{"id":32340,"date":"2015-11-19T00:00:00","date_gmt":"2015-11-18T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/dopo-parigi-il-ruolo-dellitalia\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:31","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:31","slug":"dopo-parigi-il-ruolo-dellitalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/11\/dopo-parigi-il-ruolo-dellitalia\/","title":{"rendered":"Dopo Parigi, il ruolo dell\u2019Italia"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 in atto una guerra privata tra il \u201ccaliffo\u201d e la Francia? Al momento, questo \u00e8 ci\u00f2 che appare. Il presidente Fran\u00e7ois Hollande tende a coinvolgere un po\u2019 tutti, appellandosi alla solidariet\u00e0 europea prevista dall\u2019articolo 42, comma 7, del Trattato di Lisbona e citando, solo di conseguenza, l\u2019articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite e il 5 del Trattato dell\u2019alleanza atlantica.<\/p>\n<p>Poteva anche rivolgersi solo alla Nato, ma cos\u00ec avrebbe escluso la Russia, al momento il principale \u201calleato\u201d in termini di capacit\u00e0 e volont\u00e0 di intervento. E tutti gli altri? La trattativa sul tipo e sul livello di supporto sar\u00e0 bilaterale. Un \u201cporta a porta\u201d necessario, se si considera che nessuno degli articoli comporta obblighi specifici.<\/p>\n<p><b>Che cosa l\u2019Italia sta gi\u00e0 facendo <\/b><br \/>L\u2019Italia si era gi\u00e0 mossa da tempo, molto prima dell\u2019appello francese. Nella <a href= \" https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/archivio_articoli.asp?TagID=121\" target= \"blank\"><b><u>lotta contro al Califfo<\/u><\/b><\/a> risulta essere sin dall\u2019inizio in primo piano in termini di presenza in cielo, in mare e sul terreno. Quello che stiamo facendo \u00e8 poco noto al pubblico perch\u00e9, come spesso accade quando stiamo lavorando bene, ha avuto scarsa diffusione sotto il profilo mediatico.<\/p>\n<p>Per richiamare l\u2019attenzione sul nostro sforzo militare c\u2019\u00e8 voluta, giorni addietro, l\u2019improduttiva polemica se i nostri quattro Tornado rischierati in Kuwait debbano \u201csolo\u201d continuare a produrre intelligence o possano \u201canche\u201d <a href= \" https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/archivio_articoli.asp?TagID=133\" target= \"blank\"><b><u>sganciare qualche bomba <\/u><\/b><\/a>.<\/p>\n<p>Ma non ci sono solo i Tornado. Il contributo informativo prodotto dai due ricognitori a pilotaggio remoto Reaper \u00e8 giudicato essenziale e, in alcune circostanze, unico.<\/p>\n<p>Siamo stati i primi, dopo gli Stati Uniti e con anni di anticipo sulla Gran Bretagna, a disporre di questa capacit\u00e0 che potrebbe in seguito completarsi anche con armamenti di precisione. Molto apprezzata poi la disponibilit\u00e0 del tanker KC-767, asset prezioso che contribuisce al rifornimento in volo di tutti i velivoli della coalizione. In queste attivit\u00e0 sono impegnati da oltre un anno circa 250 uomini e donne dell\u2019Aeronautica.<\/p>\n<p>Sempre nell\u2019ambito della missione internazionale \u201cInherent Resolve\u201d, l\u2019Italia fornisce sin dall\u2019inizio personale di staff ai comandi multinazionali in Kuwait e in Iraq (Baghdad ed Erbil), nonch\u00e9 capacit\u00e0 di addestramento ed assistenza alle forze armate e di polizia irachene. Sono impiegate Forze Speciali, genieri a carabinieri per un totale di oltre 400 persone, in aumento fino a 750 con i decreti in corso di rinnovo.<\/p>\n<p>Contribuisce anche la Marina. Queste attivit\u00e0 si svolgono prevalentemente in Kurdistan, dove, in ricordo di Settimio Severo che sconfisse i Persiani, le forze hanno assunto il suggestivo nome della legione \u201cPrima Parthica\u201d.<\/p>\n<p><b>Che cosa ci si aspetta dall\u2019Italia  <\/b><br \/>Che cosa faremo in seguito? Hollande probabilmente si attende una partecipazione ai bombardamenti o un supporto <i>combat<\/i> in Siria e magari nel Mali, per liberare forze da destinare altrove. Al momento, tuttavia, \u00e8 destinato a rimanere deluso, se non isolato.<\/p>\n<p>D\u2019altro canto, le solitarie \u201cfughe in avanti\u201d alle quali la Francia ci ha abituato non hanno portato bene: pochi i vantaggi operativi, ma tanta la confusione. Le attivit\u00e0 di consultazione e doverosa preparazione fervono in ambito militare e se ne discute in sede parlamentare e di governo, ma non sono attese decisioni epocali.<\/p>\n<p>I tre mantra che circolano sono: \u201cnon possiamo lasciare sola la Francia\u201d, \u201cin questa lotta manca una strategia\u201d e, la frase che recita sempre chi proprio non sa cosa fare, \u201cl\u2019Italia far\u00e0 la sua parte\u201d.<\/p>\n<p>Senonch\u00e9, con il vertice di Antalyia, i tavoli di Vienna ed il prossimo summit sul clima di Parigi, nel quale certamente si parler\u00e0 anche d\u2019altro, una qualche sorta di strategia comune comincia ad emergere.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 sicuramente apprezzato, ma \u00e8 anche fonte di preoccupazione per i decisori politici che vengono messi un po\u2019 alle strette, sapendo che spetta a loro tradurre in pratica i buoni principi. \u00c8 in questa direzione che spingono soprattutto i nove punti del consenso raggiunto a Vienna.<\/p>\n<p>Il presidente del Consiglio, come pure i ministri degli Esteri e della Difesa &#8211; ma anche quello degli Interni &#8211; comprensibilmente non si trovano in una posizione invidiabile. Tuttavia sottovoce, in modo frammentato e con molti condizionali, avvertono la necessit\u00e0 di esprimersi in pubblico.<\/p>\n<p><b>Salto di qualit\u00e0<\/b><br \/>Ci\u00f2 che emerge, pu\u00f2 essere sintetizzato come segue: si esclude, al momento, qualsiasi partecipazione di carattere <i>combat <\/i>con forze terrestri; si lascia una porta aperta a un eventuale salto di qualit\u00e0 nelle operazioni aeree; la via diplomatica \u00e8 preferibile, ma non si possono escludere altre forme di intervento; \u00e8 necessario potenziare l\u2019<i>Intelligence <\/i>e le forze speciali.<\/p>\n<p>Tra le altre forme di intervento e di supporto, \u00e8 in particolare il ministro della Difesa ad allargare lo spettro delle nostre possibilit\u00e0, includendo la propaganda sul web, la lotta ai finanziamenti occulti, lo scambio dei risultati delle indagini e un maggior coordinamento a livello operativo. Tutto giusto e corretto.<\/p>\n<p>Resta per\u00f2 un quesito fondamentale, al quale forse nessuno, ormai, si attende una risposta che forse non c\u2019\u00e8: oltre a riunire il Parlamento sovrano, cosa avremmo fatto noi &#8211; o cosa faremo &#8211; qualora ci trovassimo al posto della Francia?<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 in atto una guerra privata tra il \u201ccaliffo\u201d e la Francia? Al momento, questo \u00e8 ci\u00f2 che appare. 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