{"id":31710,"date":"2015-09-18T00:00:00","date_gmt":"2015-09-17T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/leuropa-concreta-che-interessa-ai-cittadini\/"},"modified":"2017-11-03T15:20:24","modified_gmt":"2017-11-03T14:20:24","slug":"leuropa-concreta-che-interessa-ai-cittadini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/09\/leuropa-concreta-che-interessa-ai-cittadini\/","title":{"rendered":"L\u2019Europa concreta che interessa ai cittadini"},"content":{"rendered":"<p>Mettete per un attimo da parte Tsipras che pallido in volto lascia il summit europeo con in tasca un umiliante piano lacrime e sangue imposto da Frau Merkel. Ignorate momentaneamente l&#8217;egoismo di Budapest, Varsavia o Londra che, di fronte a migliaia di migranti in fuga da guerre o povert\u00e0, erigono muri di filo spinato o si voltano dall\u2019altra parte.<\/p>\n<p>E pensate per un attimo al fatto che, come se tutto ci\u00f2 non bastasse, anche l\u2019altra faccia dell\u2019Europa &#8211; quella del progresso e del benessere di cittadini e consumatori &#8211; appare ai pi\u00f9 solo un pallido ricordo. Il suo posto, nell\u2019immaginario collettivo, \u00e8 stato preso da un\u2019Europa miope e asservita alle multinazionali, che ha progressivamente ingrassato le fila degli euroscettici e deluso quanti, ad un\u2019Unione fondata su principi comuni, credeva e crede ancora.<\/p>\n<p>\u00c8 l\u2019Europa \u2018matrigna\u2019 che impone il &#8220;formaggio senza latte&#8221;, proibisce le vongole &#8220;micro&#8221; dell\u2019Adriatico, &#8220;tassa&#8221; l&#8217;aria condizionata. E poco importa che nessuna delle tre notizie sia vera. Ci\u00f2 che conta \u00e8 che l&#8217;immagine dell\u2019Ue, da anni ormai \u00e8 in caduta libera. Un crollo di consensi che dipende pi\u00f9 dalla cronica incapacit\u00e0 di spiegare i vantaggi dello stare insieme con regole condivise che dal braccio di ferro sul debito di Atene o dalla scarsa solidariet\u00e0 dei singoli governi nell&#8217;accoglienza dei profughi.<\/p>\n<p><b>Le bufale europee dell\u2019estate italiana<\/b><br \/>Prendete i rilievi della Commissione contro la legge italiana che vieta l&#8217;uso del latte in polvere nei prodotti caseari, passata agli onori della cronaca con l\u2019efficace slogan della Coldiretti: \u201cun diktat per imporci il formaggio senza latte&#8221;.<\/p>\n<p>La campagna stampa dell&#8217;associazione dei coltivatori ha fatto passare in secondo piano il fatto che l&#8217;eurogoverno, rimuovendo un divieto lesivo della concorrenza, potrebbe fare gli interessi delle imprese italiane.<\/p>\n<p>Senza quel vincolo, come ben spiegato da ilfattoalimentare.it, le aziende casearie avrebbero finalmente la possibilit\u00e0 di usare una piccola quantit\u00e0 di latte in polvere &#8211; gi\u00e0 presente in decine di prodotti che consumiamo abitualmente &#8211; per ottimizzare i formaggi industriali, evitando di ricorrere a tecniche costose e poco efficaci. Il tutto  senza che il parmigiano o la mozzarella di bufala corrano alcun rischio visto che proprio le norme Ue impongono per i formaggi tipici l&#8217;uso del latte fresco.<\/p>\n<p>Discorso simile vale per la &#8220;tassa sul caldo&#8221; (copyright de &#8216;Il Giornale&#8217;). Il (presunto) balzello \u00e8 figlio di una norma varata dal governo Monti che, in ottemperanza a una direttiva Ue, impone controlli periodici per verificare l&#8217;efficienza degli impianti di condizionamento.<\/p>\n<p>Le nuove disposizioni riguardano soltanto gli ambienti di grandi dimensioni, come centri commerciali e uffici. Ma \u00e8 bastato che alcune associazioni di consumatori gridassero alla &#8220;stangata sull&#8217;aria fresca&#8221; per portare nuovamente l&#8217;Europa sul banco degli imputati, nonostante l&#8217;intento della direttiva sia unicamente quello di proteggere l&#8217;ambiente e &#8211; aspetto non secondario &#8211; ridurre le bollette degli utenti.<\/p>\n<p>L&#8217;ultima polemica estiva nasce dal divieto di pesca per le vongole con diametro inferiore a 25 millimetri e atterra sulle tavole italiane spinta dalla giusta preoccupazione degli allevatori di molluschi nostrani che, per fattori naturali, non crescono pi\u00f9 come prima.<\/p>\n<p>Proteste che hanno un qualche fondamento nel mancato adeguamento dei parametri Ue alle mutate condizioni dell&#8217;ecosistema dell&#8217;Adriatico. Nessuno, per\u00f2, si \u00e8 preoccupato di ricordare che i 25 millimetri non sono il capriccio di qualche euroburocrate teso a favorire le vongole importate, ma piuttosto il risultato di studi scientifici &#8211; commissionati dai Paesi membri, Italia compresa &#8211; al solo scopo di salvaguardare la riproduzione dei molluschi e con essa il futuro dei &#8216;vongolari&#8217;.<\/p>\n<p><b>L\u2019importanza trascurata della comunicazione<\/b><br \/>Questi pochi esempi &#8211; ma la lista potrebbe essere ben pi\u00f9 lunga &#8211; mettono in luce un aspetto troppo spesso trascurato nel dibattito sul futuro dell&#8217;Unione europea: quello della comunicazione.<\/p>\n<p>\u00c8 difficile negare gli enormi benefici che i cittadini &#8211; soprattutto in Italia &#8211; hanno tratto dall&#8217;<i>acquis <\/i>comunitario. Basti pensare ai progressi sul fronte della tutela dei diritti dei consumatori, della sicurezza alimentare, della salvaguardia ambientale.<\/p>\n<p>Per smentire alcuni luoghi comuni sull&#8217;Europa asservita a banche e multinazionali basterebbe ricordare le normative comunitarie che proibiscono le clausole vessatorie nei contratti bancari o gli interventi nel settore delle Tlc (dalla portabilit\u00e0 del numero di telefono al tetto sul roaming).<\/p>\n<p>Sono centinaia le direttive e i regolamenti che hanno migliorato la vita di tutti noi, ma &#8211; Erasmus a parte &#8211; il grande pubblico ne sa poco o nulla. Il motivo \u00e8 semplice: l&#8217;Unione \u00e8 il bersaglio ideale di governi e partiti quando le cose vanno male (&#8220;\u00c8 colpa di Bruxelles se non possiamo tagliare le tasse, non dell&#8217;incapacit\u00e0 a ridurre la spesa pubblica&#8221;), ma non le viene mai riconosciuto il merito quando risolve i problemi: la discarica di Malagrotta \u00e8 stata finalmente chiusa grazie ad una direttiva comunitaria.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che i leader del Vecchio Continente hanno sempre meno interesse a dirsi europeisti. Men che meno sono disposti a difendere decisioni che (apparentemente) vanno contro gli interessi dei propri concittadini.<\/p>\n<p>La miopia di questo atteggiamento rischia per\u00f2 di costare molto cara. Non si tratta di questioni secondarie. Poche cose sono pi\u00f9 dannose per l&#8217;Europa dell&#8217;essere vista come un covo di burocrati lontani dagli interessi dei cittadini e succubi delle lobby. Un&#8217;immagine disastrosa che certo non giover\u00e0 nel momento in cui si dovranno prendere decisioni sul destino dell&#8217;Unione e dell&#8217;euro.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 mai italiani, francesi, irlandesi o polacchi dovrebbero auspicare un&#8217;ulteriore integrazione che conceda maggiori poteri a miopi funzionari che bandiscono gli spaghetti alle vongole e tassano l&#8217;aria condizionata? I leader europei, se vogliono davvero cambiare la percezione dell&#8217;Europa, dovrebbero capire che i cittadini sono pi\u00f9 preoccupati dall&#8217;idea di mangiare &#8220;formaggio senza latte&#8221; che non della sorte di Tsipras.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mettete per un attimo da parte Tsipras che pallido in volto lascia il summit europeo con in tasca un umiliante piano lacrime e sangue imposto da Frau Merkel. 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