{"id":32020,"date":"2015-10-19T00:00:00","date_gmt":"2015-10-18T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-decostruzione-della-terza-intifada\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:41","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:41","slug":"la-decostruzione-della-terza-intifada","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/10\/la-decostruzione-della-terza-intifada\/","title":{"rendered":"La decostruzione della terza intifada"},"content":{"rendered":"<p>Na\u2019alin, Bil\u2019in, Nabi Salih. Sono solo alcuni dei villaggi palestinesi dove da anni \u00e8 in atto una protesta popolare che coinvolge, ogni venerd\u00ec, migliaia di persone, per lo pi\u00f9 palestinesi, ma anche israeliani e cittadini di paesi occidentali.<\/p>\n<p>Eppure larga parte dei nostri mezzi di comunicazione tende a notare o a riferirsi a una sollevazione o \u2018intifada\u2019 solo quando ci sono dei morti, in particolare se si tratta di morti non-palestinesi.<\/p>\n<p>Dunque se nell\u2019ultimo mese non si fossero registrati otto morti israeliani e trentuno palestinesi &#8211; incluse quattordici persone individuate dalle autorit\u00e0 israeliane come terroristi &#8211; in pochi avrebbero fatto riferimento a una \u2018terza intifada\u2019.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 a cui stiamo assistendo, in realt\u00e0, \u00e8 forse l\u2019implosione o il fallimento di una lotta popolare, poco visibile sui nostri mezzi di comunicazione ma non per questo meno significativa, in atto da tempo. Simone Weil sosteneva che \u201cla guerra rivoluzionaria \u00e8 la tomba della rivoluzione\u201d: parole che appaiono pi\u00f9 che mai attuali.<\/p>\n<p><b>Un\u2019anomalia storica<\/b><br \/>Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu lo ha ribadito pi\u00f9 volte: le radici della lotta in corso non sono riconducibili all&#8217;occupazione dei territori palestinesi. Al di l\u00e0 dei diversi punti di vista che si possono avere sulla questione, non si pu\u00f2 negare che questa occupazione rappresenti un\u2019anomalia storica.<\/p>\n<p>A differenza dei curdi, dei baschi, dei tibetani e di altri popoli soggetti all\u2019autorit\u00e0 di paesi esterni, i palestinesi sono sprovvisti da decenni tanto di uno Stato quanto di una cittadinanza. Le \u201cpotenze occupanti\u201d presenti nei contesti citati mantengono s\u00ec i benefici connessi alle loro \u201coccupazioni\u201d, ma si sono assunte delle responsabilit\u00e0 nei riguardi delle popolazioni assoggettate.<\/p>\n<p>\u00c8 corretto sostenere che l\u2019occupazione della Cisgiordania garantisca allo Stato di Israele alcuni benefici in termini di sicurezza. Ci\u00f2 che accade al di l\u00e0 della \u201cLinea Verde\u201d va tuttavia molto al di l\u00e0 di questo aspetto.<\/p>\n<p>Ad esempio, circa il 93% della pietra e delle risorse minerarie estratte da ditte israeliane nei territori palestinesi viene trasportato e utilizzato in Israele. A ci\u00f2 si aggiunga che centinaia di migliaia di palestinesi sono ancora oggi giudicati da tribunali militari e che per percorrere anche solo pochi chilometri all\u2019interno dei territori palestinesi sono sovente obbligati a impiegare ore e ad attraversare numerosi check-point.<\/p>\n<p>Milioni di persone non possono continuare a vivere sine die in questi condizioni; chiunque pensi il contrario, scrisse il sociologo israeliano Baruch Kimmerling, sta sognando.<\/p>\n<p><b>Muri ad personam?<\/b><br \/>Cessare ogni tipo di violenza \u00e8 una priorit\u00e0 assoluta, cos\u00ec come centrale \u00e8 la garanzia della sicurezza dello Stato d\u2019Israele e dei suoi cittadini. Ci\u00f2, tuttavia, deve essere accompagnato anche da altre priorit\u00e0. Sigillare interi quartieri e i suoi abitanti \u00e8 parte e la continuazione del problema, non certo una componente della sua soluzione.<\/p>\n<p>Per rendersene conto basterebbe fare pochi passi nel campo profughi di Shuafat. Sembra un luogo dimenticato dal mondo. Eppure \u00e8 ad appena 4 km dal centro di Gerusalemme, la citt\u00e0 pi\u00f9 contesa della terra. Un posto spettrale, con case dissestate ammassate una sull\u2019altra, spazzatura ovunque, strade sterrate. Fa parte della municipalit\u00e0 di Gerusalemme, ma \u00e8 divisa tanto da quest\u2019ultima quanto dalla Cisgiordania da un muro che la avvolge. Nel campo vivono circa 30mila persone, molti dei quali profughi.<\/p>\n<p><b>Radicalismo e religione<\/b><br \/>A dispetto delle apparenze, il ruolo della religione pu\u00f2 spiegare molto poco ci\u00f2 che sta avvenendo. Si noti ad esempio che movimenti oltranzisti come quello di Hamas hanno poco a che spartire con l\u2019autoproclamatosi \u201cStato islamico\u201d e altri gruppi islamisti.<\/p>\n<p>Al contrario di questi ultimi, privi di legami profondi con le societ\u00e0 che controllano e ispirati da ideologie obsolete, le fazioni palestinesi sono fermamente radicate nella storia della loro terra. Sono il prodotto di numerose decisioni e ideologie sbagliate, ma anche e forse soprattutto di un secolo di sofferenza, oppressione e lotta per l\u2019autodeterminazione.<\/p>\n<p>A ci\u00f2 si aggiunga che oggi pi\u00f9 che mai i leader palestinesi, non eletti e poco rappresentativi, hanno scarsa presa sulla loro gente. La grande maggioranza dei palestinesi non \u00e8 motivata da ci\u00f2 che sostiene un dato esponente politico o religioso, bens\u00ec da ci\u00f2 che vive nella propria vita quotidiana.<\/p>\n<p><b>Sciiti-sunniti e la marginalizzazione del conflitto<\/b><br \/>Sunniti e sciiti, ma anche cristiani, ebrei e altri gruppi religiosi hanno vissuto per secoli nel Mediterraneo orientale raggiungendo un livello di coesistenza superiore a quello registrato in gran parte del resto del mondo.<\/p>\n<p>La tesi dell\u2019esistenza di un conflitto tra sunniti e sciiti che dura da \u201c1400 anni\u201d, sempre pi\u00f9 diffusa ai nostri giorni, \u00e8 in questo senso problematica e tende a non considerare il fatto che l\u2019appartenenza ad una data confessione religiosa \u00e8 stata per secoli solo uno dei tanti modi e sovente non il pi\u00f9 significativo adottati dagli esseri umani presenti nella regione per esprimere le loro identit\u00e0.<\/p>\n<p>Le fratture religiose non sono dunque in grado di spiegare ci\u00f2 che sta avvenendo nella regione, meno ancora le dinamiche legate al contesto israelo-palestinese. Premesso ci\u00f2 e sebbene sia innegabile che l\u2019attualit\u00e0 abbia spostato l\u2019attenzione su altri fronti, la questione israelo-palestinese rimane uno dei fulcri su cui verr\u00e0 deciso il futuro della regione.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Na\u2019alin, Bil\u2019in, Nabi Salih. Sono solo alcuni dei villaggi palestinesi dove da anni \u00e8 in atto una protesta popolare che coinvolge, ogni venerd\u00ec, migliaia di persone, per lo pi\u00f9 palestinesi, ma anche israeliani e cittadini di paesi occidentali. 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