{"id":32250,"date":"2015-11-10T00:00:00","date_gmt":"2015-11-09T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/a-la-valletta-per-recuperare-il-tempo-perduto\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:34","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:34","slug":"a-la-valletta-per-recuperare-il-tempo-perduto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/11\/a-la-valletta-per-recuperare-il-tempo-perduto\/","title":{"rendered":"A La Valletta per recuperare il tempo perduto"},"content":{"rendered":"<p>Il vertice internazionale che si terr\u00e0 a La Valletta l\u201911-12 novembre 2015 per discutere dei profili pi\u00f9 urgenti e problematici relativi alla tematica dell\u2019immigrazione rappresenta l\u2019occasione per formulare alcuni rilievi e proposte in argomento. <\/p>\n<p>L\u2019appuntamento vedr\u00e0 la partecipazione, oltre che degli Stati membri dell\u2019Unione europea, Ue, di organizzazioni internazionali e regionali, quali le Nazioni Unite, l\u2019Organizzazione internazionale delle migrazioni, l\u2019Unione africana, nonch\u00e9 di rappresentanti di vari Stati africani e di altri Paesi particolarmente interessati dal fenomeno migratorio, quali sono, in particolare, i Paesi partecipanti ai processi di cooperazione denominati \u201cprocesso di Rabat\u201d e \u201cprocesso di Karthoum\u201d, di cui si dir\u00e0 oltre.<\/p>\n<p>La decisione di convocare un vertice internazionale \u00e8 stata presa all\u2019esito del Consiglio europeo del 23 aprile 2015, riunito in via straordinaria in seguito ai tragici eventi verificatisi nel Mediterraneo. <\/p>\n<p>La Dichiarazione adottata dal Consiglio propone, nel pi\u00f9 ampio contesto della necessit\u00e0 di prevenire i flussi migratori illegali, di \u201crafforzare la cooperazione politica con i partner africani a tutti i livelli per affrontare la causa della migrazione illegale e contrastare il traffico e la tratta di esseri umani\u201d, dedicando appunto un vertice ad hoc a Malta.<\/p>\n<p><b>Affrontare l\u2019evoluzione del fenomeno migratorio<\/b><br \/>Il vertice sull\u2019immigrazione di La Valletta si propone pertanto da un lato di elaborare risposte condivise che vadano alla radice del problema e che si pongano quali programmi d\u2019azione incisivi nel lungo termine; dall\u2019altro di ricercare soluzioni pi\u00f9 immediate da offrire alla recente evoluzione del fenomeno migratorio.<\/p>\n<p>Si vogliono, insomma, studiare soluzioni comuni per affrontare sfide che sono di interesse reciproco: per la Ue e per lo sviluppo dei Paesi africani che saranno coinvolti direttamente e attivamente. <\/p>\n<p>Il vertice si pone nel quadro di altra recente iniziativa, di carattere europeo-internazionale: la Conferenza sulla rotta Mediterraneo-Balcani occidentali tenutasi l\u20198 ottobre che ha coinvolto, oltre ai Paesi Ue (e dello Spazio economico europeo) vari organismi internazionali (Alto Commissariato per i rifugiati, Organizzazione internazionale per le migrazioni) ed europei (Frontex, Easo), oltre che vari Paesi di provenienza dei migranti. <\/p>\n<p>La presa di coscienza della pressione migratoria, che \u00e8 globale ed internazionale, \u00e8 avvenuta con colpevole ritardo da parte della Commissione, pur appartenendo al programma politico del presidente della Commissione Juncker, ove la gestione della migrazione era indicata come una delle priorit\u00e0. <\/p>\n<p>Il programma, del 15 luglio 2014, ha dovuto attendere molti mesi perch\u00e9 si concretizzasse in un documento formale denominato \u201cAgenda europea sulla migrazione\u201d (del 13 maggio 2015, COM[2015]240), che fa seguito alla ricordata dichiarazione del Consiglio europeo straordinario e a una risoluzione, del 29 maggio 2015, del Parlamento europeo.<\/p>\n<p><b>Obiettivi del vertice di La Valletta<\/b><br \/>Il vertice di La Valletta si propone, dunque, ambiziosi obiettivi. <\/p>\n<p>Secondo le conclusioni del Consiglio europeo del 25-26 giugno 2015, precisamente, si vuole:<\/p>\n<p>a) garantire assistenza ai Paesi partner nella lotta ai trafficanti (lotta comune, peraltro, alle finalit\u00e0 della Conferenza di alto livello prima ricordata); <br \/>b) rafforzare la cooperazione per quanto riguarda una efficace politica di rimpatrio; <br \/>c) migliorare la cooperazione allo sviluppo e il potenziamento degli investimenti in Africa, perch\u00e9 siano esaminate le \u201ccause profonde\u201d (in questi termini le conclusioni, punto 7c) della migrazione e siano fornite opportunit\u00e0 economiche e sociali. Il traffico e la tratta di esseri umani, la previsione di efficaci sanzioni penali dovrebbero essere al centro del dibattito. <\/p>\n<p>Gli Stati coinvolti hanno assunto, in una dichiarazione ad hoc, una serie di impegni che, pur non creando diritti ed obblighi di diritto internazionale, e quindi non incidendo sulla sovranit\u00e0 nazionale degli Stati, ha un importante valore politico. <\/p>\n<p>Sono indicate priorit\u00e0 legate allo sviluppo, alla cooperazione economica, ai vantaggi di una migrazione regolare.<\/p>\n<p>Parimenti il processo di Rabat si propone la realizzazione di un dialogo politico euro-africano sulla migrazione e sullo sviluppo, coordinando, attraverso uno specifico comitato (\u201cComit\u00e9 de pilotage\u201d) di cui fa parte anche l\u2019Italia, le iniziative e gli organismi nazionali. <\/p>\n<p>Il dialogo coinvolge ventisette Paesi africani (pi\u00f9 l\u2019Algeria, osservatore) e trentuno Paesi europei, nonch\u00e9 la Comunit\u00e0 economica degli Stati dell\u2019Africa dell\u2019Ovest (Cedeao) e la Commissione europea. <\/p>\n<p>La quarta Conferenza di tale processo, tenutasi a Roma il 27 novembre scorso ha adottato una dichiarazione politica cui \u00e8 allegato un programma che definisce il quadro operativo del processo per il 2015-2017. Le due dichiarazioni dei ricordati processi assumono un significato rilevante (a un anno di distanza da quando sono state adottate), per i lavori del vertice di La Valletta.<\/p>\n<p>In questo ampio quadro internazionale, l\u2019Ue \u00e8 chiamata a svolgere un ruolo di primo piano, anche attraverso l\u2019Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza. <\/p>\n<p>Gli orientamenti espressi nelle conclusioni dei Consigli europei, prima ricordate, nonch\u00e9 nel programma oggetto dell\u2019Agenda della Commissione, sono coerenti con le finalit\u00e0 che i temi delle migrazioni e dell\u2019asilo pongono a quel livello internazionale di cui \u00e8 (e sar\u00e0) espressione il vertice.<\/p>\n<p>L\u2019impegno europeo non \u00e8 sufficiente: la Conferenza ad alto livello, prima, e il vertice di La Valletta, poi, dimostrano la necessit\u00e0 di un quadro decisionale internazionale. Se ne \u00e8 reso conto il Parlamento europeo che in una risoluzione del 10 settembre 2015 \u201csulle migrazioni e i rifugiati in Europa\u201d ha chiesto alla Commissione e all\u2019Alto rappresentante di convocare una conferenza internazionale sulla crisi dei rifugiati, con la partecipazione di agenzie, organismi internazionali, Ong, Paesi arabi, Stati Uniti, perch\u00e9 sia posta allo studio e sia adottata una strategia di aiuto umanitario e globale.<\/p>\n<p>Il ruolo del nostro Paese al vertice di La Valletta dovrebbe essere quello di un vero e proprio protagonista nel processo di dialogo e cooperazione con i Paesi del Nordafrica, considerato il ruolo svolto e in corso di svolgimento nel processo di Khartoum e in quello di Rabat. <\/p>\n<p>L\u2019auspicio, dunque, \u00e8 nel senso di un ruolo attivo ed efficace nel pi\u00f9 vasto quadro delle relazioni internazionali.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il vertice internazionale che si terr\u00e0 a La Valletta l\u201911-12 novembre 2015 per discutere dei profili pi\u00f9 urgenti e problematici relativi alla tematica dell\u2019immigrazione rappresenta l\u2019occasione per formulare alcuni rilievi e proposte in argomento. 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