{"id":32030,"date":"2015-10-21T00:00:00","date_gmt":"2015-10-20T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/cina-ed-europa-in-asia-centrale-strategie-a-confronto\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:40","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:40","slug":"cina-ed-europa-in-asia-centrale-strategie-a-confronto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/10\/cina-ed-europa-in-asia-centrale-strategie-a-confronto\/","title":{"rendered":"Cina ed Europa in Asia centrale: strategie a confronto"},"content":{"rendered":"<p>Dal 1991, con la fine dell\u2019Unione sovietica, i paesi che costituiscono l\u2019Asia centrale &#8211; Kazakistan, Uzbekistan, Turkmenistan, Kirghizistan &#8211; sono divenuti sempre pi\u00f9 centrali nel calcolo strategico della Cina e dell\u2019Unione europea (Ue).<\/p>\n<p>Pechino e Bruxelles considerano la regione parte del proprio \u201cvicinato\u201d e competono sia per acquisire influenza politica che per garantirsi l\u2019accesso alle ingenti risorse energetiche presenti nell\u2019area.<\/p>\n<p><b>La strategia cinese in Asia centrale<\/b><br \/>La strategia cinese in Asia centrale persegue quattro obiettivi: (1) sviluppo delle relazioni con i paesi in questione al fine di creare un ambiente regionale stabile che favorisca gli scambi commerciali; (2) accesso alle risorse naturali, soprattutto gas e petrolio; (3) contenimento della presenza americana nell\u2019area; (4) lotta contro il terrorismo islamico che potrebbe destabilizzare le Regioni autonome del Tibet e dello Xinjiang confinanti con l\u2019Asia centrale.<\/p>\n<p>La strategia cinese nell\u2019area ha assunto, negli anni, un pronunciato carattere politico-militare. Pechino si \u00e8 fatta promotrice, dalla met\u00e0 degli anni Novanta, dell\u2019<a href= \"http:\/\/www.sectsco.org\/EN123\/\" target= \"blank\"><b><u>Organizzazione per la cooperazione di Shanghai<\/u><\/b><\/a> (<i>Shanghai Cooperation Organisation<\/i> \u2013 Sco) che include, attualmente, otto membri: i sei originari (Cina, Russia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan) pi\u00f9 India e Pakistan, <a href= \"http:\/\/in.reuters.com\/article\/2015\/07\/11\/china-russia-india-pak-sco-idINKCN0PK20520150711\" target= \"blank\"><b><u> ammessi ufficialmente<\/u><\/b><\/a> quali membri dell\u2019organizzazione il 10 luglio 2015.<\/p>\n<p>Dal 2005, ogni estate i paesi membri compiono esercitazioni militari congiunte, l\u2019ultima delle quali si \u00e8 conclusa alla fine dello scorso mese di agosto.<\/p>\n<p>L\u2019interesse prioritario di Pechino per l\u2019Asia centrale rimane l\u2019accesso alle ingenti risorse energetiche. Queste sono sempre pi\u00f9 importanti per la Cina, che sta accelerando la transizione dal carbone verso petrolio e gas naturale: nel 2014 il carbone &#8211; primo responsabile per gli alti livelli di inquinamento dell\u2019aria nel paese &#8211; ha generato il 64,2% dell\u2019energia consumata in Cina, in calo dal 66% del 2013 e in linea con l\u2019obiettivo governativo di <a href= \"http:\/\/www.eia.gov\/beta\/international\/analysis.cfm?iso=CHN\" target= \"blank\"><b><u>scendere sotto il 62% entro il 2020<\/u><\/b><\/a>.<\/p>\n<p>La Cina importa petrolio dal Kazakistan attraverso un oleodotto inaugurato nel 2009 con una capacit\u00e0 di circa 200.000 barili al giorno. Si calcola che circa il 20% del greggio kazako sia destinato alla Cina.<\/p>\n<p>Dal Turkmenistan la Cina importa gas naturale: un gasdotto costituito da due linee parallele, inaugurato anch\u2019esso nel 2009, trasporta circa 30 miliardi di metri cubi l\u2019anno. Una terza linea \u00e8 in costruzione con una capacit\u00e0 totale potenziale di circa 65 miliardi di metri cubi. Il progetto attraversa l\u2019Uzbekistan e il Kazakistan e prevede un ulteriore apporto di gas da entrambi questi paesi, per un totale di 15 miliardi di metri cubi.<\/p>\n<p>La Cina \u00e8 oggi il primo importatore al mondo di petrolio. Si calcola che la domanda cinese di gas per il 2020 sar\u00e0 di oltre 300 miliardi di metri cubi. Si comprende, pertanto, quanto sia importante l\u2019Asia centrale per Pechino e quanto sia difficile per gli europei tenere testa alla penetrazione cinese nell\u2019area.<\/p>\n<p>La costruzione del doppio gasdotto Turkmenistan-Cina, realizzato fra il 2006 e il 2009, ha infatti spiazzato la Ue che era in trattative da molto pi\u00f9 tempo con il Turkmenistan e ancora non ha finalizzato il progetto che dovr\u00e0 portare il gas turkmeno attraverso il <i>Southern Corridor <\/i> fino in Grecia.<\/p>\n<p><b>La strategia europea in Asia centrale<\/b><br \/>Adottata nel 2007 e aggiornata nel 2012, la strategia della Ue per l\u2019Asia centrale si propone quattro obiettivi: (1) conseguire la stabilit\u00e0 e la prosperit\u00e0 nella regione; (2) promuovere lo sviluppo di societ\u00e0 aperte, lo Stato di diritto, la democratizzazione e la protezione dei diritti umani fondamentali; (3) contribuire alla sicurezza regionale e alla lotta al terrorismo islamico; (4) garantirsi l\u2019accesso alle risorse energetiche di quei paesi.<\/p>\n<p>Il momento di svolta nelle relazioni tra la Ue e le ex-Repubbliche sovietiche centro-asiatiche \u00e8 stato il semestre di presidenza europea della Germania (gennaio-giugno 2007), al termine del quale \u00e8 stata varata la nuova strategia europea verso l\u2019Asia centrale. La Ue ha inserito la regione nella propria Politica di vicinato \u201crafforzata\u201d, conferendo all\u2019area una nuova rilevanza nella sua visione strategica.<\/p>\n<p>Il 22 giugno 2015 sono state rese note le <a href= \"http:\/\/www.consilium.europa.eu\/it\/press\/press-releases\/2015\/06\/22-fac-central-asia-conclusions\" target= \"blank\"><b><u> conclusioni<\/u><\/b><\/a> del Consiglio Affari esteri che ha ulteriormente rivisto la strategia della Ue per l\u2019Asia centrale dopo che il 15 aprile 2015 il Consiglio della Ue aveva <a href= \"http:\/\/www.consilium.europa.eu\/it\/press\/press-releases\/2015\/04\/15-new-eu-special-representative-for-central-asia\/\" target= \"blank\"><b><u>nominato<\/u><\/b><\/a> Peter Burian (ex-sottosegretario presso il Ministero slovacco degli Affari esteri) rappresentante speciale dell\u2019Ue per l\u2019Asia centrale con il compito di promuovere il coordinamento politico delle varie attivit\u00e0 e programmi europei e monitorare l\u2019attuazione complessiva della strategia Ue. Il suo primo mandato scadr\u00e0 il 30 aprile 2016.<\/p>\n<p>La dotazione globale per la cooperazione bilaterale e regionale della Ue con l\u2019Asia centrale per il periodo di programmazione 2014-20 \u00e8 di 1,068 miliardi di euro, un incremento del 56% rispetto al periodo 2007-2013.<\/p>\n<p>L&#8217;assistenza \u00e8 incentrata sull&#8217;istruzione, la sicurezza regionale, la gestione sostenibile delle risorse naturali e lo sviluppo socio-economico. A differenza della Cina, la strategia della Ue pone particolare attenzione al rispetto dei diritti umani e delle libert\u00e0 fondamentali.<\/p>\n<p>Lo strumento europeo per la democrazia e i diritti umani funziona in tutti i paesi dell\u2019area ad eccezione dell&#8217;Uzbekistan e del Turkmenistan, dove le organizzazioni della societ\u00e0 civile sono presenti in un numero troppo esiguo, sono poco organizzate e sottoposte a rigidi controlli.<\/p>\n<p>Anche per l\u2019Europa, comunque, la dimensione economica rimane centrale, in particolare l\u2019accesso agli idrocarburi di Kazakistan e Turkmenistan. \u00c8 soprattutto con questi due paesi che la Ue ha sviluppato le relazioni commerciali pi\u00f9 intense negli ultimi anni (con gli altri paesi dell\u2019area gli scambi rimangono alquanto limitati).<\/p>\n<p>Nell\u2019ottobre 2014 si sono conclusi i negoziati per un nuovo e rafforzato <a href= \"http:\/\/trade.ec.europa.eu\/doclib\/press\/index.cfm?id=1241\" target= \"blank\"><b><u>Accordo di partenariato e cooperazione<\/u><\/b><\/a> (Apc) con il Kazakistan, che dovrebbe essere firmato entro la fine del 2015, mentre i negoziati con il Turkmenistan sono ancora in corso.<\/p>\n<p>Nonostante abbia inserito l\u2019Asia centrale nella sua politica di vicinato \u201crafforzata\u201d, la Ue rimane un attore complessivamente marginale nella regione, soprattutto rispetto a una Cina che \u00e8 diventata il primo partner commerciale di tutti i paesi dell\u2019area.<\/p>\n<p>Il progetto di una \u201cCintura economica della via della seta\u201d annunciato da XiJinping nel novembre 2013 e che interessa tutta l\u2019Asia centrale pu\u00f2 sicuramente presentare opportunit\u00e0 per sinergie tra Bruxelles e Pechino &#8211; in particolare per lo sviluppo delle infrastrutture e il mantenimento della sicurezza regionale. Cina ed Europa rimangono, per\u00f2, in definitiva, competitori nella regione, sia sul piano economico e strategico, che su quello dei valori.<\/p>\n<p><i><font size=\"1\">Articolo pubblicato su <a href= \" http:\/\/www.iai.it\/it\/pubblicazioni\/orizzontecina-vi-n-4-luglio-agosto-2015\" target= \"blank\"><b><u> OrizzonteCina<\/u><\/b><\/a>, rivista online sulla Cina contemporanea a cura di Torino World Affairs Institute e Istituto Affari Internazionali<\/i><\/font>.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 1991, con la fine dell\u2019Unione sovietica, i paesi che costituiscono l\u2019Asia centrale &#8211; Kazakistan, Uzbekistan, Turkmenistan, Kirghizistan &#8211; sono divenuti sempre pi\u00f9 centrali nel calcolo strategico della Cina e dell\u2019Unione europea (Ue). 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