{"id":31730,"date":"2015-09-23T00:00:00","date_gmt":"2015-09-22T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/libia-leon-exit-che-cosa-accadra\/"},"modified":"2017-11-03T15:20:23","modified_gmt":"2017-11-03T14:20:23","slug":"libia-leon-exit-che-cosa-accadra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/09\/libia-leon-exit-che-cosa-accadra\/","title":{"rendered":"Libia: L\u00e9on exit, che cosa accadr\u00e0?"},"content":{"rendered":"<p>Il 20 settembre, \u00e8 scaduto il mandato dell\u2019ambasciatore Bernardino L\u00e9on come inviato speciale del segretario generale dell\u2019Onu per la Libia. Dovrebbe esserci un nuovo inviato. Si \u00e8 parlato di un diplomatico austriaco. Non sar\u00e0 un\u2019eredit\u00e0 facile. \u00c8 anzi un\u2019eredit\u00e0 assai rischiosa.<\/p>\n<p>Nessun accordo \u00e8 emerso da una mediazione che \u00e8 durata un anno, con varie cadute e infaticabilmente di nuovo e ancora resuscitata da L\u00e9on. Nel congedarsi l\u2019ambasciatore ha lasciato alle parti la bozza di accordo pi\u00f9 avanzata che gli \u00e8 stato possibile redigere.<\/p>\n<p>Ancora una volta ha sottolineato la necessit\u00e0 di un governo di accordo nazionale, come quello della sua bozza, e ha esortato i libici, adottandola, a non perdere l\u2019ultimo treno.<\/p>\n<p>Ma la realt\u00e0 \u00e8 che esistono in Libia e soprattutto fuori della Libia forze che non accettano l\u2019accordo e forze che l\u2019accordo lo vorrebbero ma non hanno voluto o potuto contrastare le forze ad esso ostili nella regione. <\/p>\n<p>L\u2019interferenza degli attori regionali \u00e8 e rimane un forte ostacolo. I governi occidentali hanno appoggiato la mediazione, ma non hanno impedito o limitato l\u2019interferenza in Libia di alleati ed amici, come l\u2019Arabia Saudita, la Turchia e l\u2019Egitto, allo scopo di assicurarsi nella regione altri interessi e obiettivi, evidentemente ritenuti pi\u00f9 importanti.<\/p>\n<p><b>Perch\u00e9 e dove l\u2019accordo \u00e8 mancato?<\/b><br \/>Gli islamisti-rivoluzionari di Tripoli non accettano due significativi provvedimenti approvati dalla Camera dei Rappresentanti di Tobruk: la nomina del generale Hiftar come comandante supremo delle forze armate e la cancellazione della legge di epurazione istituita dagli islamisti-rivoluzionari alla fine del 2013 (indubbiamente due delle cause maggiori della guerra civile). <\/p>\n<p>Inoltre, non accettano di dissolvere il loro parlamento nel Senato di nomina nelle linee di quanto suggerito da L\u00e9on, per superare in qualche modo l\u2019antinomia creatasi con la guerra civile fra la Camera dei Rappresentanti, eletta nel giugno 2014, e il Congresso nazionale generale, arbitrariamente riesumato da quelli che le elezioni non le avevano vinte (una controversia questa che sembra echeggiare quella attualmente in corso in Italia).<\/p>\n<p>Su questi punti non c\u2019\u00e8 una contrapposizione netta fra le due fazioni. Al contrario, ci sono notevoli dissensi interni e raccordi trasversali. Questo anche perch\u00e9 la mediazione di L\u00e9on &#8211; che in questo ha compiuto il suo capolavoro &#8211; ha fatto affiorare la spinta unitaria e democratica della societ\u00e0 civile libica. <\/p>\n<p>Questa societ\u00e0 di fatto costituisce oggi una maggioranza, che per\u00f2 non ha una sua leadership (un problema comune a tutte le rivoluzioni arabe del 2011) e non riesce a superare quindi gli interessi conservatori delle rispettive forze militari e dei leader politici ad esse legati. <\/p>\n<p>La prospettiva nazionale \u00e8 un rischio mortale per le milizie islamiste-rivoluzionarie e per le forze di Hiftar. Le milizie hanno gi\u00e0 ucciso una volta la transizione libica per i loro interessi. In pratica, si apprestano a farlo una seconda volta.<\/p>\n<p><b>Le prospettive di un Governo di Accordo nazionale<\/b><br \/>Un Governo di Accordo Nazionale, come quello evocato nella bozza dell\u2019Onu, ha comunque la sua base e potrebbe nascere da una scissione trasversale delle fazioni, lasciando fuori i militari e i politici faziosi. <\/p>\n<p>Questi per\u00f2 attaccherebbero il nuovo governo rilanciando una nuova guerra civile. Perch\u00e9 il Governo di Accordo nazionale possa affrontare e superare la sua transizione ci dovrebbe essere un forte sostegno, anche militare, della societ\u00e0 internazionale: sarebbe normale aspettarselo da parte di quella occidentale.<\/p>\n<p>Ma di questo manca l\u2019appetito, come dicono gli anglosassoni. La prova diplomatica data nel corso della mediazione di L\u00e9on, inoltre, non augura bene. Infine, \u00e8 evidente che, malgrado l\u2019allarme per il sedicente Sato islamico in Libia, gli occidentali (e i russi) sono concentrati sulla Mezzaluna Fertile, la Siria e l\u2019Iraq. <\/p>\n<p>Di fronte poi agli sviluppi della mobilit\u00e0 dei siriani, degli iracheni e degli afghani, finora affollati in Turchia, in Giordania e in Libano, e ora in movimento verso l\u2019Europa, riaprendo la rotta dei Balcani, anche i flussi in arrivo pi\u00f9 o meno imperterriti dall\u2019Africa e dal Medio Oriente attraverso il Mediterraneo e l\u2019Italia sembrano diventati minori.<\/p>\n<p><b>Diplomazia e migrazioni, il ruolo dell\u2019Occidente<\/b><br \/>Dunque che cosa accadr\u00e0? \u00c8 probabile che la mediazione Onu ricomincer\u00e0 con un nuovo inviato, ma difficilmente potr\u00e0 riprendere la linea di L\u00e9on &#8211; come lui ha suggerito nella sua ultima conferenza stampa a Skhirat. <\/p>\n<p>Potrebbe invece puntare ad aggregare le forze della pace contro i signori della guerra e i loro procuratori politici, come si \u00e8 appena accennato. Ma in questo caso non potr\u00e0 esimersi dal trovare e fomentare le forze esterne decise a contribuire militarmente e politicamente all\u2019impresa, tenendo a bada i forti interessi (specialmente nella regione) che invece non sono favorevoli a questo corso. Non \u00e8 un compito facile, anzi \u00e8 decisamente difficile.<\/p>\n<p>Per farlo, l\u2019Onu ha bisogno di un deciso e coraggioso appoggio dei governi. I governi europei avrebbero un forte e specifico interesse a sostenere l\u2019Onu in questa strategia. <\/p>\n<p>Se dovessimo giudicare dalla situazione di oggi, questo appoggio europeo \u00e8 per\u00f2 improbabile, anche se quello che sta accadendo con l\u2019esodo ormai generalizzato dei rifugiati potrebbe fare il miracolo di risvegliare gli europei. <\/p>\n<p>Altrimenti \u00e8 plausibile che si crei in Libia un\u2019area di confitti endemici e di continuate tracimazioni, nei cui confronti qualsiasi gestione risulter\u00e0 tanto costosa quanto poco produttiva.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 20 settembre, \u00e8 scaduto il mandato dell\u2019ambasciatore Bernardino L\u00e9on come inviato speciale del segretario generale dell\u2019Onu per la Libia. Dovrebbe esserci un nuovo inviato. Si \u00e8 parlato di un diplomatico austriaco. Non sar\u00e0 un\u2019eredit\u00e0 facile. \u00c8 anzi un\u2019eredit\u00e0 assai rischiosa. 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