{"id":31940,"date":"2015-10-12T00:00:00","date_gmt":"2015-10-11T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/turchia-violenza-pensando-alle-urne\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:43","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:43","slug":"turchia-violenza-pensando-alle-urne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/10\/turchia-violenza-pensando-alle-urne\/","title":{"rendered":"Turchia, violenza pensando alle urne"},"content":{"rendered":"<p>Chi \u00e8 stato? Ma soprattutto a chi giova? Il terzo e pi\u00f9 sanguinoso attentato che ha funestato la Turchia (prima Diyarbakir, poi Suru\u00e7 e ora Ankara) pone queste domande. <\/p>\n<p>Secondo il governo turco la responsabilit\u00e0 \u00e8 del Daesh, l\u2019autoproclamatosi \u201cstato islamico\u201d che vuole destabilizzare il Paese. Ma l\u2019opinione comune di tanti turchi, non necessariamente laici e di sinistra, identifica nello stato profondo, quel misto di servizi segreti, estremisti di destra, poliziotti, magistrati, ambienti governativi, il vero responsabile degli attentati.<\/p>\n<p><b>Hdp, ostacolo al progetto di Erdogan<\/b><br \/>Al di l\u00e0 dei diversi pareri, \u00e8 chiaro che colpire i curdi moderati dell\u2019Hdp, il Partito democratico dei popoli, fa il gioco dell\u2019Akp (Partito giustizia e sviluppo) del presidente Racep Tayyip Erdogan. Le elezioni del giugno scorso hanno visto l\u2019Akp perdere il 9% dei voti e l\u2019Hdp superare di un balzo lo sbarramento del 10%, raggiungendo oltre il 13% dei consensi.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 dal risultato del partito curdo moderato, che alle ultime elezioni ha raccolto centinaia di migliaia di voti non curdi, ma di turchi laici, giovani, imprenditori, intellettuali, dipende la partita che Erdogan sta giocando. <\/p>\n<p>Se l\u2019Akp riuscir\u00e0 a ottenere la maggioranza assoluta sar\u00e0 possibile impostare quella riforma costituzionale che farebbe della Turchia una repubblica presidenziale (simile alla Russia di Putin) con Erdogan che vuole essere presidente nel 2023, quando la Turchia repubblicana festegger\u00e0 il suo primo secolo di vita. <\/p>\n<p>E l\u2019Hdp \u00e8 il principale ostacolo a questo progetto. Anche perch\u00e9 il Chp (Partito repubblicano del popolo) fondato da Kemal Ataturk, non appare competitivo. In quanto all\u2019estrema destra, rappresentata dal Mhp (Partito di azione nazionalista) con il suo 16% dei voti viene visto come un possibile alleato di Erdogan piuttosto che come un rivale politico. <\/p>\n<p>Come del resto si \u00e8 dimostrato negli ultimi mesi quando proprio lo Mhp ha fatto fallire ogni tentativo di arrivare a un esecutivo di coalizione che comprendesse gli odiati membri dell&#8217;Hdp.<\/p>\n<p><b>Tra repressione ed epurazione<\/b><br \/>Del resto \u00e8 l\u2019agire stesso di Erdogan e della magistratura da lui completamente asservita che negli ultimi tempi ha destato, non solo in Turchia, ma in tutto il mondo civile fortissime preoccupazioni. <\/p>\n<p>L\u2019agguato a un giornalista di <i>Hurriyet<\/i>, portato a termine da un commando di militanti dell\u2019Akp seguito dall\u2019arresto del direttore dell\u2019edizione inglese di <i>Zaman<\/i>, \u201ccolpevole\u201d di aver espresso in un twitter dubbi sull\u2019onest\u00e0 di Erdogan, sono solo gli ultimi episodi di una vera e propria pulizia etnica del presidente e del suo partito nei confronti di chiunque non si allinei servilmente alla loro politica. <\/p>\n<p>Le epurazioni massicce tra le fila della polizia, dell\u2019esercito, della magistratura, degli imprenditori (famoso l\u2019attacco al gruppo editoriale <i>Dogan <\/i>con una serie di processi per presunte evasioni fiscali e con multe multimiliardarie), la repressione selvaggia delle manifestazioni di Gezi Park sono la prova lampante della situazione che si vive in Turchia.<\/p>\n<p>Solo che la repressione non basta, solo che la crisi economica che ha colpito il Paese anatolico dopo gli anni del boom, la disoccupazione, l\u2019inflazione a due cifre hanno eroso la posizione dell\u2019Akp. <\/p>\n<p>Che per\u00f2 va avanti nelle sue prevaricazioni e nella lotta senza quartiere anche contro altri islamici, quelli del movimento Hizmet (servizio) fondato da Fethullah Gulen. Gulen, predicatore di una forma aperta e moderna di Islam, vive da anni negli Stati Uniti, ma ha aperto scuole, filiali, imprese non solo in Turchia, divenendo una vera potenza nel campo della cultura, dell\u2019istruzione e conquistando larghe fette di opinione pubblica e nelle file di polizia e magistratura. <\/p>\n<p>Agli inizi Gulen sostenne Erdogan, poi di fronte alla radicalizzazione imposta a tutta la societ\u00e0 i rapporti tra i due si sono guastati, degenerando in una guerra senza esclusione di colpi (fino alla richiesta agli Usa di estradarlo per terrorismo). Una guerra che Erdogan sta vincendo, ma che lascia i segni.<\/p>\n<p><b>Politica estera turca<\/b><br \/>Per finire va velocemente esaminata la situazione della politica estera turca. Caduto il progetto dell\u2019allora ministro degli Esteri Ahmet Davutoglu di fare dei Paesi confinanti degli alleati se non dei clienti della Turchia \u201cneottomana\u201d oggi Erdogan conduce una guerra senza quartiere contro il siriano Bashar al Assad e ne ha iniziata una altrettanto dura contro i curdi non solo del Pkk. Questo anche in funzione anti-Hdp, tesa a dimostrare che tutti i curdi sono terroristi.<\/p>\n<p>Guerra molto meno dura contro il Daesh, che peraltro \u00e8 stato favorito in molti modi dalla Turchia, dai permessi di passaggio ai volontari stranieri che raggiungevano lo Stato islamico, ai rifornimenti di ogni tipo. <\/p>\n<p>Rifornimenti svelati da un servizio del quotidiano <i>Cumhuriyet <\/i>(Repubblica). In questo quadro chi appare confusa \u00e8 l\u2019Unione europea, i cui atteggiamenti sono perlomeno stravaganti. Una Unione al cui ingresso la Turchia, peraltro, non aspira pi\u00f9.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi \u00e8 stato? Ma soprattutto a chi giova? Il terzo e pi\u00f9 sanguinoso attentato che ha funestato la Turchia (prima Diyarbakir, poi Suru\u00e7 e ora Ankara) pone queste domande. Secondo il governo turco la responsabilit\u00e0 \u00e8 del Daesh, l\u2019autoproclamatosi \u201cstato islamico\u201d che vuole destabilizzare il Paese. 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