{"id":31810,"date":"2015-10-02T00:00:00","date_gmt":"2015-10-01T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/cooperazione-italiana-e-giunta-lora-della-ribalta\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:47","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:47","slug":"cooperazione-italiana-e-giunta-lora-della-ribalta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/10\/cooperazione-italiana-e-giunta-lora-della-ribalta\/","title":{"rendered":"Cooperazione italiana, \u00e8 giunta l\u2019ora della ribalta"},"content":{"rendered":"<p>Il discorso di Matteo Renzi davanti all\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite, in occasione peraltro dell\u2019approvazione dei nuovi 17 <a href= \"http:\/\/www.un.org\/ga\/search\/view_doc.asp?symbol=A\/69\/L.85&#038;Lang=E\" target= \"blank\"><b><u>Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile<\/u><\/b><\/a>, \u00e8 stato emblematico della nuova cifra della cooperazione italiana come chiave politica di posizionamento dell\u2019Italia nella comunit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo del futuro della cooperazione internazionale \u00e8 infatti andare oltre l\u2019aiuto per essere ancora pi\u00f9 efficaci e raggiungere l\u2019obiettivo dello sviluppo e della promozione umana.<\/p>\n<p>Non si tratta di sottovalutare quanto bisogno di sostegno e assistenza materiale vi sia ancora in molti Paesi, ma di far evolvere le Agenzie nazionali e internazionali di cooperazione, cos\u00ec da adeguarle al nuovo scenario economico e geopolitico che abbiamo dinanzi.<\/p>\n<p><b>Meno i paesi poveri, ma pi\u00f9 i fragili<\/b><br \/>Abbiamo di fronte un nuovo panorama di Paesi emergenti in cui si riducono quelli poverissimi (scesi secondo la Banca Mondiale da oltre 60 a 34) ma aumentano i \u201cpaesi fragili\u201d (36 secondo l\u2019Ocse), il cui sviluppo economico \u00e8 azzoppato da conflitti, debolezze istituzionali, insufficienze delle reti sociali e imprenditoriali.<\/p>\n<p>Si calcola un gap di infrastrutture per il quale sarebbero necessari 8oo miliardi di dollari l\u2019anno in Asia e quasi 100 miliardi in Africa. Uno scenario in cui si studiano nuovi strumenti di intervento: la finanza sociale per lo sviluppo, il ricorso intensivo e diffuso all\u2019<i>information technology<\/i>, il contributo del privato e l\u2019insistenza sul trasferimento di <i>know how<\/i> industriale. <\/p>\n<p>Su tutto, la consapevolezza che i temi della povert\u00e0 e della sostenibilit\u00e0 si affronteranno con scelte politiche di fondo (dalla tracciabilit\u00e0 dei  \u201cminerali da conflitto\u201d alle regole del commercio internazionale) e non semplicemente con il trasferimento di denaro e aiuto.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 il dibattito sulla cooperazione deve essere affrontato toccando temi nuovi, coinvolgendo nuove professionalit\u00e0, con un approccio pi\u00f9 agile e trasversale rispetto a quello fino ad ora adottato in questo campo. <\/p>\n<p><b>Riforma della cooperazione italiana<\/b><br \/>Non c\u2019\u00e8 riunione, vertice o incontro in cui il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, non citi la <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1579\" target= \"blank\"><b><u>riforma della nostra cooperazione<\/u><\/b><\/a>  con orgoglio e non indichi con ambizione il traguardo storico di \u201cindossare entro il 2017 la maglietta numero 4\u201d tra i donatori nel club esclusivo del G7. Parliamo di circa un miliardo e mezzo di dollari di nuove risorse da destinare alla cooperazione. <\/p>\n<p>Soldi ben spesi per il Governo non solo perch\u00e9 aiuteranno la stabilizzazione di aree di conflitto, lo sradicamento della povert\u00e0 e il contrasto al cambiamento climatico, riducendo cos\u00ec la pressione migratoria, ma anche perch\u00e9 garantiranno un ritorno politico per il Paese, per il suo standing internazionale e, non ultimo, stimoleranno una forma di \u201cinternazionalizzazione per lo sviluppo\u201d necessaria alle nostre imprese.<\/p>\n<p>Parlando all\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Renzi \u00e8 partito dall\u2019orgogliosa rivendicazione dell\u2019impegno del Paese per salvare migliaia di vite umane nel Mediterraneo e dallo sforzo di convincere l\u2019Europa a una politica solidale e aperta verso il dramma dei profughi, per spaziare al tema dello sviluppo sostenibile in agenda a dicembre a Parigi, alla sostegno alla moratoria contro la pena di morte fino alla  rivendicazione dell\u2019obiettivo di divenire donatore virtuoso nell\u2019aiuto allo sviluppo. <\/p>\n<p>Il tutto con il disegno strategico di ridefinire lo standing internazionale del Paese a partire da queste battaglie e in vista della elezione in Consiglio di Sicurezza del prossimo anno dove ce la dovremmo vedere con Svezia e Olanda, Paesi maestri nell\u2019utilizzare questo tipo di strumenti di \u201csoft power\u201d.<\/p>\n<p><b>Nuova Agenzia italiana per la cooperazione<\/b><br \/>In questo nuovo contesto internazionale ma anche sulla scorta di questo inedito impulso politico volto a rafforzare il protagonismo internazionale dell\u2019Italia, saranno importanti i primi passi della neonata Agenzia italiana per la cooperazione, un attore chiave della riforma, all\u2019incrocio tra Farnesina, Palazzo Chigi, il tessuto prezioso della solidariet\u00e0 internazionale e il mondo del profit responsabile. <\/p>\n<p>Un\u2019Agenzia che deve essere moderna, digitale, trasparente e innovativa, mantenere un rapporto pi\u00f9 che virtuoso tra volume di aiuti gestiti e costi, deve diventare partner di Cassa Depositi e Prestiti sui temi della finanza per lo sviluppo e della partnership con il privato ma deve anche essere capace di ridare risorse ai progetti della societ\u00e0 civile, della cooperazione popolare e di quella territoriale.<\/p>\n<p>\u00c8 ora di far uscire la cooperazione dall\u2019angolo in cui per anni l\u2019abbiamo relegata, di riconoscerle il ruolo politico centrale che deve avere nella nostra politica estera, un politica estera che si sta trasformandosi in \u201cglobal politics\u201d, non pi\u00f9 limitata alle grandi trattative internazionali e ai consueti incontri bilaterali ma sempre pi\u00f9 giocata trasversalmente su tutti i temi (dall\u2019ambiente all\u2019immigrazione, dalla lotta alla povert\u00e0 ai trattati commerciali) e in cui proprio la cooperazione allo sviluppo potr\u00e0 giocare un ruolo centrale come strumento di \u201csoft power\u201d per il Paese e chiave per un contributo positivo dell\u2019Italia nel costruire un mondo pi\u00f9 sostenibile, equo  e sicuro.<\/p>\n<p>Questi i temi e le prospettive che \u201c<a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/rivista.asp?ID=278\" target= \"blank\"><b><u>Tomorrowland &#8211; Una strategia per la nuova cooperazione italiana<\/u><\/b><\/a>\u201d, l\u2019e-book di Emilio Ciarlo appena uscito per le edizioni Palinsesto!<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il discorso di Matteo Renzi davanti all\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite, in occasione peraltro dell\u2019approvazione dei nuovi 17 Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile, \u00e8 stato emblematico della nuova cifra della cooperazione italiana come chiave politica di posizionamento dell\u2019Italia nella comunit\u00e0 internazionale. 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