{"id":32190,"date":"2015-11-04T00:00:00","date_gmt":"2015-11-03T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/vento-in-poppa-per-erdogan\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:35","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:35","slug":"vento-in-poppa-per-erdogan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/11\/vento-in-poppa-per-erdogan\/","title":{"rendered":"Vento in poppa per Erdogan"},"content":{"rendered":"<p>Amatelo o odiatelo, ma Tayyip Erdogan ha dimostrato, ancora una volta, il suo eccezionale talento di operatore politico.<\/p>\n<p>Dopo la scarsa performance registrata nelle ultime elezioni dello scorso giugno, quelle che hanno portato a un parlamento frammentato, il Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (Akp) ha ottenuto la maggioranza della Grande Assemblea Nazionale Turca, guadagnando 4.5 milioni di voti in pi\u00f9.<\/p>\n<p>Avendo incrementato i consensi, da 40.9% a 49.4%, l\u2019Akp \u00e8 ora in grado di formare un governo monocolore e, in questo modo, la Turchia \u00e8 pressoch\u00e9 tornata alla condizione precedente al giugno scorso. Infatti, un presidente potente e ambizioso, eletto a suffragio diretto, ha pieno controllo delle autorit\u00e0 legislative. Anche se ufficialmente si presenta come una figura neutrale, nella pratica Erdogan pu\u00f2 guidare le linee politiche del governo.<\/p>\n<p><b>Turchia verso un regime presidenziale <\/b><br \/>\nLa Turchia ha completato, a tutti gli effetti, la transizione verso un regime presidenziale, sebbene l\u2019Akp sia a corto di tredici seggi per la maggioranza super-qualificata di 330 deputati richiesti al fine di indire un referendum a modifica della costituzione.<\/p>\n<p>I disordini e la polarizzazione dei mesi passati sembrano aver giocato a favore di Erdogan. Infatti, la rinnovata guerra con i curdi del Pkk e i crudeli attentati ad Ankara del 10 ottobre hanno dato credito alla campagna dell\u2019Akp che ha promesso ai cittadini stabilit\u00e0 e sicurezza tramite il governo di un unico partito.<\/p>\n<p>Come alla vigilia delle elezioni del 2011, lo scontro del governo con il Pkk ha dato i suoi frutti: due milioni di elettori hanno scelto di punire il Partito del Movimento Nazionalista, Mhp, che \u00e8 passato dal 16.3% a 11.9%, dimezzando il numero dei suoi seggi.<\/p>\n<p><b>Emorragia interna per i filo turchi dell\u2019Hdp<\/b><br \/>\nIl Partito Democratico del Popolo di stampo filo-turco, Hdp, ha dovuto incassare il duro colpo di un\u2019emorragia elettorale, subendo una consistente perdita di voti, perdendo circa il 3% rispetto a giugno e attestandosi al 10,7%, quanto basta per entrare il Parlamento.<\/p>\n<p>La maggioranza dei voti li ha persi nel sud-est della Turchia, dove i curdi pi\u00f9 conservatori, alienati dagli attacchi del Pkk soprattutto nei centri urbani come Cizre, hanno ritrattato il loro sostegno all\u2019Hdp tornando tra le braccia dell\u2019Akp.<\/p>\n<p>Anche se l\u2019Hdp ha dimostrato, ancora una volta, che la soglia del 10%, prevista per la rappresentanza in parlamento, non \u00e8 n\u00e9 deve essere un ostacolo, \u00e8 anche vero che ha subito un grande schiaffo morale essendo raffigurata, da parte del governo, come una mera estensione del Pkk, considerata una \u201corganizzazione terrorista\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019unica magra consolazione \u00e8 che con 59 deputati in parlamento, l\u2019Hdp avr\u00e0 una pi\u00f9 ampia rappresentanza nel parlamento che andr\u00e0 a formarsi rispetto a quella dei nazionalisti dell\u2019Mhp.<\/p>\n<p>Infine, rimane sorprendente che il Partito Popolare Repubblicano, Chp, la principale opposizione in forze, continui a essere uno spettatore degli eventi che caratterizzano la politica turca. Costretto nel proprio ghetto elettorale, pari al 25% di consensi, il Chp non \u00e8 in grado di costituire una sfida credibile per Akp.<\/p>\n<p>Hdp e Mhp fanno notizia per un semplice motivo: possono competere e sottrarre voti ad Akp, nonostante le loro dimensioni siano meno di un terzo di quelle di quest\u2019ultimo. Non \u00e8 il caso dell\u2019Chp, a dispetto del suo quarto di voti dell\u2019elettorato.<\/p>\n<p>Il presidente turco naviga, ormai, con il vento in poppa, a vele spiegate. Il governo monocolore che verr\u00e0 formato \u00e8 un segnale positivo per gli investitori internazionali. La lira turca \u00e8 salita del 3% rispetto al dollaro, dopo essere precipitata del 25% nel corso dell\u2019ultimo anno e, solo il 2 novembre, la borsa di Istanbul \u00e8 cresciuta del 5%.<\/p>\n<p>Senza alcun dubbio, questa situazione potrebbe mutare repentinamente, specialmente se il nuovo governo decidesse di mandare a monte le riforme economiche, a causa di calcoli politici a breve termine e dell\u2019interferenza proveniente dal palazzo presidenziale.<\/p>\n<p>Da tenere d\u2019occhio sono, sicuramente, le modalit\u00e0 in cui il prossimo governo sar\u00e0 composto, e l\u2019equilibrio tra i tecnocrati e i lealisti di Erdogan. C\u2019\u00e8 poi Davutoglu, a cui il solido risultato delle elezioni ha fornito una forte legittimit\u00e0 democratica.<\/p>\n<p><b>Rilancio del processo di pace con Pkk<\/b><br \/>\nDopo aver ripreso in pugno il controllo politico, spetta a Erdogan e al suo partito Akp tenere lontano il paese dall\u2019orlo del disastro. La pi\u00f9 grande sfida \u00e8 il rilancio del processo di pace con i Curdi dopo il primo di novembre, il presidente non ha niente da guadagnare se i combattimenti continuano. Tuttavia, il processo di pace potrebbe prendere forme diverse. Erdogan potrebbe optare per ricominciare le trattative di pace aprendo un canale esclusivo con Ocalan e il Pkk, o anche con l\u2019Hdp.<\/p>\n<p>Rilanciare il processo di pace pu\u00f2, oltretutto, solamente rinforzare la posizione di Erdogan nella regione. Infatti, Ankara \u00e8 in ritirata in Siria, dove l\u2019intervento del Cremlino ha escluso l\u2019apertura di una zona di interdizione aerea, con grande sgomento da parte della Turchia.<\/p>\n<p>L\u2019autoproclamatosi \u201cstato islamico\u201d \u00e8 passato dall\u2019essere un alleato sotto copertura a una sfida formidabile per la stabilit\u00e0 interna turca. Suona infatti ironico che il primo ministro turco, Davutoglu, architetto della politica, diventata uno slogan, del \u201cnessun problema coi vicini\u201d, abbia dichiarato guerra su pi\u00f9 fronti &#8211; contro Assad, il Pkk\/Pyd e Califfato. Ritornare al tavolo dei negoziati internamente migliorerebbe la reputazione turca all\u2019estero, considerando le trattative lanciate a Vienna sulla Siria.<\/p>\n<p>Ora tutti i riflettori sono puntati su Erdogan che si \u00e8 dimostrato un indiscutibile maestro in materia di politica turca. I riflettori sono puntati tutti su di lui per far si che, adesso, inizi anche a curare il paese dalle deleterie ferite e polarizzazioni, ponendo le basi per il rilancio del percorso delle riforme.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Amatelo o odiatelo, ma Tayyip Erdogan ha dimostrato, ancora una volta, il suo eccezionale talento di operatore politico. 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