{"id":32100,"date":"2015-10-28T00:00:00","date_gmt":"2015-10-27T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/geopolitica-dei-gasdotti-i-progetti-di-gazprom\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:38","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:38","slug":"geopolitica-dei-gasdotti-i-progetti-di-gazprom","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/10\/geopolitica-dei-gasdotti-i-progetti-di-gazprom\/","title":{"rendered":"Geopolitica dei gasdotti, i progetti di Gazprom"},"content":{"rendered":"<p>Nord Stream 2 e Turkish Stream. Sono questi i gasdotti messi in cantiere da Vladimir Putin per ridurre l\u2019influenza dell\u2019Ucraina sulle sue esportazioni di gas verso l\u2019Unione europea, Ue. <\/p>\n<p>Nel primo caso, si tratta dello sdoppiamento di un gasdotto gi\u00e0 esistente, il Nord Stream, che ne espanderebbe la capacit\u00e0 da 55 a 110 miliardi di metri cubi l\u2019anno. Il Turkish Stream invece trasporterebbe 63 miliardi di metri cubi annui dalla costa russa sul Mar Nero alla Turchia occidentale, e da l\u00ec si collegherebbe ai mercati europei.<\/p>\n<p>Con la realizzazione dei due gasdotti, la Russia punta a sospendere completamente il transito del proprio gas in territorio ucraino entro il 2019.<\/p>\n<p>Tuttavia, il progetto Nord Stream 2 dovrebbe prima ottenere l\u2019assenso della Commissione Europea, che al momento pare poco propensa a sostenere nuovi progetti infrastrutturali che coinvolgono Gazprom. Bruxelles non vede di buon occhio nemmeno Turkish Stream; i Paesi europei dovrebbero infatti investire ingenti somme nelle infrastrutture necessarie a collegarlo ai mercati europei. <\/p>\n<p><b>I paletti del Terzo pacchetto energia <\/b><br \/>Oltre alle questioni economiche, la legislazione europea costituisce il principale ostacolo ai progetti russi. Secondo le norme del Terzo pacchetto energia (un insieme di direttive e regolamenti adottati dalla Ue nel 2009), la produzione e la trasmissione del gas devono essere gestite da entit\u00e0 separate. <\/p>\n<p>Nel caso specifico di Nord Stream 2, questa regola implica che Gazprom, in quanto proprietaria della produzione del gas, dovrebbe cedere il controllo della rete di trasmissione in territorio Ue.<\/p>\n<p>In alternativa, la compagnia russa dovrebbe ottenere un\u2019esenzione dal Terzo pacchetto energia, come avvenuto per la prima sezione del gasdotto Nord Stream. Considerate le tensioni tra Mosca e Bruxelles, al momento \u00e8 per\u00f2 poco probabile che la Commissione conceda nuove esenzioni a Gazprom.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, nell\u2019aprile 2014 la compagnia russa ha aperto un contenzioso con la Ue presso l\u2019Organizzazione mondiale del commercio, nel quale sostiene che le regole del Terzo pacchetto energia danneggiano ingiustamente i suoi interessi. <\/p>\n<p><b>Presunto monopolio di Gazprom<\/b><br \/>La disputa sul Terzo pacchetto energia si aggiunge a quella, ancora pi\u00f9 rilevante, relativa alle presunte politiche monopolistiche di Gazprom nell\u2019Europa centro-orientale.<\/p>\n<p>Nel settembre 2012, la Commissione europea ha aperto un\u2019indagine su una possibile violazione da parte di Gazprom degli articoli 101 e 102 del Trattato sul funzionamento dell\u2019Ue riguardanti la concorrenza e l\u2019abuso di posizioni dominanti nel mercato europeo. <\/p>\n<p>Lo scorso aprile, il Commissario europeo, Margrethe Vestager, ha deciso di portare avanti l\u2019indagine. In particolare, la Commissione accusa Gazprom di aver imposto clausole di destinazione negli accordi di vendita del gas coi Paesi dell\u2019Europa centro-orientale, dove Gazprom ha una posizione dominante. <\/p>\n<p>Vietando la rivendita del gas russo, tali clausole avrebbero permesso alla compagnia di imporre prezzi differenziati sui diversi mercati nazionali.<\/p>\n<p>Sempre secondo la Commissione, le differenze di prezzo non sarebbero spiegate da diversi costi di trasmissione del gas, ma da una strategia di \u2018divide et impera\u2019 dei mercati attuata da Gazprom.<\/p>\n<p><b>Dipendenza europea dal gas russo<\/b><br \/>Nei prossimi mesi, la compagnia potrebbe raggiungere un accordo con la Commissione, correggendo o eliminando le pratiche contestate. Eviterebbe cos\u00ec che il contenzioso prosegua per vie legali dall\u2019esito potenzialmente negativo (con multe persino di diversi miliardi di euro). Gazprom ha le risorse per adeguare le sue strategie commerciali alle regole della Ue e al contempo continuare a esportare con buoni margini di profitto sul mercato europeo. <\/p>\n<p>D\u2019altra parte, l\u2019Ue non pu\u00f2 fare a meno del gas russo, quanto meno per i prossimi 15-20 anni. Per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO&#8322;, la Ue necessita di gas a basso prezzo come fonte alternativa a combustibili fossili pi\u00f9 inquinanti (carbone e petrolio in primis). <\/p>\n<p>Allo stesso tempo, i Paesi europei dovrebbero investire le risorse disponibili nelle energie rinnovabili, il cui sviluppo permetterebbe una crescita sostenibile e la riduzione della dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili esteri.<\/p>\n<p><i><font size=\"1\">Questo articolo \u00e8 tratto da un\u2019analisi pi\u00f9 ampia delle relazioni tra Ue e Russia nel settore del gas. Lo studio \u00e8 <a href= \"http:\/\/www.fiia.fi\/en\/publication\/533\/the_eu-russia_gas_relationship\/\" target= \"blank\"><b><u>qui<\/u><\/b><\/a> disponibile<\/i><\/font>.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nord Stream 2 e Turkish Stream. Sono questi i gasdotti messi in cantiere da Vladimir Putin per ridurre l\u2019influenza dell\u2019Ucraina sulle sue esportazioni di gas verso l\u2019Unione europea, Ue. Nel primo caso, si tratta dello sdoppiamento di un gasdotto gi\u00e0 esistente, il Nord Stream, che ne espanderebbe la capacit\u00e0 da 55 a 110 miliardi di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[86,108,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32100"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32100"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32100\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62096,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32100\/revisions\/62096"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32100"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32100"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32100"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}