{"id":32210,"date":"2015-11-05T00:00:00","date_gmt":"2015-11-04T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/eni-il-super-hub-del-gas-nel-mediterraneo\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:35","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:35","slug":"eni-il-super-hub-del-gas-nel-mediterraneo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/11\/eni-il-super-hub-del-gas-nel-mediterraneo\/","title":{"rendered":"Eni, il super hub del gas nel Mediterraneo"},"content":{"rendered":"<p>Un\u2019intesa a quattro per la creazione di super-hub del gas. \u00c8 questo l\u2019obiettivo della missione appena conclusasi di Claudio Descalzi a Gerusalemme. Coinvolgendo anche Cipro &#8211; dove il Ceo di Eni \u00e8 gi\u00e0 volato a settembre &#8211; ed Egitto, l\u2019uomo al vertice del Cane a sei zampe vuole realizzare un progetto che, partendo dal Mediterraneo orientale, potrebbe allargarsi alla sicurezza energetica continentale, in primis a quella dei Paesi della sponda nord del Mediterraneo.<\/p>\n<p>E c\u2019\u00e8 gi\u00e0 chi scommette che, nel lungo periodo, questo nuovo scenario potrebbe anche lanciare una sfida ai giganti russi, principali fornitori di gas all\u2019Europa.<\/p>\n<p>Guardando la mappa di questo mare, Descalzi immagina di disegnarci un hub in grado di ricevere gas da diverse nazioni della zona per poi portare tutta la materia prima a Damietta, dove Eni controlla gli stabilimenti di liquefazione della spagnola Union Fenosa.<\/p>\n<p>Una volta liquefatto, il gas potrebbe arrivare via nave in Italia, e da qui potrebbe essere smistato in Europa.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/eni1.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p>Figura 1: attivit\u00e0 Eni in Egitto fino al 2014, Fonte: Eni.<\/p>\n<p><b>La scoperta del giacimento di Zohr<\/b><br \/>Quello di Descalzi \u00e8 un progetto che pu\u00f2 gi\u00e0 contare sull\u2019intesa e sui buoni rapporti tra Benjamin Netanyahu e Matteo Renzi evidenziati dalla cordialit\u00e0 del loro incontro a fine agosto a Firenze.<\/p>\n<p>In quella occasione i due leader avevano parlato di cooperazione in ambito energetico, lasciando per\u00f2 da parte le questioni affrontate invece in questi giorni da Descalzi che negli ultimi mesi ha spinto il piede sull\u2019acceleratore.<\/p>\n<p>Dopo la recente scoperta, da parte di Eni, del mega giacimento egiziano di Zohr &#8211; stimato in 850 miliardi di metri cubi &#8211; sono settimane che il Cane a sei zampe si pregusta i successi che la realizzazione di questo hub potrebbe garantire.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/eni2.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p>Figura 2: Eni scopre il giacimento di Zohr, Fonte: Eni.<\/p>\n<p>L\u2019Egitto, che dovr\u00e0 ancora aspettare un paio di anni per toccare con mano i vantaggi derivanti da questa scoperta, sembra per ora intenzionato a sfruttare il gas in arrivo soprattutto per soddisfare il suo crescente fabbisogno interno.<\/p>\n<p>Nel 2014, il Cairo \u00e8 infatti passato dal club dei paesi esportatori a quello degli importatori. Declassamento difficile da digerire, soprattutto se si pensa che per tenersi in vita, negli ultimi anni l\u2019Egitto si \u00e8 dovuto rivolgere allo stato ebraico, al quale per decenni ha svenduto importanti quantit\u00e0 di gas, invertendo quindi la rotta del tanto <a href= \" https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2682\" target= \"blank\"><b><u> discusso gasdotto<\/u><\/b><\/a> che fino al 2012 aveva portato gas a Israele e Giordania.<\/p>\n<p><b>Il gas egiziano sgonfia le ambizioni di Israele<\/b><br \/>Oltre all\u2019Egitto c\u2019\u00e8 per\u00f2 Israele che potrebbe essere interessato a utilizzare l\u2019hub voluto da Descalzi per esportare il gas naturale che produce nei giacimenti di Leviatano e Tamar. Il tutto grazie a un gasdotto sottomarino capace di raggiungere gli stabilimenti di liquefazione di Damietta, prima di arrivare in Europa.<\/p>\n<p>Nel farlo cercherebbe di seguire due rotte di esportazione: quella egiziana e quella turca. Mentre la seconda \u00e8 complicata dai delicati rapporti con Ankara, la prima \u00e8 facilitata dalla collaborazione sempre pi\u00f9 stretta &#8211; soprattutto sulla sicurezza dei confini lungo la Striscia di Gaza &#8211; con l\u2019Egitto dell\u2019ex generale, ora presidente, Abdel Fattah Al-Sisi.<\/p>\n<p>Stando a una lettera di intenti firmata lo scorso anno dal Cairo e Noble e Delek -compagnie  al vertice del consorzio di Leviatano e Tamar &#8211; l\u2019Egitto si aspettava di ricevere da Israele 68 miliardi di metri cubi di gas nell\u2019arco dei prossimi 15 anni. La scoperta di Zohr potrebbe mescolare le carte in tavola.<\/p>\n<p>Quest\u2019ultima ha infatti rivoluzionato lo scenario strategico ed energetico di Israele, Paese che ora rischia di perdere il suo cliente pi\u00f9 sicuro, il Cairo, e di dover rivedere al ribasso i prezzi che in questi anni era convinto di potere dettare. Basta pensare al crollo in borsa subito dagli israeliani di Delek e dai texani di Noble Energy dopo la notizia  della scoperta dei giacimenti egiziani.<\/p>\n<p><b>Italia assetata di gas <\/b><br \/>Ed \u00e8 anche per questo che Netanyahu ha fatto capire che sar\u00e0 pronto a scendere in campo personalmente per trattare con Eni l\u2019assegnazione delle licenze di esportazione. Ma al momento la situazione \u00e8 ancora in fase di stallo, anche a causa di un acceso dibattito interno al governo israeliano proprio su queste questioni.<\/p>\n<p>Il ministro dell&#8217;Energia, Yuval Steinitz, \u00e8 stato infatti accusato pubblicamente dal suo collega Aryeh Deri, a capo del dicastero dell&#8217;Economia, di una vera debacle in termini d&#8217;intelligence economica. Secondo Deri, infatti, Israele era totalmente all&#8217;oscuro del positivo risultato delle ricerche esplorative egiziane relative al giacimento Zohr e si \u00e8 fatto, cos\u00ec, cogliere impreparato.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 anche se Netanyahu e Descalzi hanno &#8220;convenuto che alla luce della crescente domanda di gas naturale nella regione \u00e8 necessario esplorare ulteriori possibilit\u00e0 di cooperazione, compreso lo sviluppo congiunto o il trasporto di gas naturale a diversi clienti&#8221;, lo sbocco di un&#8217;alleanza energetica tra Israele ed Egitto sembra al momento difficile.<\/p>\n<p>I passaggi da superare non sono pochi, ma se si arriver\u00e0 in fondo, Eni esporter\u00e0 in Europa il gas dei <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2479\" target= \"blank\"><b><u>giacimenti israeliani<\/u><\/b><\/a> e ciprioti. Considerando solo i giacimenti scoperti nel 2013, nel bacino di Tamar si stimano 282 miliardi di metri cubi, (mld mc), mentre in quello di Leviatano 536 mld mc.<\/p>\n<p>Non sazia, l\u2019Italia &#8211; che ogni anno si scola circa 70 mld mc di metano &#8211; guarda anche anche altri giacimenti. Gi\u00e0 Descalzi non esclude di includere nel progetto di questo hub la Libia, paese che ha grandi potenzialit\u00e0 di sviluppo sulla base delle recenti scoperte nell\u2019offshore.<\/p>\n<p>E lungo lo stivale c\u2019\u00e8 anche chi guarda i giacimenti israeliani minori. Basta pensare all\u2019attivit\u00e0 di Edison che per guadagnare quote importanti del mercato interno tiene sott\u2019occhio i giacimenti di Karish e Tanin.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un\u2019intesa a quattro per la creazione di super-hub del gas. \u00c8 questo l\u2019obiettivo della missione appena conclusasi di Claudio Descalzi a Gerusalemme. 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