{"id":32320,"date":"2015-11-17T00:00:00","date_gmt":"2015-11-16T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/crisi-e-instabilita-affrontare-la-spina-nel-fianco-sud\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:32","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:32","slug":"crisi-e-instabilita-affrontare-la-spina-nel-fianco-sud","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/11\/crisi-e-instabilita-affrontare-la-spina-nel-fianco-sud\/","title":{"rendered":"Crisi e instabilit\u00e0, affrontare la spina nel fianco sud"},"content":{"rendered":"<p>Gli attentati di Parigi rendono ancora pi\u00f9 urgente una riflessione sull\u2019approccio dei Paesi Nato alle crisi in Nord Africa e Medio Oriente, a partire da Libia e Siria, sia a livello nazionale che di Alleanza atlantica.<\/p>\n<p>\u00c8 evidente che le crisi locali e regionali nell\u2019area del Mediterraneo producono effetti negativi sulla sicurezza dei Paesi europei, siano essi violentemente diretti come nel caso del terrorismo islamista, oppure indiretti come nel caso della difficile gestione di massicci e drammatici flussi migratori.<\/p>\n<p>\u00c8 altrettanto evidente che, se lasciate a se stesse, le crisi in questa regione peggioreranno, come avvenuto in Libia e Siria dal 2011, finendo col destabilizzare anche stati che sembravano all\u2019inizio non direttamente coinvolti, come avvenuto in Iraq a partire dal 2013 &#8211; e come rischia di avvenire oggi in Libano e Giordania &#8211; creando spazio per lo Stato Islamico o altri <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3229\" target=\"blank\"><b><u>gruppi terroristici<\/u><\/b><\/a> e\/o criminali.<\/p>\n<p><b>Non solo difesa collettiva<\/b><br \/>\nL\u2019attuale Concetto Strategico Nato, approvato nel 2010, stabilisce tra i tre compiti chiave dell\u2019Alleanza (<i>core tasks<\/i>) le operazioni di gestione delle crisi al di fuori del territorio degli Stati Membri e la sicurezza cooperativa inclusi i partenariati &#8211; assieme ovviamente alla difesa collettiva da attacchi esterni, sulla base dell\u2019articolo 5 del Trattato di Washington.<\/p>\n<p>Tale impostazione riflette la storia degli ultimi vent\u2019anni di operazioni Nato \u201cfuori area\u201d, dai Balcani occidentali alla Libia, e la realt\u00e0 attuale con le operazioni in corso in Afghanistan, a sostegno delle autorit\u00e0 locali contro insorti e terroristi, e nel Golfo di Aden a contrasto della pirateria.<\/p>\n<p>N\u00e9 si pu\u00f2 dimenticare che l\u2019articolo 5 \u00e8 stato attivato dai Paesi membri solo una volta in 66 anni di storia Nato proprio nel caso di un attacco terroristico, quello dell\u201911 settembre, e ha portato all\u2019intervento in Afghanistan, di fatto la pi\u00f9 massiccia ed impegnativa campagna militare della storia dell\u2019Alleanza.<\/p>\n<p>La Nato, con l\u2019intervento militare voluto da Parigi, Londra e Washington, ha avuto un ruolo decisivo nel rovesciamento del regime di Gheddafi, cui non \u00e8 seguito un altrettanto risolutivo impegno nella stabilizzazione della Libia uscita a pezzi da tale rovesciamento.<\/p>\n<p><b>Fianco est e\/o fianco sud<\/b><br \/>\nVi sono quindi le condizioni, i precedenti e l\u2019esperienza &#8211; nel bene e nel male &#8211; per una riflessione su un eventuale <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3230\" target=\"blank\"><b><u>impegno della Nato<\/u><\/b><\/a> sul \u201cfianco sud\u201d, in termini sia politici che militari.<\/p>\n<p>\u00c8 mancata tuttavia finora la volont\u00e0 politica da parte di molti alleati di riflettere seriamente su che cosa l\u2019Alleanza potrebbe fare di utile per la sicurezza euro-atlantica in Nord Africa e Medio Oriente, e come.<\/p>\n<p>Una <a href=\"http:\/\/www.iai.it\/sites\/default\/files\/nato_151119.pdf\" target=\"blank\"><b><u> conferenza IAI<\/u><\/b><\/a> in programma il 19 novembre a Roma affronter\u00e0 il doppio tema del dibattito all\u2019interno della Nato sulla strategia verso il \u201cfianco sud\u201d, e della politica di difesa italiana nell\u2019attuale contesto internazionale.<\/p>\n<p>Sulla prima tematica, dal 2014 si \u00e8 registrata una certa divergenza tra le percezioni delle minacce tra stati membri, con Paesi Baltici e Polonia &#8211; ma anche Regno Unito, Norvegia ed altri &#8211; fortemente impegnati nel chiedere un maggiore ruolo della Nato sul \u201cfianco est\u201d quale deterrente ad un\u2019eventuale aggressione russa, anche di natura \u201cibrida\u201d come quella avvenuta in Ucraina.<\/p>\n<p>Dal canto loro Italia, Spagna ed altri Paesi mediterranei hanno tenuto il punto che l\u2019Alleanza deve perseguire tutti e tre i <i>core tasks<\/i> del Concetto Strategico &#8211; non solo la difesa collettiva &#8211; e deve essere pronta ad agire a 360 gradi, incluso il fianco meridionale, non solo ad est.<\/p>\n<p>Questi Paesi sono stati per\u00f2 finora meno efficaci nell\u2019articolare una propria visione strategica di quale potrebbe essere il contributo dell\u2019Alleanza rispetto alle sfide alla sicurezza che provengono da sud, anche perch\u00e9 esse risultano meno facilmente identificabili e comprensibili rispetto alla minaccia russa sul fronte orientale. Il risultato \u00e8 stato un certo riorientamento della Nato sulla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3099\" target=\"blank\"><b><u>difesa collettiva e sul fianco est<\/u><\/b><\/a>, come dimostrato anche dal <i>Readiness Action Plan<\/i> approvato nel vertice del Galles nel 2014.<\/p>\n<p><b>Leadership Usa ridotta, tana liberi tutti?<\/b><br \/>\nGli Stati Uniti hanno esercitato una minore leadership nel determinare la direzione e l\u2019agenda dell\u2019alleanza, in linea con la tendenza dell\u2019amministrazione Obama a disimpegnarsi il pi\u00f9 possibile dagli oneri della gestione della sicurezza regionale in Medio Oriente e Nord Africa, elemento che ha aumentato la tendenza dei Paesi europei e sostenere con pi\u00f9 forza le rispettive visioni nazionali o regionali.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 si \u00e8 riflesso nel processo di elaborazione della <i>Political Guidance <\/i>alleata, il documento che periodicamente da attuazione al Concetto Strategico in vigore in relazione al processo di pianificazione militare Nato. Infatti, l\u2019adozione di questo documento nel 2015 \u00e8 stata pi\u00f9 difficile e laboriosa rispetto al passato proprio a causa delle diverse percezioni delle minacce &#8211; e quindi delle priorit\u00e0 Nato &#8211; tra i Paesi membri.<\/p>\n<p><b>I compiti a casa per l\u2019Italia (e non solo)<\/b><br \/>\nIn questo contesto, il prossimo vertice Nato in programma a Varsavia a luglio 2016 rappresenta una tappa importante. Sia i Paesi membri che le strutture dell\u2019Alleanza sono al lavoro per preparare i dossier su cui i capi di stato e di governo saranno chiamati a decidere, o a ratificare decisioni gi\u00e0 prese in sede ministeriale o militare.<\/p>\n<p>L\u2019attuazione del <i>Readiness Action Plan <\/i>con una maggiore attenzione alle componenti marittima e aerea; la definizione di piani militari per rispondere ad eventuali crisi sul versante meridionale; la revisione della missione navale Nato <i>Active Endeavour<\/i> in corso nel Mediterraneo con compiti di contrasto al terrorismo; gli eventuali scenari di utilizzo della <i>Very High Readiness Joint Task Force <\/i> (VJTF) &#8211; la punta di lancia delle forze di reazione rapida Nato &#8211; sono tutte questioni da considerare anche alla luce delle minacce alla sicurezza euro-atlantica che vengono dal fianco sud.<\/p>\n<p>Per considerarle adeguatamente \u00e8 per\u00f2 necessario che i Paesi Nato, ed in particolare l\u2019Italia e quelli che si sentono maggiormente esposti verso questo tipo di minacce, facciano i compiti a casa, a livello nazionale e regionale.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 implica definire una visione politica chiara e concrete proposte militari in risposta a tali minacce da portare al tavolo con gli alleati, incluso rispetto ad un possibile ruolo Nato sul fianco sud.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli attentati di Parigi rendono ancora pi\u00f9 urgente una riflessione sull\u2019approccio dei Paesi Nato alle crisi in Nord Africa e Medio Oriente, a partire da Libia e Siria, sia a livello nazionale che di Alleanza atlantica. \u00c8 evidente che le crisi locali e regionali nell\u2019area del Mediterraneo producono effetti negativi sulla sicurezza dei Paesi europei, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[157,96,100,110],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32320"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32320"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32320\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":64459,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32320\/revisions\/64459"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32320"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32320"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32320"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}