{"id":31990,"date":"2015-10-16T00:00:00","date_gmt":"2015-10-15T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/italia-la-vicina-dei-vicini-dice-la-sua\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:42","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:42","slug":"italia-la-vicina-dei-vicini-dice-la-sua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/10\/italia-la-vicina-dei-vicini-dice-la-sua\/","title":{"rendered":"Italia, la vicina dei vicini dice la sua"},"content":{"rendered":"<p>Lungi dall\u2019essere realizzati. Cos\u00ec appaiono, a undici anni dal lancio della Politica Europea di Vicinato, Pev, gli obiettivi chiave che ne erano alla base.<\/p>\n<p>La creazione alle frontiere dell\u2019Unione europea, Ue, di uno spazio di prosperit\u00e0 e di buon vicinato caratterizzato da relazioni strette e pacifiche e la nascita di un\u2019area di stabilit\u00e0 intorno all\u2019Ue che evitino la formazione di nuove linee di divisione tra l\u2019Europa allargata e suoi vicini sono ancora lontane.<\/p>\n<p>Al contrario, la Pev fronteggia oggi un numero considerevole di sfide provenienti da pi\u00f9 parti. Non solo questa politica ha messo in evidenza un fallimento del potere strutturale dell\u2019Ue, ma quest\u2019ultima si trova inoltre a fronteggiare sempre di pi\u00f9 dei poteri strutturali concorrenti nel proprio vicinato &#8211; come la Russia ad Est o l\u2019autoproclamatosi \u201cstato islamico\u201d a Sud.<\/p>\n<p><b>Mogherini e la consultazione pubblica sulla Pev<\/b><br \/>\nAlla luce di tale fallimento, il Commissario per il vicinato e l\u2019allargamento Johannes Hahn e l\u2019Alta Rappresentante\/Vice-Presidente della Commissione Federica Mogherini hanno lanciato all\u2019inizio di quest\u2019anno una consultazione pubblica in merito ad una \u201criforma fondamentale\u201d di tale politica, che culminer\u00e0 in novembre, quando verr\u00e0 probabilmente presentata una proposta di riforma della Pev.<\/p>\n<p>Tra le centinaia di contributi ricevuti dalla Commissione e pubblicati sul sito della consultazione, una risoluzione redatta dalla Commissione Affari Esteri del Senato della Repubblica permette di gettare uno sguardo sul punto di vista italiano sulla questione, nonch\u00e9 di osservare come il punto di vista di uno Stato membro in merito ad un\u2019importante politica estera europea si inserisca e sia influenzato dalle specificit\u00e0 della sua politica estera nazionale.<\/p>\n<p>Il documento redatto dal Senato affronta numerose questioni sollevate dalla Commissione Europea e dall\u2019Alta Rappresentante all\u2019apertura della consultazione. Tuttavia, alcune ci sembrano particolarmente cruciali al fine di situare il Senato nel pi\u00f9 ampio dibattito in sede europea.<\/p>\n<p>La Pev dovrebbe essere mantenuta entro un quadro istituzionale unitario? Gli strumenti attuali sono ancora pertinenti? Quale dovrebbe essere l\u2019approccio della nuova politica nei confronti dei cosiddetti \u201cvicini dei vicini\u201d? Quale il ruolo della Pev all\u2019interno della pi\u00f9 ampia politica estera dell\u2019Ue?<\/p>\n<p><b>Senato, proposte di riforma della Pev<\/b><br \/>\nLa constatazione di partenza del Senato, comune a molti dei contributi circolati in questi mesi sulla politica di vicinato, \u00e8 quello di una eccessiva burocratizzazione della Pev, che sarebbe oggi svincolata da una visione politica sottostante.<\/p>\n<p>Dunque, secondo la Camera Alta, la nuova politica di vicinato dovrebbe s\u00ec inscriversi in un quadro istituzionale unitario &#8211; cos\u00ec come avviene attualmente &#8211; ma dovrebbe essere integrata all\u2019interno della politica estera, di sicurezza e di difesa dell\u2019Ue, e il ruolo dell\u2019Alto Rappresentante e del Servizio Europeo per l\u2019azione esterna (Seae) rafforzato.<\/p>\n<p>\u00c8 interessante notare come questo tema sia evocato da molte autorevoli voci all\u2019interno del dibattito europeo sulla riforma della Pev, le quali auspicano che tale riforma avvenga di pari passo con la revisione della Strategia Europea di Sicurezza.<\/p>\n<p>La specificit\u00e0 italiana emerge soprattutto in merito alla tematica dei \u201cvicini dei vicini\u201d, quella che nel dibattito sulla riforma della Pev \u00e8 forse la pi\u00f9 spinosa e controversa, soprattutto per quanto riguarda il vicinato orientale. Infatti, il coinvolgimento di tali attori nella nuova politica rappresenta per il Senato \u201cun\u2019assoluta necessit\u00e0\u201d, e nonostante la tradizionale priorit\u00e0 accordata dall\u2019Italia al vicinato mediterraneo, la Camera Alta dedica anche alcuni passaggi fondamentali proprio al versante Est.<\/p>\n<p><b>Dialogo critico con la Russia<\/b><br \/>\nSe a Sud l\u2019Assemblea esorta a un rafforzamento del dialogo con i paesi di origine dei flussi migratori, per quanto riguarda il vicinato orientale emerge nella risoluzione l\u2019urgenza di un dialogo ravvicinato e sistematico con la Russia.<\/p>\n<p>Questo approccio appare coerente con la linea adottata dall\u2019Italia nei confronti del grande paese eurasiatico in un momento carico di tensioni come quello che caratterizza le relazioni Russia-Ue negli ultimi anni.<\/p>\n<p>Tale approccio, sintetizzabile nella formula del \u201cdialogo critico\u201d, mira infatti a combinare una certa risolutezza in merito al dossier ucraino e la piena consapevolezza dell\u2019importanza di mantenere dei canali di dialogo con Mosca. Infatti, si legge nella risoluzione, tale dialogo \u201cnon sempre si \u00e8 dispiegato pienamente, come nel caso dell\u2019Accordo di partenariato con l\u2019Ucraina, concluso senza considerazione delle legittime preoccupazioni della Federazione Russa\u201d.<\/p>\n<p>Il Senato s\u2019inserisce inoltre nel dibattito riguardante gli strumenti della Pev affermando la necessit\u00e0 di mitigare il modello del \u201c<i>more for more<\/i>\u201d &#8211; un\u2019espressione di quella condizionalit\u00e0 della Pev da pi\u00f9 parti criticata per la sua incoerenza e la sua scarsa legittimit\u00e0.<\/p>\n<p>Inoltre, prosegue la Camera Alta, se \u00e8 vero che gli accordi di associazione e di libero scambio &#8211; a oggi i due strumenti principali della Pev &#8211; rappresentano l\u2019obiettivo ottimale nei rapporti di vicinato, \u00e8 anche vero che questi non possono essere considerati l\u2019unica loro possibile evoluzione.<\/p>\n<p>Emerge qui tutta la critica all\u2019approccio <i>one-size-fits-all <\/i>che l\u2019Ue non \u00e8 riuscita a scongiurare nel mettere a punto una politica unica destinata a paesi profondamente diversi tra loro, una politica che ad oggi non ha saputo tenere adeguatamente in considerazione le condizioni, i bisogni e le aspirazioni specifici ad ogni paese n\u00e9 gli interessi dell\u2019Ue stessa.<\/p>\n<p>Resta da vedere quanto la Commissione e l\u2019Alta Rappresentante faranno proprio degli input ricevuti dagli Stati membri, ma anche da associazioni, think tank e universit\u00e0, nella riforma di questa politica indirizzata a un vicinato sempre pi\u00f9 turbolento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lungi dall\u2019essere realizzati. 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