{"id":32400,"date":"2015-11-25T00:00:00","date_gmt":"2015-11-24T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/litalia-dica-la-sua-sulla-brexit\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:29","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:29","slug":"litalia-dica-la-sua-sulla-brexit","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/11\/litalia-dica-la-sua-sulla-brexit\/","title":{"rendered":"L\u2019Italia dica la sua sulla Brexit"},"content":{"rendered":"<p>Rimanere nell\u2019Ue, solo se le relazioni con Londra saranno ricalibrate. \u00c8 questo il messaggio delle proposte di riforma presentate dal primo ministro britannico David Cameron in previsione del referendum in cui &#8211; tra il 2016 e il 2017- i cittadini britannici sceglieranno se restare o meno nell\u2019Ue. <\/p>\n<p>L\u2019Italia, il quarto paese Ue per dimensioni economiche e demografiche, \u00e8 destinata ad avere una parte molto importante nel negoziato.<\/p>\n<p><b>Proposta di riforma o ricatto?<\/b><br \/>Le proposte di Cameron, messe nero su bianco nella lettera spedito al presidente Ue Donald Tusk, hanno suscitato reazioni contrastanti in Italia. <\/p>\n<p>Da una parte, funzionari, politici ed esperti vi hanno visto un incoraggiante &#8211; e lungamente attesto &#8211; primo passo verso una rapida risoluzione del problema del travagliato rapporto con l\u2019Ue del Regno Unito. Dall\u2019altra, molti si risentono del fatto che la questione di cui Cameron ha proposto una soluzione \u00e8 un problema creato da lui stesso.<\/p>\n<p>Dopo la pubblicazione della lettera, Cameron si \u00e8 espresso positivamente sull\u2019Ue, ricordando i molti vantaggi che il Regno Unito trae dalla sua appartenenza all\u2019Unione, anche in termini di sicurezza nazionale. <\/p>\n<p>Molti in Italia (e di certo anche in altri paesi) si chiedono pertanto come mai il governo britannico consideri lo status quo insostenibile. In fin dei conti, molte delle proposte di riforma fatte da Cameron potrebbero essere discusse in un normale contesto di negoziato interno all\u2019Ue. Condizionarle all\u2019uscita del Regno Unito sembra a molti una forma nemmeno troppo nascosta di ricatto. <\/p>\n<p>Altri lamentano che l\u2019intera vicenda puzzi di opportunismo politico, visto che Cameron ha promesso di tenere il <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3179\" target= \"blank\"><b><u>referendum<\/u><\/b><\/a> per riportare all\u2019ordine la fazione pi\u00f9 euroscettica del Partito conservatore e contenere l\u2019avanzata dello UK Independence Party (Ukip), visceralmente anti-Ue. Altri ancora temono una sorta di effetto domino: se si fanno concessioni speciali ai britannici, cosa impedir\u00e0 ad altri di avanzare simili pretese?<\/p>\n<p><b>Regno Unito caso speciale<\/b><br \/>Il governo di Matteo Renzi non deve farsi influenzare da questi argomenti. Che considerazioni di politica interna entrino nel calcolo strategico di leader nazionali non \u00e8 uno scandalo &#8211; in un modo o nell\u2019altro, succede a tutti i leader europei. <\/p>\n<p>Agitando lo spettro della \u2018Brexit\u2019 (come colloquialmente ci si riferisce all\u2019uscita del Regno Unito dall\u2019Ue) Cameron sta indubbiamente giocando duro, ma il premier sa che pu\u00f2 permetterselo perch\u00e9 molti non vogliono lasciar andare un paese dell\u2019importanza economica, politica e strategica come il Regno Unito. <\/p>\n<p>Per quanto opportunistico, se non cinico, il calcolo di Cameron \u00e8 anche realistico. Pochi stati membri, forse solo Francia e Germania, hanno la stessa influenza &#8211; e conseguentemente la stessa forza negoziale &#8211; del Regno Unito. Se gli altri provassero a emulare Cameron scoprirebbero che anche nell\u2019Ue alcuni stati membri sono pi\u00f9 uguali di altri. <\/p>\n<p>Renzi farebbe meglio a impostare il suo approccio su una spassionata e pragmatica valutazione degli interessi italiani in gioco. L\u2019Italia ha un interesse vitale a tutelare la strada dell\u2019integrazione evitandone la preclusione a quegli stati &#8211; soprattutto i membri dell\u2019eurozona &#8211; che vogliano continuare a percorrerla. <\/p>\n<p>Dobbiamo inoltre evitare che i risultati conseguiti dall\u2019integrazione siano compromessi. Al contempo per\u00f2, l\u2019Italia ha anche interesse a tenere il Regno Unito nell\u2019Ue perch\u00e9, senza Londra, l\u2019Unione sarebbe pi\u00f9 piccola economicamente e meno influente sul piano internazionale. <\/p>\n<p><b>Le riforme volute da Cameron<\/b><br \/>Cameron ha avuto il buon senso di avanzare proposte ragionevoli (pur con qualche eccezione). Delle aree che il premier britannico vorrebbe riformare, l\u2019unica che presenta ostacoli forse insormontabili riguarda l\u2019immigrazione da paesi Ue. <\/p>\n<p>Su questo fronte l\u2019Italia deve guardarsi bene dal fare concessioni che riducano la libert\u00e0 di circolazione dei lavoratori, una delle quattro libert\u00e0 fondamentali &#8211; insieme alla libera circolazione di merci, servizi e capitali &#8211; su cui il processo d\u2019integrazione europea \u00e8 storicamente basato. <\/p>\n<p>Le altre aree offrono prospettive di accordo pi\u00f9 incoraggianti. L\u2019Italia ha interesse sia ad appoggiare la proposta di creare un\u2019unione digitale e di capitali, sia a tenere sotto controllo la regolamentazione Ue. <\/p>\n<p>Le piccole e medie imprese italiane beneficerebbero infatti dall\u2019avere maggiore accesso a fonti di credito (una conseguenza dell\u2019integrazione dei capitali) e una burocrazia pi\u00f9 snella. <\/p>\n<p>Cameron vuole anche porre fine all\u2019obbligo del Regno Unito a lavorare verso una \u2018unione sempre pi\u00f9 stretta\u2019. Purch\u00e9 non si aprano le porte ad un\u2019Europa <i>\u00e0 la carte<\/i>, l\u2019Italia non deve opporsi all\u2019introduzione di maggiore flessibilit\u00e0 nella governance dell\u2019Ue. <\/p>\n<p>L\u2019Unione, dopotutto, gi\u00e0 ora opera come un sistema di governance multi-livello, visto che un certo grado di differenziazione \u00e8 gi\u00e0 presente in questioni di difesa, giustizia e affari interni, nonch\u00e9 ovviamente affari economici e monetari. <\/p>\n<p>A questo proposito, la richiesta di Cameron di tutelare i paesi Ue fuori dalla zona euro da possibili forme di discriminazione e proteggere il mercato unico ha senso, ma non a tal punto da acconsentire che le decisioni degli stati euro possano essere bloccate dai non-euro semplicemente richiamandosi all\u2019integrit\u00e0 del mercato comune. Molto meglio orientarsi verso soluzioni ad hoc, decise caso per caso. <\/p>\n<p>La strada per un accordo con i britannici \u00e8 meno stretta di quanto sembri. Gli italiani possono contribuirvi senza sacrificare il loro interesse nell\u2019integrazione europea. L\u2019alternativa &#8211; un\u2019Ue pi\u00f9 modesta e un Regno Unito estraniato &#8211; potrebbe dimostrarsi ben peggiore. <\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rimanere nell\u2019Ue, solo se le relazioni con Londra saranno ricalibrate. \u00c8 questo il messaggio delle proposte di riforma presentate dal primo ministro britannico David Cameron in previsione del referendum in cui &#8211; tra il 2016 e il 2017- i cittadini britannici sceglieranno se restare o meno nell\u2019Ue. L\u2019Italia, il quarto paese Ue per dimensioni economiche [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[171,90,96,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32400"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32400"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32400\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62411,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32400\/revisions\/62411"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32400"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32400"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32400"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}