{"id":31980,"date":"2015-10-15T00:00:00","date_gmt":"2015-10-14T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/eunavfor-med-guarda-alla-libia\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:42","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:42","slug":"eunavfor-med-guarda-alla-libia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/10\/eunavfor-med-guarda-alla-libia\/","title":{"rendered":"Eunavfor Med guarda alla Libia"},"content":{"rendered":"<p>La seconda fase di Eunavfor Med \u00e8 ufficialmente iniziata. Lanciata il 22 giugno scorso e ribattezzata Sophia (dal nome della bambina nata su una nave militare lo scorso agosto durante una delle missioni di ricerca e soccorso a largo delle coste libiche) \u00e8 \u201cun\u2019operazione di <i>law enforcement <\/i>attuata tramite mezzi militari\u201d.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/cartina_unga.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p><i><font size=\"1\">Fonte: Marina Militare<\/i><\/font><\/p>\n<p>Il suo obiettivo \u00e8 di interdire il network delle reti criminali associato al traffico e sfruttamento di migranti attraverso il Mediterraneo e ridurre il flusso migratorio via mare in conformit\u00e0 al diritto internazionale applicabile.<\/p>\n<p>Essa dovrebbe concludersi entro 12 mesi a partire dalla piena capacit\u00e0 operativa (<i>Full Operational Capability<\/i>, Foc) conseguita il 27 luglio; questo non esclude tuttavia una sua estensione, come accaduto altres\u00ec per altre missioni navali, ad esempio Atalanta.<\/p>\n<p>Il controllo politico della missione \u00e8 nelle mani del Comitato politico e di sicurezza (Cops) dell\u2019Ue mentre il quello operativo \u00e8 affidato all\u2019European Operational Headquarter (IT EU-Ohq) presso la sede del Comando Operativo di vertice Interforze (Coi) a Roma guidato dall\u2019Ammiraglio Credendino che proprio l\u20198 ottobre, all\u2019indomani dell\u2019inizio della seconda fase, ha tenuto una prima audizione al Parlamento per fare il punto sugli ultimi sviluppi.<\/p>\n<p><b>Da fase 1 a fase 2\u2026guardando la Libia<\/b><br \/>Dopo la prima fase di raccolta e analisi di informazioni e intelligence, valutata positivamente dal Consiglio dell\u2019Ue lo scorso settembre, si \u00e8 passati alla seconda, certamente pi\u00f9 muscolare e robusta.<\/p>\n<p>Questa, denominata \u201cfase 2 alpha\u201d, prevede la possibilit\u00e0 di procedere a fermi, ispezioni, sequestri e dirottamenti in alto mare di imbarcazioni sospettate di essere usate per il traffico e la tratta di esseri umani.<\/p>\n<p>Al momento \u00e8 pertanto escluso che il dispositivo aeronavale possa operare nelle acque territoriali libiche (\u201cfase 2 bravo\u201d), a meno di una risoluzione Onu e di una richiesta esplicita di un eventuale governo libico.<\/p>\n<p>In modo analogo, anche la terza fase &#8211; che si configura come quella pi\u00f9 \u201ccinetica\u201d in termini militari &#8211; richiederebbe gli stessi presupposti giuridici e, sul piano militare, una collaborazione con gli stessi libici.<\/p>\n<p>Il passaggio da una fase all\u2019altra \u00e8 proposto dal Comando Operativo dopo aver valutato la situazione in mare. Nella fattispecie, il passaggio dalla fase 1 alla fase 2 \u00e8 stato approvato sulla base delle informazioni che dimostravano -con prove alla mano &#8211; l\u2019attivit\u00e0 illegale degli scafisti nella tratta e nel traffico di essere umani nell\u2019arco dei 108 giorni di operazioni di Eunavfor Med.<\/p>\n<p><b>Il contributo dell\u2019Italia e degli altri Paesi europei<\/b><br \/>Insieme all\u2019Italia, altri 21 Paesi contribuiscono sulla carta e in diversa misura all\u2019operazione, sia in termini finanziari, sia fornendo assetti e\/o personale militare.<\/p>\n<p>A luglio 2015 erano 14 le nazioni che avevano concretizzato la loro volont\u00e0 di partecipare alla missione fornendo personale per lo staff del quartier generale o contribuendo al dispositivo aeronavale.<\/p>\n<p>Al momento, l\u2019operazione pu\u00f2 contare su 13 assetti, sette unit\u00e0 navali e sei tra velivoli e elicotteri, come il Falcon 50 della Marina francese o l\u2019EH-101 di Marina italiana: la portaerei italiana Cavour &#8211; gi\u00e0 operativa dalla prima fase dell\u2019operazione &#8211; \u00e8 la nave comando (<i>flagship<\/i>) della missione, supportata da una fregata e un rifornitore tedeschi, da una nave ausiliaria britannica e da tre ulteriori fregate messe a disposizione da Francia, Belgio e Spagna.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il bilancio della missione, l\u2019Unione europea ha stanziato quasi 12 milioni di euro per coprire, nel corso dei primi 12 mesi dal conseguimento della Foc, le spese comuni dell\u2019operazione attraverso il meccanismo Athena.<\/p>\n<p>A questi si aggiungono gli stanziamenti dei singoli Paesi che coprono i rispettivi costi associati al contributo nazionale. L\u2019Italia, ad esempio, il 30 luglio 2015 ha approvato il decreto legge n. 99 che autorizza la partecipazione del Paese alla missione navale stanziando 26 milioni di euro, reperiti dal fondo missioni per 19 milioni e di rimborsi Onu per 7 milioni, per la partecipazione di 1.020 unit\u00e0 di personale militare e per l\u2019impiego di mezzi aeronavali.<\/p>\n<p><b>Mare Sicuro, Triton e Eunavfor Med<\/b><br \/>Attualmente le principali operazioni in corso nel Mediterraneo sono Mare Sicuro, Triton e &#8211; appunto &#8211; Eunavfor Med. Sebbene le rispettive aree operative siano in parte sovrapposte, tutti e tre i dispositivi interagiscono attraverso uno stretto scambio di informazioni e di personale con l\u2019obiettivo di mantenere le attivit\u00e0 delle navi impegnate nelle differenti missioni nell\u2019ambio dei rispettivi mandati.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 vero soprattutto per Mare Sicuro ed Eunavfor Med che potrebbero, a prima vista, sembrare due operazioni molti simili, soprattutto ora che il dispositivo europeo \u00e8 entrato nella seconda fase.<\/p>\n<p>Tuttavia \u00e8 bene ricordare che Mare Sicuro \u00e8 un\u2019operazione italiana a tutela degli interessi nazionali (come ad esempio il presidio delle zone di pesca e la protezione delle piattaforme energetiche <i>off-shore<\/i>), mentre Eunavfor Med \u00e8 innanzitutto un\u2019iniziativa europea il cui mandato \u00e8 ben limitato e circoscritto.<\/p>\n<p>Questo non esula per\u00f2 le unit\u00e0 appartenenti a tutti e tre i dispositivi di eseguire missioni Sar (<i>Search and Rescue<\/i>) in caso di necessit\u00e0. Non a caso, anche gli assetti di Eunavfor Med sono stati pi\u00f9 volte coinvolti in attivit\u00e0 di ricerca e soccorso, contribuendo al salvataggio di oltre tremila migranti.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La seconda fase di Eunavfor Med \u00e8 ufficialmente iniziata. Lanciata il 22 giugno scorso e ribattezzata Sophia (dal nome della bambina nata su una nave militare lo scorso agosto durante una delle missioni di ricerca e soccorso a largo delle coste libiche) \u00e8 \u201cun\u2019operazione di law enforcement attuata tramite mezzi militari\u201d. 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