{"id":32280,"date":"2015-11-13T00:00:00","date_gmt":"2015-11-12T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/barcellona-dichiara-guerra-a-madrid\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:33","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:33","slug":"barcellona-dichiara-guerra-a-madrid","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/11\/barcellona-dichiara-guerra-a-madrid\/","title":{"rendered":"Barcellona dichiara guerra a Madrid"},"content":{"rendered":"<p>Mai come in questi giorni la questione catalana \u00e8 diventata centrale nella vita politica spagnola. <\/p>\n<p>Riassumiamo i due fatti pi\u00f9 significativi: il 9 novembre il Parlamento catalano vota a maggioranza l\u2019avvio del processo d\u2019indipendenza e il giorno successivo il Tribunale Costituzionale dichiara \u201csospesa\u201d la dichiarazione d\u2019indipendenza del Parlamento catalano, minacciando pesanti provvedimenti punitivi nei riguardi di 21 alti funzionari dello stesso, qualora non rispettassero tale decisione.<\/p>\n<p>Sembra una dichiarazione formale di \u201cguerra politica\u201d tra Madrid e Barcellona. Ora, tutti attendono nuovi e forse inediti sviluppi. Una domanda prevale: il Parlamento catalano \u00e8 davvero deciso ad andare avanti sulla strada della separazione dalla Spagna, senza tener conto della posizione del Tribunale costituzionale che, recentemente, il governo ha caricato del potere d\u2019intervento punitivo verso chi non obbedisce ai suoi dettami? <\/p>\n<p>E se cos\u00ec fosse, come ormai molti prevedono, quali sarebbero le reazioni in Catalogna? Detto altrimenti: siamo di fronte ad una commedia recitata ad arte dai principali protagonisti della vicenda politica spagnola, oppure una crisi drammatica e dagli esiti imprevedibili sta davvero maturando?<\/p>\n<p>Il <i>Financial Times<\/i>, nel suo editoriale del 10 novembre, invita ad \u201cagire per evitare una pericolosa collisione\u201d. E aggiunge: \u201cMadrid non deve reagire in modo esagerato alla sfida di Barcellona. Ma \u00e8 la Catalogna che deve, prima e soprattutto, fare un passo indietro per non scatenare una profonda crisi\u201d.<\/p>\n<p>Esortazione che i catalani considerano di parte, vista la posizione contraria del giornale inglese alla indipendenza della Scozia, e quindi respinta al mittente: non \u00e8 al momento ipotizzabile una proposta di mediazione unilaterale da parte di Barcellona. <\/p>\n<p><b>Aragona e Castiglia, uniti grazie a un matrimonio <\/b><br \/>Ma come si \u00e8 arrivati a questo punto? Un dato di fondo emerge e spiega molto dell\u2019attuale situazione: l\u2019aspirazione all\u2019indipendenza della Catalogna \u00e8 un antico problema non risolto della storia spagnola. Ricordiamo in sintesi i momenti pi\u00f9 significativi. <\/p>\n<p>Nella seconda met\u00e0 del Quattrocento, l\u2019unit\u00e0 dei due principali regni della penisola ispanica, Aragona e Castiglia, fu raggiunta grazie al matrimonio tra Isabella e Fernando. Entrambi impegnati nel realizzare l\u2019unit\u00e0 dei territori spagnoli, ma consapevoli del difficile compito, i Re sovrani cattolici mantennero una sostanziale autonomia reciproca, nel rispetto delle rispettive monete e di forme originali di autogoverno nate nel Medio Evo. Difesero una idea di Stato federale ante litteram che \u00e8 rimasto scolpito nella memoria.<\/p>\n<p><b>Dal centralismo dei Borbone a quello autoritario del franchismo<\/b><br \/>All\u2019inizio del Settecento, il trono spagnolo, dopo una cruenta guerra di successione che coinvolse gran parte dell\u2019Europa, pass\u00f2 dalle mani degli Asburgo a quelle dei Borbone. Costoro, alla ricerca di una maggiore efficienza nell\u2019amministrazione pubblica, imposero l\u2019idea francese di uno Stato rigidamente centralista e controllato da Madrid. Idea che non venne accettata dalla Catalogna. <\/p>\n<p>Ci fu una guerra intestina che si concluse con la sconfitta dell\u201911 settembre del 1714, quando la Catalogna venne occupata dalle truppe borboniche franco-spagnole. La battaglia \u00e8 ricordata dai catalani nella festa \u201cnazionale\u201d della Diada (Giorno) dell\u201911 settembre, che negli ultimi anni ha visto regolarmente sfilare centinaia di migliaia di bandiere catalane. <\/p>\n<p>La storia della vocazione separatista si sviluppa in seguito ed \u00e8 caratterizzata da episodi emblematici. Tra questi, la dichiarazione dell\u2019indipendenza dell\u2019ottobre 1934, quando la Catalogna separatista e di sinistra sfid\u00f2 apertamente la destra, che aveva appena vinto le elezioni spagnole. Una durissima repressione mise rapidamente fine all\u2019esperienza della Repubblica catalana.<\/p>\n<p>Poi \u00e8 giunto il franchismo, quattro decenni di centralismo autoritario durante i quali il regime ha soffocato ogni manifestazione di cultura catalana.<\/p>\n<p>Ricordare questi episodi non comporta, ovviamente, sottovalutare errori, strumentalizzazioni e fughe in avanti dei partiti separatisti catalani.<\/p>\n<p><b>Rajoy alza le barrricate <\/b><br \/>Dietro l\u2019irrigidimento e la prematura avanzata del Parlamento catalano c\u2019\u00e8 la convinzione che l\u2019indipendenza, decisa unilateralmente, sia l\u2019unica via perseguibile di fronte a quella che viene percepita come una dogmatica intransigenza dei partiti centralisti ed, in particolare, del Partito popolare. <\/p>\n<p>Fino a questo momento nessun passo verso un dialogo aperto \u00e8 stato fatto dal Primo ministro Mariano Rajoy. \u201cLa costituzione non si tocca\u201d: si giustifica cos\u00ec il governo. Quindi non solo il no alla separazione, ma anche all\u2019ipotesi di Stato federale che disegni in modo nuovo la collocazione, in esso, delle diverse nazioni che compongono la realt\u00e0 spagnola.<\/p>\n<p>No anche ad altre proposte, come quella di un referendum catalano sull\u2019indipendenza, proposta da pi\u00f9 parti ed in particolare da Podemos, il nuovo partito spagnolo sorto dalla caduta di consenso che coinvolge le forze politiche tradizionali, i conservatori e i socialisti. Questi ultimi, ancora in questi giorni, hanno scelto di aderire alle posizioni del governo di destra senza proporre convincenti alternative alla questione catalana. <\/p>\n<p>Qualcuno, in Spagna, spera che tutto si ricomponga con le elezioni politiche del prossimo 20 dicembre. Non \u00e8 un\u2019ipotesi realistica. La Spagna non \u00e8 l\u2019Italia dove un partito pu\u00f2 dichiarare per anni l\u2019indipendenza della Padania e poi di colpo cancellarla dal proprio programma. Al contrario le proposte politiche tendono facilmente in Spagna a trasformarsi in posizioni intransigenti. Anche per questo sar\u00e0 bene seguire con attenzione, lo scontro in atto tra Madrid e Barcellona.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mai come in questi giorni la questione catalana \u00e8 diventata centrale nella vita politica spagnola. 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