{"id":32070,"date":"2015-10-24T00:00:00","date_gmt":"2015-10-23T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/legitto-normalizzato-al-voto-parlamentare\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:39","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:39","slug":"legitto-normalizzato-al-voto-parlamentare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/10\/legitto-normalizzato-al-voto-parlamentare\/","title":{"rendered":"L\u2019Egitto normalizzato al voto parlamentare"},"content":{"rendered":"<p>Da tre anni privo di legislativo, l\u2019Egitto sta eleggendo il parlamento pi\u00f9 grande della sua storia: 596 deputati, 124 in pi\u00f9 rispetto alla vecchia assemblea. <\/p>\n<p>Durante due tornate elettorali, quella terminata il 19 ottobre e quella che si terr\u00e0 il 22-23 novembre, gli elettori sceglieranno tra i candidati individuali (448) e di lista (120), ai quali si sommeranno i 28 parlamentari nominati dal presidente Abdel Fattah al-Sisi. <\/p>\n<p>Numeri a parte per\u00f2, poche le novit\u00e0 che si attendono dalle urne. Con un risultato scontato, il dato pi\u00f9 atteso \u00e8 quello dell\u2019affluenza.<\/p>\n<p>Tutto questo nonostante la lunga attesa alla quale sono stati costretti gli egiziani, privati del loro organo legislativo praticamente dal gennaio 2011. In questo lasso di tempo, a legiferare \u00e8 stato esclusivamente il potere esecutivo, che si \u00e8 servito dello strumento del decreto. <\/p>\n<p>Da quando \u00e8 diventato capo dello Stato, Al-Sisi esercita non solo il potere esecutivo &#8211; come previsto dal suo mandato &#8211; ma anche quello legislativo, che \u00e8 ancora formalmente nelle mani di nessuno. Ecco perch\u00e9 molti analisti si chiedono quanto l\u2019ex-generale senta davvero il bisogno &#8211; immagine internazionale a parte &#8211; di un\u2019assemblea con la quale confrontarsi.<\/p>\n<p><b>Gattopardi dentro, Fratelli fuori<\/b><br \/>\u00c8 comunque un parlamento per il quale competono soprattutto candidati individuali che provengono dai circoli del vecchio regime. Mubarak \u00e8 stato deposto, la sede del suo partito bruciata dai rivoluzionari, ma quasi la met\u00e0 dei candidati a queste elezioni ha per anni camminato nei corridoi del National Democratic Party, NDP. <\/p>\n<p>E se si passa ad osservare le liste, il quadro non cambia di molto. Quella pi\u00f9 accreditata, \u201cFor the Love of Egypt\u201d, \u00e8 composta soprattutto da vecchi ufficiali, rappresentanti dell\u2019intelligence, ex-membri dell\u2019NDP, giornalisti e intellettuali vicini ai militari e al presidente. <\/p>\n<p>Ad affiancarli \u00e8 la lista dell\u2019\u201cEgyptian Front\u201d che insieme all\u2019\u201cIndependence Current\u201d candida altri ex membri dell\u2019NDP pi\u00f9 vicini all\u2019ala di Ahmed Shafiq, ultimo premier di Mubarak. <\/p>\n<p>Visto che la frastagliata opposizione di sinistra sta ancora valutando se boicottare o meno i seggi, gli unici avversari del \u201cnuovo\u201d regime sono i salafiti di Al-Nour che hanno invitato anche i copti a scendere in campo con loro, provocando l\u2019ira e le critiche del capo della chiesa copta, Papa Tawadros. <\/p>\n<p>Forte in alcune regioni storicamente pi\u00f9 vicine agli islamisti, Al-Nour non potr\u00e0 per\u00f2 contare sui voti degli ex-elettori della Fratellanza musulmana, i cugini che ha contribuito a fare uscire di scena &#8211; partecipando alle manifestazioni del luglio 2013, conclusesi con la deposizione del presidente islamista Mohammed Morsi.<\/p>\n<p>I Fratelli musulmani sono nuovamente confinati, dal dicembre 2013, alla clandestinit\u00e0 ed esclusi dalla vita politica del paese, perch\u00e9 ritenuti un\u2019organizzazione terroristica. Stanno ora cercando di riorganizzare la loro leadership sconvolta da retate, arresti e condanne di morte di massa (poche delle quali eseguite, ma pur sempre comminate in gran numero e in modo sommario). <\/p>\n<p>La Fratellanza deve poi fare i conti con uno scontro interno che rischia di cambiare il carattere dell\u2019organizzazione. Infatti, mentre quanti sono riusciti a scappare si sono rifugiati in Qatar e Turchia da dove cercano di coordinare la loro resistenza, chi \u00e8 rimasto in Egitto non \u00e8 disposto a cedere le redini del movimento che si \u00e8 dovuto per\u00f2 riorganizzare, affrontando la necessit\u00e0 di agire nuovamente solo in modalit\u00e0 clandestina.<\/p>\n<p><b>La Fratellanza Musulmana riorganizza la sua leadership<\/b><br \/>All\u2019interno del paese, la riorganizzazione della leadership  \u00e8 passata attraverso un processo di consultazione interno che ha portato all\u2019elezione, nel febbraio 2014, di una commissione per la gestione della crisi. <\/p>\n<p>Anche se Mohammed Badie &#8211; guida suprema del movimento, condannato a morte e in prigione dal 2013 &#8211; \u00e8 stato confermato leader spirituale, i militanti hanno eletto anche il vertice di quella che chiamano la \u201ccommissione per la gestione della crisi\u201d. L\u2019organo \u00e8 coadiuvato da un segretario incaricato di supervisionare le questioni prettamente organizzative e da un ufficio per gestire gli affari esteri della Fratellanza.<\/p>\n<p>Secondo Georges Fahmy, ricercatore egiziano presso il Carnegie Middle East Center di Beirut, con queste nuove elezioni si sarebbe sostituito il 65% della leadership. Il 90% di queste <i>new entry <\/i>sarebbero giovani, ovvero quei quarantenni che solo tre anni fa la vecchia leadership considerava troppo freschi per far parte dell\u2019esecutivo del movimento.<\/p>\n<p>Questo cambiamento ha avuto un riflesso immediato sulla tattica politica della Confraternita. Ritenendo fallimentare la gestione dei loro predecessori, sembra che i pi\u00f9 giovani non si facciano scrupoli a tornare alla lotta armata, caratteristica della Fratellanza dei primi decenni. Per ora l\u2019obiettivo sembra quello di farne un uso limitato, ricorrendovi solo per operazioni che mirano a colpire il regime, ma non nei confronti di civili. <\/p>\n<p>Anche questo approccio sembra per\u00f2 ora essere messo in discussione da un recente comunicato ai media, inviato dagli organi di comunicazione della Fratellanza stessa, che \u00e8 critico nei confronti dell\u2019attuale gestione. <\/p>\n<p>Secondo quanto scritto in questo messaggio, sulla cui autenticit\u00e0 si \u00e8 aperto un dibattito che ha coinvolto Fratelli egiziani, londinesi, qaterini e turchi, la Confraternita dovrebbe rivedere la sua tattica, pensando magari di partecipare alla competizione politica in base a qualche forma di accordo con gli altri partiti ammessi.<\/p>\n<p><b>Apatia popolare attorno al voto<\/b><br \/>Per il momento per\u00f2, la principale forza di opposizione al regime non ci sar\u00e0 e questo render\u00e0 le prossime elezioni prive di una vera competizione. A partecipare, e quindi anche a vincere, saranno soprattutto candidati collusi con il vecchio regime e con una buona disponibilit\u00e0 economica che ha permesso loro di condurre una campagna elettorale, per quanto blanda. <\/p>\n<p>A mostrarlo sono anche i numeri dei candidati. Se nel 2011, all\u2019indomani della rivoluzione, a competere erano state oltre 10.000 persone, ora che i seggi da riempire sono ancora di pi\u00f9, i candidati individuali sono circa 5.400, pochi di pi\u00f9 rispetto ai 5.100 del 2005 (una delle elezioni pi\u00f9 nere dell\u2019epoca di Mubarak).<\/p>\n<p>Ed \u00e8 possibile che questo scarso entusiasmo si rifletta anche sulla partecipazione elettorale. Una fetta della popolazione non trover\u00e0 i suoi candidati, e d\u2019altra parte quanti sostengono il regime sanno che questo trionfer\u00e0 anche senza il loro voto. Tutto ci\u00f2 potrebbe quindi influire sull\u2019unica vera variabile ancora incerta del voto, cio\u00e8 il tasso di affluenza alle urne.<\/p>\n<p>Per il resto ci prepariamo a un quadro gi\u00e0 visto: elezioni non realmente competitive, dove a giocarsela saranno solo quanti ne hanno la possibilit\u00e0 &#8211; politica ed economica. A cui seguir\u00e0 la nascita di un parlamento acquiescente. \u00c8 per questo che Al-Sisi non sembra troppo preoccupato di vedere limitato il suo potere da un legislativo che molto probabilmente si limiter\u00e0 a timbrare e avallare le sue decisioni.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da tre anni privo di legislativo, l\u2019Egitto sta eleggendo il parlamento pi\u00f9 grande della sua storia: 596 deputati, 124 in pi\u00f9 rispetto alla vecchia assemblea. 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