{"id":32380,"date":"2015-11-24T00:00:00","date_gmt":"2015-11-23T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/ambiguita-laburiste-su-brexit\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:30","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:30","slug":"ambiguita-laburiste-su-brexit","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/11\/ambiguita-laburiste-su-brexit\/","title":{"rendered":"Ambiguit\u00e0 laburiste su Brexit"},"content":{"rendered":"<p>Arduo il compito di chi cerca di capire l\u2019esatta posizione del Partito laburista sulla questione cruciale della permanenza o meno della Gran Bretagna nell\u2019Unione europea, Ue. Il sito principale del Partito non ne parla. Tra le 22 questioni indicate come prioritarie dall\u2019ufficio stampa non compare. <\/p>\n<p><b>Ue, tema non in agenda<\/b><br \/>Il sito del Ministro degli esteri ombra, Hilary Benn, non funziona. Quello del responsabile per questa specifica questione, il deputato ed ex-ministro Alan Johnson, parla solo dei problemi della sua circoscrizione. Nel suo grande discorso al congresso annuale del Partito, Jeremy Corbyn ha liquidato il problema in due frasi (citate sotto). <\/p>\n<p>A quanto pare, il problema era stato dibattuto dal congresso il giorno precedente, ma poich\u00e9 non esiste un verbale della discussione, non se ne pu\u00f2 sapere niente, se non tramite i scarni e inaffidabili resoconti dei giornali quotidiani. Il sito personale di Corbyn propone un suo discorso sull\u2019argomento senza data. Con un po\u2019 di ricerca, si capisce che risale al 2003. <\/p>\n<p>Frugando ulteriormente, si scopre che sul Partito, l\u2019intervento pi\u00f9 recente sul tema \u00e8 quello pronunciato dall\u2019ex-Ministro ombra degli Esteri, Douglas Alexander, all\u2019inizio della crisi libica, nel 2011. <\/p>\n<p>La piattaforma offerta agli iscritti per contribuire all\u2019elaborazione delle linee del partito sulle varie questioni, yourbritain.org.uk, non offre alcun risultato a quanti inseriscono \u2018Unione europea\u2019 nella maschera per la ricerca.<\/p>\n<p><b>L\u2019impegno europeo di Corbyn<\/b><br \/>Poich\u00e9 il Partito laburista non ha il suo giornale, nemmeno on-line, bisogna sfogliare il <i>Financial Times <\/i>per trovare un <a href= \"http:\/\/www.ft.com\/intl\/cms\/s\/0\/96380afe-5d34-11e5-9846-de406ccb37f2.html#axzz3rrf1HPRB\" target= \"blank\"><b><u>articolo<\/u><\/b><\/a> nel quale, il 17 settembre scorso, Corbyn spiega quale \u00e8 il suo punto di vista sull\u2019argomento, o almeno quale era alla met\u00e0 di settembre (dopo due settimane di oscillazioni, piuttosto imbarazzanti per i sostenitori entusiasti del capo appena eletto).<\/p>\n<p>Leggendolo, si deduce che secondo Corbyn l\u2019Ue ha garantito certi diritti ai lavoratori: ferie stipendiate, limiti all\u2019orario di lavoro, soggiorni sabbatici per la maternit\u00e0 e la paternit\u00e0. La presenza inglese nell\u2019Ue andrebbe quindi sostenuta proprio per difendere questi vantaggi. <\/p>\n<p>Nello stesso articolo per\u00f2, Corbyn sostiene che l\u2019Ue viene percepita da troppi cittadini inglesi come un organismo anti-democratico, dominato dall\u2019ideologia del neo-liberismo e dagli interessi del <i>big business<\/i>. <\/p>\n<p>Basta vedere i suoi progetti per la liberalizzazione ulteriore delle rete ferroviarie per averne la conferma, oppure il sostegno europeo al patto per la riforma del commercio transatlantico, o il trattamento deplorevole riservato alla Grecia. <\/p>\n<p>Secondo Corbyn, il laburista Gordon Brown aveva fatto bene a tenere fuori la Gran Bretagna dall\u2019Eurozona, ma ora si tratta di premere per una tassa sulle transazioni finanziarie. <\/p>\n<p>In questa ottica, per il leader laburista la spinta per riformare l\u2019Ue messa in moto da David Cameron ed altri va bene solo se \u00e8 in grado di garantire, tra le altre cose, la Politica agricola comune, Pac, venendo incontro cos\u00ec alle esigenze di tutti quegli agricoltori che durante l\u2019estate hanno manifestato in diversi angoli del vecchio continente. <\/p>\n<p>L\u2019articolo del <i>Financial Times<\/i> si conclude con la promessa da parte dell\u2019uomo ai vertici dei Labour di un maggiore impegno del Partito nel Parlamento europeo, al quale si dovrebbe affiancare un rafforzamento dei legami con i partiti e sindacati fratelli nei vari paesi dell\u2019Ue. <\/p>\n<p>Nel suo discorso di debutto al congresso annuale del partito, Corbyn ha speso solo due frasi per mostrare il suo sostegno ad un\u2019Europa \u2018sociale\u2019, di unit\u00e0, solidariet\u00e0 e diritti. In questa occasione non c\u2019\u00e8 stato alcun accenno neanche al ruolo dell\u2019Ue come l\u2019unica istituzione capace di affrontare quei problemi urgenti e sotto gli occhi di tutti come terrorismo, immigrazione, asilo politico e cambiamento climatico.<\/p>\n<p><b>Laburisti, storicamente disinteressati all\u2019Ue<\/b><br \/>Assente anche ogni accenno autocritico alle sue precedenti posizioni sull\u2019integrazione europea, al suo no, nel referendum del 1975, per la conferma dell\u2019adesione del suo paese alla Cee, alla sua opposizione ai trattati di Maastricht e di Lisbona. Detto questo, la sua ambiguit\u00e0 si presenta come tutt\u2019uno con quella del suo partito lungo tutta la storia dell\u2019integrazione europea.<\/p>\n<p>Fu proprio il primo ministro laburista Clement Attlee il primo a dire, alla fine degli anni \u201840, un no inglese al concetto di integrazione europea. Con l\u2019eccezione di Roy Jenkins, primo presidente britannico della Commissione europea, nessuno politico laburista di rango si \u00e8 mai speso per i principi della solidariet\u00e0 europea. Pi\u00f9 in generale,in tutti questi decenni, il partito non ha mai dimostrato il bench\u00e9 minimo interesse nei valori comunitari. <\/p>\n<p>Mentre Tony Blair ha offerto una disponibilit\u00e0 generica, il suo successore Gordon Brown ha persino ostentato la sua indifferenza, a volte anche disprezzo, per tutto quello che si presenta sotto il nome dell\u2019Europa.<\/p>\n<p>Dobbiamo ancora aspettare per conoscere l\u2019evoluzione della posizione del Partito laburista sulle questioni europee. Una grande assemblea sulla questione, annunciata per marted\u00ec 17 novembre nei dintorni di Birmingham, se si \u00e8 svolta, non ha lasciato alcuna traccia nelle fonti ufficiali del partito, n\u00e9 nei media. <\/p>\n<p>Il sito di Alan Johnson, confermato ultimamente come portavoce principale del partito sul referendum europeo, continua a tacere. Sarebbe questo il modo di comportarsi, e di comunicare col mondo, di un partito che aspira seriamente a conquistare il governo del Regno Unito?<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Arduo il compito di chi cerca di capire l\u2019esatta posizione del Partito laburista sulla questione cruciale della permanenza o meno della Gran Bretagna nell\u2019Unione europea, Ue. Il sito principale del Partito non ne parla. Tra le 22 questioni indicate come prioritarie dall\u2019ufficio stampa non compare. 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