{"id":32160,"date":"2015-11-02T00:00:00","date_gmt":"2015-11-01T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-trionfo-di-erdogan-che-spiana-la-strada-al-presidenzialismo\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:36","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:36","slug":"il-trionfo-di-erdogan-che-spiana-la-strada-al-presidenzialismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/11\/il-trionfo-di-erdogan-che-spiana-la-strada-al-presidenzialismo\/","title":{"rendered":"Il trionfo di Erdogan che spiana la strada al presidenzialismo"},"content":{"rendered":"<p>E cos\u00ec Recep Tayyip Erdogan ce l\u2019ha fatta. La repressione di stampa, oppositori e intellettuali critici ha pagato. Cos\u00ec come il clima di tensione e i sanguinosi attentati degli ultimi mesi. Il suo partito Akp ha conquistato la maggioranza assoluta.<\/p>\n<p>Tutti gli altri tre partiti che alle elezioni dello scorso giugno avevano superato la soglia di sbarramento del 10% non sono andati bene, perdendo voti a vantaggio dell\u2019Akp. \u00c8 uscito sconfitto il Chp di centro sinistra, ha perso la destra estrema del Mhp e ha perso soprattutto l\u2019Hdp, il partito democratico dei popoli che ha ceduto una fetta considerevole dei suoi voti (circa il 3%) presi nelle scorse votazioni proprio a vantaggio dell\u2019Akp. Perch\u00e9 anche molti curdi hanno preferito votare per la stabilit\u00e0 \u201cimperiale\u201d di Erdogan piuttosto che per l\u2019Hdp.<\/p>\n<p>Ora Erdogan ha in mano le chiavi non solo del Parlamento, ma del Paese. A questo punto la revisione costituzionale che permetter\u00e0 di trasformare la Turchia in un regime presidenziale \u00e8 non solo possibile, ma nell\u2019ordine delle cose. <\/p>\n<p><b>Scontro intra curdo: Hdp contro Pkk<\/b><br \/>Alla sconfitta dei curdi \u201cmoderati\u201d ha contribuito anche lo scontro sotterraneo, ma forte, tra l\u2019Hdp e il Pkk, il partito armato che continua a riconoscersi nel suo leader prigioniero, Abdullah Ocalan. Ocalan non ha evidentemente gradito la linea di Demirtas, uomo alla guida dell\u2019Hdp che si \u00e8 opposto duramente a Erdogan, colui che aveva intrapreso una lunga trattativa proprio con Ocalan. <\/p>\n<p>Trattativa conclusa nel 2013 e fatta saltare proprio questa estate da Erdogan e che si sostanzia nella formula: autonomia amministrativa (delle regioni curde) in cambio di voti. <\/p>\n<p>Paradossalmente dopo la rottura delle trattative e dopo la ripresa dei bombardamenti turchi sulle basi del Pkk in Siria e in Iraq molti elettori turchi che, pur non essendo necessariamente di etnia curda, avevano votato per l\u2019Hdp, hanno scelto l\u2019Akp. \u00c8 probabile che, abbastanza a torto, abbiano ritenuto l\u2019Hdp una semplice emanazione del Pkk.<\/p>\n<p><b>Erdogan e l\u2019appello alla stabilit\u00e0 che conquista<\/b><br \/>La cosa che risalta in modo evidente \u00e8 che l\u2019appello alla stabilit\u00e0 di Erdogan ha fatto breccia sia a destra sia a sinistra: solo cos\u00ec si possono spiegare le flessioni dei tre partiti concorrenti. L\u2019Akp ha riscosso consensi a destra grazie alla sua politica nazionalista, anticurda e repressiva di una stampa che rifiutava di allinearsi. E ne ha riscossi a sinistra, sfruttando la stanchezza, il terrore di molti elettori curdi delle zone orientali del Paese, vessati da coprifuoco continui, da azioni di commando armati filogovernativi e dall\u2019insicurezza dilagante.<\/p>\n<p>Risalta poi la continua diminuzione di consensi del Chp che ormai non riesce pi\u00f9 a trovare le parole d\u2019ordine, le alternative di governo alla linea dell\u2019Akp.<\/p>\n<p>L\u2019Hdp \u00e8 certamente riuscito a superare lo sbarramento e a spedire una pattuglia di parlamentari nel nuovo parlamento. E questa rappresenter\u00e0 la sola vera opposizione allo strapotere di Erdogan. <\/p>\n<p>Poich\u00e9 la propaganda, la repressione l&#8217;appello alla stabilit\u00e0 non sembrano di per s\u00e9 ragioni sufficienti a spiegare il successo di Erdogan rimane il sospetto che non tutto in queste elezioni sia andato correttamente: le opposizioni conculcate e quasi ammutolite, i troppi seggi spostati in zone controllate dai militari, la stessa stupefacente rapidit\u00e0 dello scrutinio, l\u2019insistere ossessivamente su bisogno di sicurezza e di stabilit\u00e0 hanno certamente influito, ma, crediamo, non sostanzialmente determinato un risultato sorprendente per lo stesso Akp.<\/p>\n<p><b>Ankara pi\u00f9 lontana dall\u2019Ue <\/b><br \/>Quello che \u00e8 certo che ora Erdogan ha in mano non solo le chiavi del potere interno, ma pu\u00f2 anche rilanciare la sua politica estera che pareva del tutto fallita. Con la forza dei risultati, la Turchia potr\u00e0 far valere il suo peso nella trattativa sulla Siria e nei rapporti con i curdi dell\u2019Iraq, legati economicamente e diplomaticamente alla Turchia.<\/p>\n<p>Ma se sul dossier siriano la voce turca si far\u00e0 sentire, il futuro del dossier europeo \u00e8 molto pi\u00f9 dubbio. La Turchia che esce da queste elezioni sembra infatti allontanarsi non solo dall\u2019Unione europea, ma dallo stesso Occidente. Ma questo \u00e8 un problema che si presenter\u00e0 in futuro. Per ora Erdogan \u00e8 il vincitore assoluto. Il sultano \u00e8 tornato sul trono.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E cos\u00ec Recep Tayyip Erdogan ce l\u2019ha fatta. La repressione di stampa, oppositori e intellettuali critici ha pagato. Cos\u00ec come il clima di tensione e i sanguinosi attentati degli ultimi mesi. Il suo partito Akp ha conquistato la maggioranza assoluta. 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