u201cnon c&#8217;\u00e8 abbastanza Europa in questa Unione. E non c&#8217;\u00e8 abbastanza Unione in questa Europa\u201d. <\/p>\n<p>La reprimenda di Juncker \u00e8 per\u00f2  caduta nel vuoto e ad Avramopolous non \u00e8 restato che ammettere la sconfitta. \u201cSono uscito dal consiglio Affari interni molto deluso. Mi aspettavo pi\u00f9 appoggio da tutti. Ci sono Paesi che hanno una prospettiva pi\u00f9 nazionale che europea. Ma noi andremo avanti\u201d.<\/p>\n<p><b>Eunavfor Med, al via la fase 2<\/b><br \/>Andare avanti, gi\u00e0. Ma come? Per ora sotto gli occhi di tutti c\u2019\u00e8 un consiglio terminato nel cuore della notte senza aver raggiunto neanche un\u2019intesa unanime sulle conclusioni. <\/p>\n<p>Un risultato ben pi\u00f9 magro (e amaro) delle aspettative che circolavano a ridosso dell\u2019apertura avviata da Angela Merkel. A vincere \u00e8 stata l\u2019intransigente falange del no (Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia e Romania) che ha bollato come inaccettabile il principio base del Piano Juncker, ossia l\u2019obbligatoriet\u00e0 della <a href= \" http:\/\/europa.eu\/rapid\/press-release_MEMO-15-5597_it.htm\" target= \"blank\"><b><u> redistribuzione<\/u><\/b><\/a> di 160mila persone in evidente bisogno di protezione internazionale dall&#8217;Italia, dalla Grecia e dall&#8217;Ungheria\u201d. <\/p>\n<p>L\u2019unico documento circolato al margine di un consiglio descritto come il peggiore dell\u2019ultimo anno \u00e8 <a href= \"http:\/\/www.eu2015lu.eu\/en\/actualites\/communiques\/2015\/09\/14-cag-eunavformed\/index.html\" target= \"blank\"><b><u> quello<\/u><\/b><\/a> della presidenza lussemburghese.  Dieci righe striminzite che fanno riferimento all\u2019unico risultato su cui il gruppo ha raggiunto l\u2019unanimit\u00e0: l\u2019avvio della fase due dell\u2019operazione Eunavfor Med, missione navale europea lanciata a giugno per \u201cindividuare, fermare e mettere fuori uso le imbarcazioni e i mezzi usati o sospettati di essere usati da passatori e trafficanti di migranti\u201d.<\/p>\n<p>Ora i mezzi di EunavforMed potranno effettuare \u201c<a href= \"http:\/\/www.consilium.europa.eu\/en\/press\/press-releases\/2015\/09\/14-eunavfor-med-council-adopts-positive-assessment-on-conditions-to-move-to-first-step-of-phase-2-on-high-seas\/\" target= \"blank\"><b><u>abbordaggi, perquisizioni, sequestri e dirottamenti in alto mare<\/u><\/b><\/a>\u201d delle imbarcazioni sospettate di venir utilizzate per il traffico di esseri umani.<\/p>\n<p>Ma che cosa ci si pu\u00f2 aspettare se l\u2019unico terreno su cui il Consiglio \u00e8 riuscito a trovare una convergenza \u00e8 quello, consueto, del rafforzamento delle frontiere, e della lotta ai trafficanti? Molte cancellerie, Germania in testa, spingono per un colpo di coda. <\/p>\n<p>Eludere, cio\u00e8, la mancata unanimit\u00e0 sui 120mila ricollocamenti, appellandosi all\u2019 \u201caccordo di principio suffragato da una larga maggioranza di Paesi&#8221; e ricorrendo alla votazione per maggioranza qualificata. Un\u2019ipotesi rilanciata dal lussemburghese Jean Asselborn, presidente di turno dell&#8217;Ue, che potrebbe prendere forma nel prossimo Consiglio Straordinario, (l\u2019ennesimo) indetto per il 22 settembre.<\/p>\n<p><b>Hot spot<\/b><br \/>Di fronte a questo scenario, anche la <i>moral suasion<\/i> tedesca sulla rapida messa a punto degli hot spot (i centri per l\u2019identificazione dei migranti da aprire nei paesi di primo approdo in cui avviare la redistribuzione tra gli stati membri) rischia di rilevarsi una trappola sia per i migranti che per i paesi in prima linea come l\u2019Italia e la Grecia. <\/p>\n<p>Diverse organizzazioni umanitarie tra cui il Consiglio Italiano Rifugiati, Arci e Amnesty International, temono che gli hot spot si traducano nei fatti, in centri di detenzione privi delle necessarie garanzie per un\u2019identificazione sicura e rapida. <\/p>\n<p>Questione che si intreccia con quella del meccanismo di redistribuzione dei richiedenti asilo previsto dal piano Junker. Uno schema, che stando all\u2019interpretazione attuale rischia di duplicare le disfunzioni dell\u2019ormai vituperato trattato di Dublino, visto che i titolari di protezione internazionale, anche in questo caso, non avranno modo di scegliere il paese in cui chiedere asilo.<\/p>\n<p>Il fatto che l\u2019Italia stia gi\u00e0 lavorando ad un piano rapido per la messa a punto degli hot spot a Pozzallo, Porto Empedocle, Trapani e Lampedusa non significa, tuttavia, che la linea operativa sia gi\u00e0 definita. Per il Viminale, infatti, l\u2019attivazione dei centri resta vincolata a due questioni fondamentali: la ricollocazione rapida di 24 mila richiedenti asilo attualmente fermi in Italia e il rimpatrio (finanziato dall\u2019Ue) dei migranti irregolari privi di titolarit\u00e0 per l\u2019asilo.<\/p>\n<p><b>Squadre di rapido intervento per il rimpatrio<\/b><br \/>Ci\u00f2 che ad oggi \u00e8 sicuro \u00e8 che l\u2019avvio della <a href= \"http:\/\/www.statewatch.org\/news\/2015\/jul\/eu-com-hotsposts.pdf\" target= \"blank\"><b><u>road map diffusa dalla Commissione<\/u><\/b><\/a> per l\u2019apertura degli hot spot non pu\u00f2 iniziare senza un ripensamento complessivo delle competenze delle agenzie europee che unitamente ai governi nazionali gestiranno il piano dei ricollocamenti.<\/p>\n<p>Europol, Easo, Eurojust, Eunavfor Med, ma soprattutto Frontex, l\u2019agenzia per il controllo delle frontiere esterne dell\u2019Ue a cui la Commissione hanno richiesto di avviare i <a href= \"http:\/\/europa.eu\/rapid\/press-release_MEMO-15-5597_en.htm\" target= \"blank\"><b><u>Rapid Return Intervention Teams<\/u><\/b><\/a>, squadre di rapido intervento per il rimpatrio. Queste dovrebbero operare in tandem con gli \u201cEuropean Migration Liaison Officers\u201d, funzionari europei insediati nei paesi di origine e transito a cui spetterebbe di coadiuvare la riammissione dei migranti irregolari.<\/p>\n<p>Ad oggi un\u2019unica certezza: se la road map sar\u00e0 sviluppata secondo le indicazioni della Commissione, i rimpatri e i ricollocamenti diventerebbero gli strumenti centrali di una politica migratoria europea ancora lontana dal concepire alternative legali all&#8217;immigrazione irregolare.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I giorni dopo l\u2019atteso Consiglio straordinario dei ministri dell&#8217;Interno dell\u2019Unione, la politica migratoria europea ha il volto dei 316 migranti arrestati dalla polizia ungherese alla frontiera tra Serbia e Ungheria. 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