{"id":31860,"date":"2015-10-07T00:00:00","date_gmt":"2015-10-06T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/se-bogota-e-le-farc-fanno-davvero-la-pace\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:46","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:46","slug":"se-bogota-e-le-farc-fanno-davvero-la-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/10\/se-bogota-e-le-farc-fanno-davvero-la-pace\/","title":{"rendered":"Se Bogot\u00e0 e le Farc fanno davvero la pace"},"content":{"rendered":"<p>Da un lato un conflitto lungo 50 anni, con 220mila morti, 7,6 milioni di persone colpite direttamente o indirettamente dai combattimenti e una grande eredit\u00e0 di dolore, rabbia e violenza.<\/p>\n<p>Dall&#8217;altro un\u2019immagine del gesto per antonomasia contrario alla violenza: una stretta di mano. Quella avvenuta il 23 settembre a l\u2019Havana tra il presidente colombiano, Juan Manuel Santos, e il comandante delle Farc, Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia, Rodrigo Londo\u00f1o Echeverri, nome di battaglia &#8220;Timochenko&#8221;.<\/p>\n<p>Un\u2019immagine che suggella l\u2019annuncio che in meno di sei mesi sar\u00e0 raggiunto un accordo definitivo tra le due parti, permettendo alla Colombia di iniziare a pensare seriamente alla pace.<\/p>\n<p>Non \u00e8 la prima volta che il governo di Bogot\u00e0 e le Farc dicono di aver raggiunto un accordo. <\/p>\n<p>In tutte le occasioni precedenti gli impegni presi erano stati per\u00f2 sistematicamente violati da entrambe le parti. L\u2019ultima stretta di mano era avvenuta nel febbraio del 2001, quando l\u2019allora presidente colombiano, Andr\u00e9s Pastrana, aveva incontrato il capo della guerriglia comunista, Manuel Marulanda, nel tentativo di portare avanti il dialogo di El Cagu\u00e1n. <\/p>\n<p>Un compromesso che non aveva prodotto alcun risultato pratico, se non l\u2019intensificarsi del conflitto e un irrigidimento del successivo governo colombiano, guidato da \u00c1lvaro Uribe, con Santos ministro della Difesa.<\/p>\n<p>L\u2019annuncio del 23 settembre rappresenta l\u2019ultima tappa di un lungo percorso negoziale iniziato a Cuba nell\u2019ottobre 2012. <\/p>\n<p>Un\u2019agenda basata su sei grandi punti: la riforma agraria, la partecipazione politica dei guerriglieri, la soluzione al problema della coltivazione, consumo e traffico di droga, la creazione di una \u201cCommissione della Verit\u00e0\u201d a composizione mista, le modalit\u00e0 di deposizione delle armi, la realizzazione di un referendum sull\u2019accordo di pace e alcune modifiche da apportare alla Costituzione colombiana. <\/p>\n<p>Diversi punti hanno gi\u00e0 trovato un accordo, gli altri dovranno essere discussi entro il marzo 2016. <\/p>\n<p><b>Tempi chiari e accordo sulla punizione dei crimini di guerra<\/b><br \/>L\u2019annuncio dell\u2019accordo di pace \u00e8 importante perch\u00e9, per la prima volta, si pone un termine temporale preciso per il raggiungimento di un accordo di pace definitivo tra le Farc e il governo colombiano: il 23 marzo 2016. <\/p>\n<p>In nessuno dei negoziati precedenti si era mai fissata una data ultima per il raggiungimento di un accordo finale. Se questa scadenza dovesse essere rispettata, si porrebbe definitivamente fine all\u2019ultimo e pi\u00f9 lungo conflitto non solo della Colombia, ma di tutto il continente americano. <\/p>\n<p>In secondo luogo l\u2019accordo \u00e8 importante perch\u00e9 risolve uno dei punti pi\u00f9 spinosi dell\u2019intero negoziato di pace: la punizione dei crimini commessi da ambo le parti durante i cinque decenni di conflitto. <\/p>\n<p>Sia i guerriglieri della Farc che i membri delle Forze armate colombiane, cos\u00ec come i civili che hanno preso le armi, saranno giudicati per i crimini eventualmente commessi. Una riduzione di pena sar\u00e0 concessa a coloro che si impegneranno a deporre sul proprio ruolo all\u2019interno del conflitto, che daranno informazioni utili alle autorit\u00e0 e che offriranno indennizzi alle vittime. <\/p>\n<p>Si tratta di un passo storico per il processo di pacificazione nazionale colombiano, ma ha un risvolto non secondario anche a livello internazionale, rappresentando un importante precedente per la risoluzione di altri conflitti armati in tutto il mondo. <\/p>\n<p><b>Cuba e Vaticano mediatori di pace<\/b><br \/>La foto che ritrae la stretta di mano tra Santos e Timochenko, con Raul Castro che unisce simbolicamente i due ha infine un innegabile impatto mediatico perch\u00e9 rafforza l\u2019azione degli esponenti del governo e dei leader della guerriglia che vogliono il raggiungimento effettivo di una pace duratura, mettendo in luce anche la mediazione di Cuba.<\/p>\n<p>E a mediare \u00e8 stato anche il Vaticano. Seppur indirettamente, attraverso discorsi e omelie, papa Francesco \u00e8 stato molto importante per il raggiungimento dell\u2019accordo. A dimostrazione di ci\u00f2, i vertici vaticani erano stati informati con tre giorni di anticipo dell\u2019annuncio dell\u2019Havana.<\/p>\n<p><b>Un futuro ancora incerto<\/b><br \/>La fine del conflitto e la stabilizzazione definitiva della Colombia potrebbero rappresentare un trampolino di lancio formidabile per una delle economie pi\u00f9 dinamiche dell\u2019America Latina. <\/p>\n<p>Nell\u2019ultimo decennio, pur dovendo far fronte alla guerriglia e al narcotraffico, il Paese ha vissuto un momento di forte crescita economica. Negli ultimi anni la classe media colombiana \u00e8 raddoppiata, arrivando al 30% della popolazione e il tasso di povert\u00e0 \u00e8 stato ridotto dal 50% al 35%.<\/p>\n<p>Il tutto accompagnato da un\u2019inflazione sotto controllo, un elevato flusso di investimenti diretti esteri e un \u201cbusiness environment\u201d che la Banca Mondiale colloca in 34\u00b0 posizione (l\u2019Italia \u00e8 al 56\u00b0 posto). La fine del conflitto potrebbe essere l\u2019inizio di un periodo di grande prosperit\u00e0 economica per la Colombia.<\/p>\n<p>Tuttavia, rimangono ancora importanti incognite. Innanzitutto se, a differenza del passato, all\u2019annuncio seguiranno fatti concreti. Le sole Farc contano con oltre 8.500 guerriglieri, e non \u00e8 da escludersi che non tutti siano favorevoli all\u2019accordo. <\/p>\n<p>Inoltre, il governo di Bogot\u00e0 dovr\u00e0 riuscire a spiegare ai cittadini colombiani i vantaggi di questo processo di riconciliazione con la guerriglia, affrontando lacerazioni sociali difficilmente sanabili. <\/p>\n<p>Infine, rimane aperto il fronte con i paramilitari dell\u2019Esercito di liberazione nazionale, che pur essendo in numero inferiore rispetto alle Farc &#8211; circa 4.000 uomini &#8211; non rientrano nei negoziati di pace e potrebbero approfittare del disarmo dei guerriglieri comunisti per occuparne le posizioni e i territori.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da un lato un conflitto lungo 50 anni, con 220mila morti, 7,6 milioni di persone colpite direttamente o indirettamente dai combattimenti e una grande eredit\u00e0 di dolore, rabbia e violenza. Dall&#8217;altro un\u2019immagine del gesto per antonomasia contrario alla violenza: una stretta di mano. Quella avvenuta il 23 settembre a l\u2019Havana tra il presidente colombiano, Juan [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[71,166,160,159],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31860"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=31860"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31860\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61441,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31860\/revisions\/61441"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=31860"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=31860"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=31860"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}