{"id":32040,"date":"2015-10-21T00:00:00","date_gmt":"2015-10-20T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/siria-echi-di-una-nuova-guerra-fredda\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:40","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:40","slug":"siria-echi-di-una-nuova-guerra-fredda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/10\/siria-echi-di-una-nuova-guerra-fredda\/","title":{"rendered":"Siria, echi di una nuova guerra fredda"},"content":{"rendered":"<p>In una sorta di riedizione della guerra afghana degli anni ottanta, sul fronte siriano forze governative armate da Mosca e sostenute dagli aerei russi si scontrano con gruppi ribelli dotati di sofisticati missili anticarro\u201cmade in Usa\u201d. <\/p>\n<p>Secondo autorevoli quotidiani statunitensi, tali missili stanno giungendo ai ribelli tramite Riyadh, con il tacito consenso di Washington. Il presidente Barack Obama aveva escluso la possibilit\u00e0 che gli Usa si impegnassero in una \u201cguerra per procura\u201d con i russi in Siria, ma le cose sembrano andare diversamente.<\/p>\n<p><b>La rischiosa scommessa di Mosca<\/b><br \/>Sebbene l\u2019intervento russo abbia l\u2019obiettivo primario di puntellare militarmente il vacillante regime del presidente Bashar al-Assad, il Cremlino punta tuttora su un processo diplomatico per risolvere la crisi.<\/p>\n<p>Mosca \u00e8 consapevole della necessit\u00e0 di riformare il regime secondo criteri pi\u00f9 inclusivi, ed \u00e8 pronta a fare a meno di Assad a un certo punto della transizione, purch\u00e9 essa garantisca la sopravvivenza di uno stato laico che rimanga nell\u2019orbita russa. <\/p>\n<p>I punti deboli del piano di Mosca stanno nella riluttanza del regime a intraprendere un percorso di riforma, e nella difficolt\u00e0 di trovare all\u2019interno della maggioranza sunnita un interlocutore sufficientemente rappresentativo disposto a negoziare una condivisone del potere con l\u2019\u00e9lite alawita. <\/p>\n<p>Inoltre, se l\u2019intervento militare russo punta ad evitare un tracollo delle strutture dello stato, esso tuttavia polarizza ulteriormente il conflitto. Il sostegno dato ad Assad, la ventilata collaborazione con i curdi contro il sedicente Califfato, e l\u2019ostacolo militare posto al progetto turco di <i>no-fly zone<\/i>, pongono Mosca in rotta di collisione con Ankara.<\/p>\n<p>L\u2019alleanza stretta da Mosca con l\u2019Iran ed Hezbollah, e il bombardamento russo di gruppi come Al-Nusra e Ahrar al-Sham, riconducibili all\u2019Islam radicale, ma appoggiati da Turchia e Qatar, suscitano la collera di Riyadh e Doha oltre a quella di Ankara. Questi tre paesi sono intenzionati in diversa misuraa rafforzare il loro sostegno a tali gruppi. <\/p>\n<p>Il patto tra Russia ortodossa e Iran sciita a difesa di Assad \u00e8 poi destinato a suscitare una nuova mobilitazione spontanea di \u201ccombattenti stranieri\u201d dai paesi sunniti verso la Siria. <\/p>\n<p>Se Mosca d\u00e0 l\u2019impressione di schierarsi dalla parte degli sciiti nel conflitto settario regionale, ci\u00f2 potrebbe avere ricadute all\u2019interno della Russia stessa, che ospita 15-20 milioni di musulmani principalmente sunniti.<\/p>\n<p>Il Cremlino sta cercando di limitare i rischi attraverso sforzi diplomatici, proponendosi anche a Israele come contrappeso all\u2019influenza iraniana in Siria. <\/p>\n<p><b>Usa ago della bilancia<\/b><br \/>Tuttavia, solo con l\u2019appoggio degli Stati Uniti il piano russo avrebbe speranze di successo. Solo insieme Washington e Mosca sarebbero in grado di garantire il giusto mix di incentivi e fattori deterrenti in grado di tenere a bada Arabia Saudita, Qatar e Turchia da un lato e l\u2019Iran dall\u2019altro.<\/p>\n<p>Una simile collaborazione appare per\u00f2 difficile. Gli Stati Uniti hanno sempre fatto parte del fronte che voleva rimuovere Assad, per allontanare Damasco dalla sfera d\u2019influenza iraniana prim\u2019ancora che da quella russa. <\/p>\n<p>Solo recentemente si sono mostrati disponibili a ipotizzare una temporanea permanenza al potere dell\u2019attuale presidente durante la transizione politica.<\/p>\n<p>Il bombardamento russo dei cosiddetti ribelli \u201cmoderati\u201d ha gettato nuova luce sull\u2019impegno statunitense contro Assad. Un piano segreto della Cia, ben pi\u00f9 corposo di quello \u201cpubblico\u201d e fallimentare del Pentagono per combattere il sedicente Califfato, ha addestrato e armato 10mila uomini negli ultimi due anni in chiave anti-regime.<\/p>\n<p>Tali ribelli rimangono tuttavia subordinati a gruppi estremisti come Ahrar al-Sham e Al-Nusra, verso i quali si \u00e8 registrato un costante travaso di uomini e armi. <\/p>\n<p>Secondo Mosca, il piano statunitense ha solo contribuito a prolungare il conflitto, erodendo ulteriormente quelle istituzioni statali che anche a giudizio di Washington dovrebbero essere preservate.<\/p>\n<p>Con l\u2019apporto determinante delle monarchie del Golfo e della Turchia, ci\u00f2 ha portato al radicamento in Siria di un estremismo che non rappresenta alcuna reale alternativa alla brutalit\u00e0 di Assad.<\/p>\n<p><b>Schiaffo di Mosca a Washigton<\/b><br \/>L\u2019intervento militare russo, per\u00f2, \u00e8 stato uno schiaffo nei confronti di Washington, riducendo ulteriormente le possibilit\u00e0 di convergenza fra le due potenze. Esso ha colto di sorpresa l\u2019intelligence statunitense per rapidit\u00e0 ed efficienza.<\/p>\n<p>L\u2019impressionante lancio di missili cruise dal Caspio per colpire postazioni ribelli in Siria \u00e8 un messaggio che va ben al di l\u00e0 del conflitto siriano, e lascia intendere che il Cremlino \u00e8 pronto a sfidare anche militarmente il \u201cprimato\u201d di Washington.<\/p>\n<p>Come sottolineato dal presidente Vladimir Putin nel suo recente discorso all\u2019Assemblea generale dell\u2019Onu, Mosca ritiene gli Stati Uniti responsabili del caos mediorientale e non li considera pi\u00f9 un partner affidabile nella definizione di un ordine mondiale giusto e condiviso. Lo strappo siriano va a sommarsi a quello consumatosi in Ucraina. <\/p>\n<p>Dal canto suo Washington, oltre a permettere all\u2019alleato saudita di inviare missili anticarro statunitensi ai gruppi anti-Assad, ha allentato i criteri di selezione dei ribelli, accrescendo cos\u00ec il rischio di \u201carruolare\u201d jihadisti tra le file dei \u201cmoderati\u201d. <\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 fa temere una nuova radicalizzazione del conflitto e un\u2019ulteriore destabilizzazione regionale, in un panorama di accresciute tensioni internazionali.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In una sorta di riedizione della guerra afghana degli anni ottanta, sul fronte siriano forze governative armate da Mosca e sostenute dagli aerei russi si scontrano con gruppi ribelli dotati di sofisticati missili anticarro\u201cmade in Usa\u201d. Secondo autorevoli quotidiani statunitensi, tali missili stanno giungendo ai ribelli tramite Riyadh, con il tacito consenso di Washington. 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