{"id":32140,"date":"2015-10-30T00:00:00","date_gmt":"2015-10-29T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/i-sauditi-e-limpossibile-equazione-mediorientale\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:37","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:37","slug":"i-sauditi-e-limpossibile-equazione-mediorientale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/10\/i-sauditi-e-limpossibile-equazione-mediorientale\/","title":{"rendered":"I sauditi e l\u2019impossibile equazione mediorientale"},"content":{"rendered":"<p>Per l\u2019Arabia Saudita, risolvere l\u2019equazione geopolitica mediorientale diventa sempre pi\u00f9 arduo. Infatti, nuove variabili stanno complicando il puzzle: il crescente coinvolgimento militare della <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3183\" target= \"blank\"><b><u>Russia in Siria<\/u><\/b><\/a>, i contrasti con l\u2019Egitto del presidente Abdel Fattah Al-Sisi in merito ai rapporti con la Fratellanza Musulmana, la logorante campagna militare in Yemen. <\/p>\n<p>Inoltre, il Senato statunitense ha frenato la fornitura di munizioni di alta precisione ai sauditi e l\u2019Iran ha testato un missile a lungo raggio in grado di raggiungere la riva arabica del Golfo. Mentre Usa-Ue-Onu si apprestano a rimuovere le sanzioni economiche contro Teheran, i sauditi guardano con disincanto a Washington e ai riluttanti vicini sunniti (Egitto e Turchia). <\/p>\n<p>La politica estera saudita attraversa una fase di frenetico attivismo diplomatico e di inedita assertivit\u00e0 militare. L\u2019obiettivo primario rimane il contenimento dell\u2019Iran, ma aumentano i dubbi sull\u2019esistenza di una reale strategia regionale di Riyadh. Anche perch\u00e9, in casa Al-Saud non \u00e8 chiaro chi tenga davvero le redini della politica estera del regno.<\/p>\n<p><b>Putin e il figlio del re<\/b><br \/>In pochi mesi, il figlio del re Mohammed bin Salman, ministro della difesa e vice principe ereditario, ha incontrato due volte Vladimir Putin (e in suolo russo). <\/p>\n<p>Russia e Arabia Saudita condividono il contrasto al fenomeno jihadista, un accordo di cooperazione per il nucleare civile, ma divergono sul destino di Bashar al-Assad in Siria: per i sauditi, l\u2019uscita di scena del capo di Damasco dopo la transizione rimane una condizione non negoziabile. <\/p>\n<p>Eppure, Riyadh ha intensificato i contatti diplomatici con il Cremlino parallelamente alla <i>d\u00e9tente <\/i>fra Stati Uniti e Iran. Oltre alla tradizionale diversificazione delle alleanze internazionali, l\u2019Arabia Saudita vuole impedire il consolidamento dell\u2019asse Mosca-Damasco-Teheran, che ormai comprende anche l\u2019Iraq a trazione sciita. <\/p>\n<p>Tuttavia, i russi stanno colpendo soprattutto gli alleati siriani delle monarchie del Golfo, come Jaishal-Fatah (tra cui Ahrar al-Sham) e l\u2019Esercito Libero Siriano, fra Aleppo, Idlib e Homs. Le milizie anti-Assad hanno gi\u00e0 ricevuto ulteriori equipaggiamenti militari dai paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo, tra cui missili anti-carro.<\/p>\n<p><b>I nodi Libia e Yemen<\/b><br \/>L\u2019Egitto di Al-Sisi ha invece condiviso l\u2019escalation russa in Siria. Il presidente egiziano \u00e8 infatti in prima linea nella lotta al \u201cterrorismo islamista\u201d, una categoria elastica in cui include non solo le cellule jihadiste fra penisola del Sinai e Libia, ma anche i Fratelli Musulmani ormai fuorilegge. <\/p>\n<p>Al-Sisi non ha gradito il ricompattamento del fronte sunnita cercato da re Salman in chiave anti-iraniana: il sovrano ha ricucito i rapporti con la Fratellanza, Hamas e Ennahda e il loro principale sponsor regionale, il Qatar. <\/p>\n<p>Egitto e Arabia Saudita sono legati da una fortissima interdipendenza finanziaria che condiziona la politica estera del Cairo. Nonostante ci\u00f2, se per gli egiziani la priorit\u00e0 di sicurezza nazionale si chiama Libia, per i sauditi ha un altro nome: Yemen. <\/p>\n<p>Riyadh e le monarchie del Golfo hanno scelto di bombardare e poi di inviare soldati in Yemen per tamponare l\u2019avanzata delle milizie sciite sostenute dall\u2019Iran, mentre il progetto di una forza militare comune della Lega Araba -che Al-Sisi si era intestato &#8211; viene ora bloccato dai sauditi. Tra i punti di frizione vi \u00e8 la possibilit\u00e0 di dispiegare l\u2019ipotetica forza in teatri di conflitto intra-statale (in primis la Libia). <\/p>\n<p>Il senso di solitudine regionale dell\u2019Arabia Saudita cresce, spingendo Riyadh a intraprendere iniziative unilaterali imprudenti, anche di tipo militare. <\/p>\n<p>In un\u2019ottica di interesse nazionale, l\u2019Egitto ha inviato soprattutto navi da guerra in Yemen, a protezione del commercio marittimo fra lo stretto del Babel-Mandeb e il mar Rosso. <\/p>\n<p>La Turchia, dopo aver coordinato con sauditi e qatarini il sostegno alle milizie anti-Assad nell\u2019area settentrionale di Idlib, deve ora soprattutto occuparsi della stabilit\u00e0 nazionale, messa a rischio dalle controverse scelte regionali di Recep Tayyip Erdo&#287;an; la lotta alla militanza curda, vero obiettivo di Ankara, non \u00e8 per\u00f2 nell\u2019agenda di Riyadh.<\/p>\n<p><b>Principi e armi<\/b><br \/>L\u2019intenzione dell\u2019amministrazione Obama di fornire a Riyadh munizioni aeree di precisione \u00e8 stata bloccata dal Senato Usa (specie dai democratici), preoccupato dall\u2019imprecisione della campagna aerea in Yemen la quale &#8211; oltre che di dubbia efficacia &#8211; ha gi\u00e0 fatto troppe vittime civili. <\/p>\n<p>La vera domanda riguarda per\u00f2 la casa saudita e l\u2019esistenza (oppure no) di una strategia di politica regionale. Se Mohammad bin Salman ha fatto della competizione con l\u2019Iran la sua priorit\u00e0, Mohammad bin Nayef, principe ereditario e ministro dell\u2019interno ben visto da Washington, privilegia le politiche di <i>counter terrorism<\/i> (anche se i bombardamenti sauditi contro il sedicente califfato si sono interrotti quando \u00e8 cominciato l\u2019impegno bellico in Yemen). <\/p>\n<p>Sulla Siria, il secondo vorrebbe per\u00f2 incrementare l\u2019aiuto militare ai ribelli (contro Teheran), mentre il primo coltiva il confronto con Putin (ora alfiere dell\u2019asse sciita). <\/p>\n<p>Gioco delle parti o \u201cconfusione reale\u201d?<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per l\u2019Arabia Saudita, risolvere l\u2019equazione geopolitica mediorientale diventa sempre pi\u00f9 arduo. 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