{"id":32090,"date":"2015-10-27T00:00:00","date_gmt":"2015-10-26T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/democratici-tutti-con-hillary-repubblicani-tutti-contro-trump\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:38","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:38","slug":"democratici-tutti-con-hillary-repubblicani-tutti-contro-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/10\/democratici-tutti-con-hillary-repubblicani-tutti-contro-trump\/","title":{"rendered":"Democratici tutti con Hillary, repubblicani tutti contro Trump"},"content":{"rendered":"<p>A cento giorni dall\u2019inizio delle primarie, con le assemblee dello Iowa il 1\u00b0 febbraio, e a poco pi\u00f9 d\u2019un anno dall\u2019Election Day, fissato per l\u20198 novembre, le campagne democratica e repubblicana vivono due momenti totalmente diversi.<\/p>\n<p>Fra i democratici, Hillary Rodham Clinton ha straordinariamente rafforzato, nel giro di dieci giorni, il suo ruolo di favorita, al punto da figurare ora quasi come \u2018candidata unica\u2019. Fra i repubblicani, invece, il plotone degli aspiranti alla nomination resta nutrito &#8211; sono ben 15 &#8211; e molto sgranato nei sondaggi.<\/p>\n<p>E comincia a delinearsi una mobilitazione di partito per frenare la corsa in testa del repubblicano Donald Trump: lo showman e magnate dell\u2019immobiliare continua a inimicarsi fette dell\u2019elettorato non indifferenti, come donne e ispanici, compiacendo qualunquisti e populisti (quelli che alle urne poi non ci vanno).<\/p>\n<p><b>Democratici: la candidata c\u2019\u00e8<\/b><br \/>La posizione di Hillary, che pareva vacillante, \u00e8 stata successivamente rafforzata da tre fatti. Primo. la sua prestazione nel dibattito televisivo da cui \u00e8 uscita vincitrice, anche grazie all\u2019onest\u00e0 intellettuale del suo principale rivale, il senatore del Vermont Bernie Sanders, un indipendente \u2018socialista\u2019, che ha smontato le polemiche contro l\u2019ex first lady agitate dai repubblicani (\u201cBasta con \u2018sta storia delle email &#8211; ha detto -: parliamo di ci\u00f2 che interessa gli americani, parliamo dei 27 milioni di persone che vivono sotto la soglia di povert\u00e0\u201d).<\/p>\n<p>Secondo: la decisione del vice-presidente Joe Biden, forse pure influenzata dalla sua performance televisiva, di non scendere in lizza.<\/p>\n<p>Terzo: la calma e convincente testimonianza resa per 11 ore davanti alla Commissione d\u2019Inchiesta del Senato sui fatti dell\u201911 settembre 2011, quando lei era segretario di Stato. Quelli che costarono la vita all\u2019ambasciatore Usa in Libia Christophere Stevens e ad altri cittadini americani.<\/p>\n<p>Sia nel dibattito che di fronte alla Commissione d\u2019Inchiesta, Hillary \u00e8 parsa molto presidenziale, fugando alcuni dubbi sulla sua tenuta insinuatisi durante l\u2019estate. In lizza con lei, oltre a Sanders, troppo a sinistra per essere candidabile, resta solo un comprimario, l\u2019ex governatore del Maryland Thomas O\u2019Malley.<\/p>\n<p>Con una punta d\u2019invidia, il politologo repubblicano Fergus Cullen constata: \u201cIn due settimane, Hillary s\u2019\u00e8 trasformata da incerta battistrada in candidata quasi sicura\u201d, da \u2018ferro vecchio\u2019 usurata dalla politica e dalle polemiche a indomita combattente.<\/p>\n<p>La situazione non \u00e8 per\u00f2 senza rischi, per la Clinton e per i democratici: senza Biden in campo, Hillary dovr\u00e0 continuare a logorarsi facendo la corsa in testa, unico bersaglio di tutti gli attacchi; e se lei \u2018fora\u2019, o inciampa in qualche scheletro nell\u2019armadio o in quella nemica perfida che \u00e8 l\u2019antipatia che suscita in parte dell\u2019elettorato, i democratici non hanno una ruota di scorta pronta.<\/p>\n<p><b>Repubblicani: candidato cercasi<\/b><br \/>Diversa, se non opposta, la situazione fra i repubblicani: c\u2019\u00e8 una pletora di aspiranti alla nomination e, in testa alla corsa, ci sono i campioni dell\u2019anti-politica che il partito giudica votati alla sconfitta nelle elezioni.<\/p>\n<p>Intanto, al Congresso i deputati gettano benzina sul rogo del qualunquismo, non riuscendo a decidere chi debba essere il nuovo speaker, dopo le brusche dimissioni di John Boehner, esasperato dalle divisioni intestine e dagli attacchi degli iper-conservatori e del Tea Party.<\/p>\n<p>Le difficolt\u00e0 di Jeb Bush, non solo nei sondaggi, ma anche economiche, indeboliscono la convinzione che alla fine l\u2019ex governatore della Florida, il candidato preferito dall\u2019establishment, riesca a emergere come vincitore: gli ci vuole un colpo d\u2019ala alla Clinton &#8211; il terzo dibattito televisivo gliene offre l\u2019opportunit\u00e0 a breve.<\/p>\n<p><b>Campagna anti-Trump<\/b><br \/>E cos\u00ec c\u2019\u00e8 chi si mobilita per organizzare almeno una campagna anti-Trump, nel tentativo d\u2019evitare che i danni fatti da \u2018pel di carota\u2019 Danny diventino irreparabili.<\/p>\n<p>Secondo <i>The Club for Growth<\/i>, influente gruppo conservatore basato a Washington, che ha speso un milione di dollari in annunci contro Trump, recenti sondaggi nello Iowa mostrano che la leadership dello showman s\u2019indebolisce. E molti pensano che la sua ascesa sia in stallo, che la sua corsa si sia fermata. Anche qui, il dibattito sar\u00e0 una cartina di tornasole.<\/p>\n<p>Secondo Fred Malek, un donatore repubblicano citato dall\u2019Associated press, \u201ca questo punto non c\u2019\u00e8 una singola alternativa a Trump\u201d: nessuno dei presunti tenori repubblicani, come i senatori Marco Rubio e Ted Cruz o il governatore Chris Christie, senza dimenticare Bush, va in doppia cifra nei sondaggi.<\/p>\n<p>Ci vorrebbe il balzo in avanti di qualcuno, magari al prossimo dibattito. Perch\u00e9, se no, l\u2019avversario di Trump \u00e8 Ben Carson, un ex neuro-chirurgo nero, iper-conservatore e senza esperienza politica, che nei sondaggi si attesta attorno al 20% e che \u00e8 capace d\u2019attirare fondi.<\/p>\n<p>Un po\u2019 come saltare dalla padella sulla brace.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cento giorni dall\u2019inizio delle primarie, con le assemblee dello Iowa il 1\u00b0 febbraio, e a poco pi\u00f9 d\u2019un anno dall\u2019Election Day, fissato per l\u20198 novembre, le campagne democratica e repubblicana vivono due momenti totalmente diversi. Fra i democratici, Hillary Rodham Clinton ha straordinariamente rafforzato, nel giro di dieci giorni, il suo ruolo di favorita, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[170,85,109,169],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32090"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32090"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32090\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63490,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32090\/revisions\/63490"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32090"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32090"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32090"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}