{"id":31740,"date":"2015-09-24T00:00:00","date_gmt":"2015-09-23T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-turchia-e-il-vicinato-verso-le-elezioni\/"},"modified":"2017-11-03T15:20:23","modified_gmt":"2017-11-03T14:20:23","slug":"la-turchia-e-il-vicinato-verso-le-elezioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/09\/la-turchia-e-il-vicinato-verso-le-elezioni\/","title":{"rendered":"La Turchia e il vicinato verso le elezioni"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 tempo di pensare alla Turchia. Paese-cerniera tra Occidente ed Oriente, tra Europa ed Asia, tra Mar Nero e Mediterraneo, idealmente posizionato per esercitare un importante ruolo geopolitico e interprete fino a tempi recenti di un Islam dialogante portato ad esempio per il travagliato mondo arabo, la Turchia di Erdogan andr\u00e0 a nuove elezioni il 1&#778; novembre, dopo appena tre mesi dalle consultazioni di agosto, in un contesto molto problematico. <\/p>\n<p>Il progetto, fallito in prima istanza, \u00e8 riuscire a comporre la maggioranza di 2\/3 necessaria ad emendare la Costituzione in senso presidenziale. Ma, \u00e8 davvero realistico?<\/p>\n<p><b>Le sfide e i risultati di Erdogan<\/b><br \/>Erdogan sta affrontando tre sfide: la gestione dei curdi del sud-est e di quelli oltre confine in Siria e Iraq; una stabilizzazione del Medio Oriente che non vanifichi le ambizioni di influenza su cui ha tanto investito nell\u2019ultimo decennio; un sufficiente contrasto al sedicente Stato islamco (Is), che l\u2019attentato kamikaze a Suruc dimostra essere giunto alle sue porte. <\/p>\n<p>I tre capitoli sono vistosamente interconnessi. In aggiunta, il progressivo deterioramento degli standard democratici, culminato nella repressione della ribellione giovanile a Gezi Park e nel duro contrasto con l\u2019antagonista Gulen e con lo \u201cStato profondo\u201d che egli \u00e8 accusato di fomentare, conferma l\u2019impressione che il Paese fatichi a reperire un equilibrio.<\/p>\n<p>Eppure, vanno riconosciuti i meriti della prima gestione di Erdogan. In dieci anni, ha portato il Paese a uno straordinario successo economico tanto da farne la 14a economia mondiale, con un Pil prossimo alla media europea (stime Eurostat 2012).<\/p>\n<p>Ha perseguito un <i>appeasement<\/i> con il Pkk mediante un abile utilizzo del detenuto a vita Ocalan; e, all\u2019insegna di \u201czero problems with neighbourood\u201d, ha rilanciato le relazioni con il vicinato arabo sulla scorta del passato ottomano e delle sintonie confessionali conseguendo una notevole espansione di commerci e influenza politica. <\/p>\n<p>Ha anche mantenuto, nelle statuizioni, l\u2019obiettivo dell\u2019adesione alla Ue, di nuovo citata nella piattaforma che gli ha fruttato l\u2019elezione alla presidenza nell\u2019agosto 2014.<\/p>\n<p><b>La crisi in Siria e l\u2019irrompere dell\u2019Is<\/b><br \/>Poi qualcosa \u00e8 andato per il verso sbagliato. Allo scoccare dei sovvertimenti arabi nel vicino quadrante mediorientale, e in particolare in Siria. \u00c8 in quel momento che Erdogan, dopo aver esercitato invano pressioni politiche su Assad per l\u2019apertura del sistema ai sunniti, si \u00e8 trovato davanti il dilemma se, e in che misura, sostenere le istanze di ribellione. <\/p>\n<p>Ha deciso che Assad \u00e8 il primo obiettivo da abbattere. E ha optato per il fiancheggiamento degli oppositori senza troppe distinzioni, fornendo sostegno logistico e organizzativo, santuari anche ai gruppi pi\u00f9 radicali, facilitazioni di transito ai \u2018foreign fighters\u2019 e &#8211; non ultimo &#8211; offrendo un\u2019accoglienza umanitaria fin troppo generosa al massiccio flusso di rifugiati, forse nella prospettiva di capitalizzare sulla loro riconoscenza. <\/p>\n<p>Scelte che hanno finito per coinvolgere pesantemente il Paese nella guerra civile siriana e per riaprire il contrasto con i curdi entro e fuori confine. Questa politica non \u00e8 apparentemente cambiata con l\u2019irruzione sulla scena dell\u2019Is nell\u2019estate 2014 e la sua rapida espansione in Siria, Iraq ed oltre. <\/p>\n<p>Ne ha risentito inevitabilmente il rapporto con la componente curda. Sul duplice fronte dell\u2019ascesa del Partito curdo Hdp per la prima volta in Parlamento con ben 80 seggi, sull\u2019onda dei successi conseguiti dai curdi oltre confine nel contrasto all\u2019Is (l\u2019eroica resistenza di Kobane), con il sostegno della coalizione a guida Stati Uniti, e della ripresa del terrorismo Pkk dopo l\u2019attacco kamikaze al Centro culturale curdo di Suruc, attribuito all\u2019Is ma sospettato di matrice turca da parte dei curdi.<\/p>\n<p>E ne hanno risentito anche le libert\u00e0 democratiche, sacrificate in nome del controllo interno nel contesto delle gravi turbolenze dei dintorni. <\/p>\n<p>N\u00e9 l\u2019accordo di agosto con gli Stati Uniti per la concessione dell\u2019uso della base aerea di Incirlik e la partecipazione turca alla coalizione anti-terrorismo ha contribuito, nell\u2019ambiguit\u00e0 dei testi e altres\u00ec della successiva pronuncia della Nato, a un chiaro allineamento di Ankara alle priorit\u00e0 occidentali.  <\/p>\n<p>  Nel frattempo, si scaricano sull\u2019Europa masse di rifugiati siriani provenienti o in transito dalla Turchia, che evidentemente vi scorge ora pi\u00f9 un fattore di disturbo e un rischio di infiltrazioni terroristiche che un vantaggio in termini di influenza nel futuro della Nuova Siria. <\/p>\n<p><b>Un pi\u00f9 stretto raccordo con l\u2019Europa<\/b><br \/>A questo punto, dobbiamo interrogarci sull\u2019approccio che l\u2019Europa ha praticato nei confronti del Paese, se essa abbia esperito tutti i modi per tenerlo agganciato, in queste straordinarie circostanze, e soprattutto se sia possibile aggiornarlo alla luce degli sviluppi intervenuti. <\/p>\n<p>Come sappiamo, le relazioni di associazione risalgono al lontano 1963, l\u2019unione doganale al 1995, lo status di Paese candidato al 1999, l\u2019avvio dei negoziati di adesione al 2005. <\/p>\n<p>Da allora, le trattative sono andate molto a rilento. Per una serie di con-cause, tra cui le sopravvenute perplessit\u00e0 di taluni europei al tragitto di adesione di un paese vasto e non culturalmente omologabile (la proposta tedesca di sostituirlo con una \u201cspecial partnership\u201d) e, da ultimo, la stagnazione economica e i problemi dell\u2019euro-zona che hanno mutato l\u2019ordine delle priorit\u00e0. <\/p>\n<p>Ma, per oltre un decennio, l\u2019obiettivo dell\u2019adesione ha rappresentato per la Turchia un catalizzatore per le riforme economiche e gli standard politici (ivi inclusa l\u2019abolizione della pena di morte nel 2004), oltre che un volano per il successo economico. <\/p>\n<p>Oggi, il consenso nell\u2019opinione pubblica turca, ancorch\u00e9 in forte calo, \u00e8 pur sempre del 42%. Non sarebbe impossibile ricostruire con il Paese un rapporto di fiducia. E sostenerlo in un percorso di allineamento con le posizioni europee in Medio Oriente, che ponga fine alle deviazioni islamiste e che al contempo ne prefiguri il posizionamento di co-protagonista nella regione che gli spetta. <\/p>\n<p>Non basta recarsi ad Ankara per chiederle di frenare il flusso dei profughi ed elargire qualche finanziamento supplementare perch\u00e9 continui ad ospitarli. <\/p>\n<p>Il 5 ottobre Erdogan sar\u00e0 a colloquio con Juncker a Bruxelles. Erdogan non \u00e8 il tipo che chiede favori n\u00e9 che lascia trapelare vulnerabilit\u00e0. <\/p>\n<p>Ma per l\u2019Europa \u00e8 un\u2019occasione per riassicurare la Turchia sul suo ruolo nella regione, ottenendone in cambio comportamenti conformi, e per riprendere le fila, se non del negoziato in senso stretto, di quell\u2019approccio \u201cintegrato\u201d, fatto di dialogo politico, culturale, economico, che a suo tempo, a partire dalla stabilizzazione dei Balcani, ha fruttato un proficuo coordinamento con la comunit\u00e0 occidentale, oltre che un graduale adeguamento agli standard internazionali sul piano dei diritti civili.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 tempo di pensare alla Turchia. Paese-cerniera tra Occidente ed Oriente, tra Europa ed Asia, tra Mar Nero e Mediterraneo, idealmente posizionato per esercitare un importante ruolo geopolitico e interprete fino a tempi recenti di un Islam dialogante portato ad esempio per il travagliato mondo arabo, la Turchia di Erdogan andr\u00e0 a nuove elezioni il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[111,91,114,130,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31740"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=31740"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31740\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62424,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31740\/revisions\/62424"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=31740"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=31740"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=31740"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}