{"id":32150,"date":"2015-10-31T00:00:00","date_gmt":"2015-10-30T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lo-storico-ruolo-della-cina-negli-squilibri-finanziari-globali\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:36","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:36","slug":"lo-storico-ruolo-della-cina-negli-squilibri-finanziari-globali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/10\/lo-storico-ruolo-della-cina-negli-squilibri-finanziari-globali\/","title":{"rendered":"Lo storico ruolo della Cina negli squilibri finanziari globali"},"content":{"rendered":"<p>Le turbolenze finanziarie che hanno colpito negli ultimi mesi la Cina hanno acceso un forte dibattito in merito ai potenziali contraccolpi sulla crescita globale.<\/p>\n<p>A risentire di questo contesto sono, da un lato, i paesi emergenti, soprattutto quelli che basano il loro modello di business sulla produzione di materie prime, come ad esempio Brasile, Russia e Sudafrica. Alla diminuzione della produzione cinese si associa evidentemente la minor richiesta di beni di consumo.<\/p>\n<p>A soffrire sono per\u00f2 anche i paesi avanzati che vendono questi beni e capitale alla Cina e agli altri emergenti. Ad agosto, ad esempio, la Germania ha registrato un calo dell\u2019esportazioni del 5,2 per cento su base mensile, la flessione pi\u00f9 consistente dal gennaio del 2009. <\/p>\n<p>La Cina, dopo aver contribuito in modo determinante a creare le condizioni macroeconomiche e finanziarie che hanno poi portato alla crisi internazionale del 2007\/2008, risulta essere ancora uno snodo cruciale per la stabilit\u00e0\/instabilit\u00e0 globale.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/milan-cina.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p><b>Dall\u2019economia socialista al mercato globale <\/b><br \/>Facendo un breve excursus storico, l\u2019ingresso a pieno titolo dell\u2019economia cinese nel quadro internazionale deve esser fatto risalire agli anni \u201980. In quel periodo, e sotto la guida di Deng Xiaoping, venne adottata la cosiddetta economia socialista di mercato. <\/p>\n<p>Il leader cinese introdusse una serie di riforme economiche volte a trasformare profondamente l\u2019economia e in particolare l\u2019agricoltura e l\u2019industria. Nel settore agricolo si incentiv\u00f2 l\u2019utilizzo della tecnologia al fine di aumentarne la produttivit\u00e0. <\/p>\n<p>Come conseguenza, le braccia che prima venivano utilizzate nei campi potevano, ora, essere utilizzate nelle fabbriche. Si mise cos\u00ec in moto un processo di migrazione della popolazione dalle aree rurali alle aree urbane industrializzate, prevalentemente concentrate lungo le zone costiere. La popolazione urbana pass\u00f2 dai 190 milioni di abitanti circa del 1980 ai circa 750 milioni del 2014. <\/p>\n<p>Contemporaneamente a questo esodo, la Cina, gi\u00e0 dal 1986, avvi\u00f2 le procedure per entrare a far parte del Gatt (General Agreement on Tariffs and Trade), divenuto in seguito Wto (World Trade Organization), il cui processo si \u00e8 poi formalizzato nel 2001, garantendo all\u2019economia cinese la possibilit\u00e0 di entrare a pieno titolo nei mercati globali.<\/p>\n<p>Grazie all\u2019impiego di un\u2019immensa manovalanza a bassissimo costo e all\u2019utilizzo di politiche valutarie particolarmente aggressive, che hanno determinato nel periodo pre-crisi una netta svalutazione della moneta cinese rispetto a tutte le principali valute internazionali, il commercio estero ha avuto un fortissimo impulso. <\/p>\n<p>La bilancia delle partite correnti \u00e8 arrivata a toccare il ragguardevole picco del 10 per cento del Pil nel 2007, spingendo il peso dell\u2019economia cinese sul complesso del Pil mondiale, in termini di parit\u00e0 dei poteri di acquisto, a circa il 12 per cento contro il 3 per cento circa degli anni \u201980. <\/p>\n<p>Specularmente, il saldo di conto corrente degli Usa registrava una continua caduta, toccando il livello minimo di 6 punti di Pil nel 2006. In altri termini, la Cina riusc\u00ec, nel periodo pre-crisi, a inondare i mercati con i suoi prodotti che andarono a riversarsi soprattutto negli Stati Uniti. <\/p>\n<p>Per finanziare il disavanzo delle partite correnti, gli Usa hanno ottenuto i capitali proprio dalla Cina. Gli ingenti capitali accumulati dall\u2019economia cinese, posto il bassissimo livello dei tassi presenti nel mercato domestico per effetto delle politiche di svalutazione del cambio, sono andati alla ricerca di migliori rendimenti. <\/p>\n<p><b>All\u2019origine della bolla azionaria<\/b><br \/>Nella seconda met\u00e0 degli anni \u201990 gli investimenti sono confluiti soprattutto nel mercato azionario statunitense, attratti dagli ottimi rendimenti che il comparto della cosiddetta New Economy riusciva a offrire. Cos\u00ec facendo hanno per\u00f2 alimentato la generazione della bolla azionaria. <\/p>\n<p>Quando quest\u2019ultima \u00e8 esplosa,i capitali sono andati a riversarsi soprattutto sul mercato obbligazionario (pubblico e privato) e ancor pi\u00f9 sui titoli aventi come sottostante mutui immobiliari. Ancora una volta l\u2019effetto \u00e8 stato quello di generare una bolla speculativa negli Usa, nello specifico del mercato bancario ombra. <\/p>\n<p>Con lo scoppio di questa nuova bolla, ancor pi\u00f9 virulento rispetto a quello della New Economy, per le autorit\u00e0 cinese \u00e8 divenuta evidente l\u2019esigenza di rivedere il loro modello di business, cercando di sostenere di pi\u00f9 la domanda interna e in particolare i consumi delle famiglie. <\/p>\n<p>Gli eccessi degli anni passati, con l\u2019immissione di ingenti quantit\u00e0 di liquidit\u00e0 soprattutto sotto forma di finanziamenti erogati dalle banche pubbliche alle imprese, anch\u2019esse per buona parte controllate dallo Stato, hanno per\u00f2 surriscaldato oltre misura l\u2019economia domestica. <\/p>\n<p>I prezzi degli immobili hanno registrato negli anni una forte crescita, evidenziando la potenziale presenza di una bolla immobiliare. Inoltre, nel tentativo di spingere le famiglie a consumare di pi\u00f9 attraverso l\u2019azione degli effetti ricchezza, si sono attuate iniziative per far crescere artificialmente le quotazioni azionarie, ad esempio attraverso le operazioni al margine volte a concedere crediti aventi come scopo ultimo la speculazione finanziaria.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 stato aver generato una bolla sul mercato azionario che nel momento della sua esplosione, nello scorso luglio, ha provocato il panico a livello internazionale con conseguenze ancora difficili da valutare compiutamente.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le turbolenze finanziarie che hanno colpito negli ultimi mesi la Cina hanno acceso un forte dibattito in merito ai potenziali contraccolpi sulla crescita globale. 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