{"id":32260,"date":"2015-11-11T00:00:00","date_gmt":"2015-11-10T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/repubblicani-e-derby-della-florida\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:34","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:34","slug":"repubblicani-e-derby-della-florida","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/11\/repubblicani-e-derby-della-florida\/","title":{"rendered":"Repubblicani, \u00e8 derby della Florida"},"content":{"rendered":"<p>A un anno dall\u2019Election Day, l\u20198 novembre 2016, la partita per la nomination repubblicana sta diventando un \u201cderby della Florida\u201d tra l\u2019ex governatore Jeb Bush e il senatore Marco Rubio: una partita aperta tra mentore e discepolo, dove l\u2019allievo appare oggi favorito sul maestro.<\/p>\n<p>Nei sondaggi, sono per ora nettamente avanti Ben Carson, neuro-chirurgo nero convinto che le piramidi non siano tombe di faraoni, ma depositi di grano fatti costruire da Giuseppe, e Donald Trump, magnate dell\u2019immobiliare che accusa la Federal Reserve di essere in combutta con la Casa Bianca.<\/p>\n<p><b>Verso le primarie<\/b><br \/>Ma \u00e8 opinione diffusa che i due campioni dell\u2019anti-politica usciranno di scena: entrambi sono gi\u00e0 furiosi con i media, che ne mettono a nudo contraddizioni &#8211; uomo di scienza e di fede il primo, che non crede all\u2019evoluzione &#8211; ed esagerazioni &#8211; lo showman, Trump, che si mette contro tutti, donne, \u2018latinos\u2019, giornalisti.<\/p>\n<p>E quando si cominceranno a contare i delegati alle convention, con le assemblee nello Iowa il 1\u00b0 febbraio 2015 e le primarie nel New Hampshire il 9 febbraio, verranno avanti i candidati politicamente pi\u00f9 strutturati e che hanno l\u2019appoggio dell\u2019establishment del partito.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio qui che si gioca il duello tra l\u2019ex governatore e il senatore. Fino a ora, Jeb Bush, figlio e fratello rispettivamente del 41\u00b0 e 43\u00b0 presidente degli Stati Uniti, era considerato l\u2019uomo dell\u2019apparato del partito, nel folto gruppo di aspiranti alla nomination repubblicana. <\/p>\n<p>Ma Jeb \u00e8 stato finora deludente: non mostra grinta e non ha vinto nessuno dei tre dibattiti televisivi gi\u00e0 svoltisi, anzi \u00e8 sempre andato male; e nei sondaggi naviga costantemente sotto il 10%, dietro non solo Carson e Trump, ma pure Rubio e Ted Cruz, senatore del Texas, il candidato preferito dal Tea Party. Sta al quinto posto, pi\u00f9 o meno alla pari con Carly Fiorina, l\u2019unica donna, ex ceo di Hp, che ha fiammate nei dibattiti e poi sparisce dai radar.<\/p>\n<p><b>Alla conquista dei voti dei latinos<\/b><br \/>Di qui alle primarie, la strada \u00e8 ancora lunga, ma c\u2019\u00e8 la sensazione che la corsa repubblicana, l\u2019unica incerta &#8211; fra i democratici, Hillary Clinton non ha praticamente rivali &#8211; possa essere a una svolta decisiva: Rubio, infatti, ha innestato la quarta e messo la freccia per superare Bush come \u2018candidato dell\u2019establishment\u2019. Secondo un rilevamento della Monmouth University, nel New Hampshire il senatore ha triplicato i consensi in poche settimane.<\/p>\n<p>Rubio \u00e8 pure insidioso per Bush sul fronte dei finanziamenti, dove l\u2019ex governatore \u00e8 finora il pi\u00f9 forte, e ha appena ottenuto il sostegno di Paul Singer, il principale donatore repubblicano.<\/p>\n<p>Di Jeb, si sa pi\u00f9 o meno tutto: 62 anni, sposato con Columbia, di origini messicane, il potenziale Bush III punta sul sostegno dell\u2019apparato e sul voto dei \u2018latinos\u2019. Proprio come fa Rubio, che \u00e8 di origini cubane: nato a Miami da genitori emigrati dall\u2019isola, 44 anni &#8211; \u00e8 il pi\u00f9 giovane fra gli aspiranti alla nomination -, avvocato, sposato, quattro figli. Eletto deputato dello Stato, a 35 anni era presidente del Parlamento di Tallahassee. Nel 2010, punt\u00f2 a divenire senatore e vinse in rimonta con largo margine, grazie anche all\u2019appoggio di Jeb. <\/p>\n<p>Il rapporto tra i due \u00e8 ormai teso. Nell\u2019ultimo dibattito, l\u2019ex governatore l\u2019ha chiamato in causa su pi\u00f9 temi; il senatore ha replicato: \u201cNon \u00e8 attaccando me che vincerai. Non sono in gara contro di te o altri, qui. Io corro per la presidenza perch\u00e9 non possiamo eleggere Hillary per continuare le politiche di Obama\u201d.<\/p>\n<p><b>Rischio \u201cscontrino-gate\u201d<\/b><br \/>Per Rubio, per\u00f2, il cammino non sar\u00e0 in discesa. Intanto, si profila il rischio d\u2019una sorta di \u2018scontrino-gate\u2019 della Florida: il senatore si appresta a pubblicare gli estratti conto della carta di credito affidatagli dal partito tra il febbraio 2005 e il novembre 2008, dopo che suoi rivali hanno ripetutamente puntato il dito su alcune spese sospette.<\/p>\n<p>Rubio avrebbe usato l&#8217;American Express del partito repubblicano per spese personali: voli aerei, riunioni di famiglia, lavori in casa. Accuse che il senatore ha sempre respinto, affermando d\u2019avere regolarmente rimborsato il partito.<\/p>\n<p>Del resto, c\u2019era da aspettarselo che Rubio finisse sotto la lente d\u2019ingrandimento della stampa, man mano che le sue chances di ottenere la nomination repubblicana crescevano.<\/p>\n<p>E c\u2019\u00e8 chi avverte che, contro di lui, potrebbero scattare pratiche di denigrazione personale rivelatesi efficaci in passato, come quando, nel 2004, George W. Bush, un imboscato del Vietnam, riusc\u00ec a mettere in cattiva luce il candidato democratico John Kerry, che in Vietnam ci era andato e vi era stato ferito. L\u2019operazione ebbe talmente successo da divenire un sostantivo, lo \u2018swiftboating\u2019.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A un anno dall\u2019Election Day, l\u20198 novembre 2016, la partita per la nomination repubblicana sta diventando un \u201cderby della Florida\u201d tra l\u2019ex governatore Jeb Bush e il senatore Marco Rubio: una partita aperta tra mentore e discepolo, dove l\u2019allievo appare oggi favorito sul maestro. 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