{"id":32450,"date":"2015-12-01T00:00:00","date_gmt":"2015-11-30T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-ristrutturazione-militare-cinese-passa-da-gibuti\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:27","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:27","slug":"la-ristrutturazione-militare-cinese-passa-da-gibuti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/12\/la-ristrutturazione-militare-cinese-passa-da-gibuti\/","title":{"rendered":"La ristrutturazione militare cinese passa da Gibuti"},"content":{"rendered":"<p>Rivoluzione militare in Cina. Pechino apre per la prima volta nella storia una base militare all\u2019estero e mette in moto un cambiamento strategico radicale che segnala una nuova fase della proiezione militare cinese nel mondo.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo \u00e8 quello di trasformare l\u2019esercito in una struttura \u201cpi\u00f9 ampia, pi\u00f9 integrata, multifunzionale e flessibile\u201d. Per farlo, crescer\u00e0 anche il bilancio della difesa cinese, che \u00e8 destinato ad aumentare di un ulteriore 10% rispetto allo scorso anno, raggiungendo circa 145 miliardi di dollari. Secondo molti analisti stranieri la percentuale potrebbe essere anche pi\u00f9 elevata.<\/p>\n<p><b>Prima base militare cinese all\u2019estero <\/b><br \/>La prima base militare cinese all\u2019estero aprir\u00e0 a Gibuti, paese piccolo ma strategico per la sua posizione a guardia del Corno d\u2019Africa. Piccolo Stato situato all&#8217;imbocco dello stretto di Babel Mandeb tra il Mar Rosso e l&#8217;Oceano Indiano e punto strategico del Corno d&#8217;Africa, Gibuti \u00e8 sempre stato visto con interesse dalla Cina, che sarebbe riuscita, siglando un accordo della durata di 10 anni, nell\u2019intento di installarvi una \u201cbase\u201d di supporto logistico.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/cina-gibuti.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p>La Marina militare cinese, nell\u2019ambito delle operazioni anti-pirateria, utilizza gi\u00e0 da tempo il porto di Gibuti, come un punto d&#8217;appoggio per gli approvvigionamenti.<\/p>\n<p>La \u201cbase\u201d, concepita come una struttura di sostegno logistico, sar\u00e0 destinata principalmente alla fornitura di servizi, oltre al fatto che sarebbe il primo avamposto militare cinese all&#8217;estero, fatto sicuramente non trascurabile.<\/p>\n<p>Gibuti,oltre a essere una rara oasi di stabilit\u00e0 nel Corno d&#8217;Africa, \u00e8 indubbiamente un punto strategicamente importante da cui partire per proteggere le importazioni di petrolio dal Medio Oriente che attraversano l&#8217;Oceano Indiano verso la Cina.<\/p>\n<p><b>La tela cinese in Africa<\/b><br \/>A tale scopo, la Cina conduce pattugliamenti anti-pirateria dal 2008, con un totale di 21 flotte di scorta, pi\u00f9 di 60 navi, per effettuare missioni nel Golfo di Aden e al largo della Somalia facendo affidamento, finora, su porti stranieri per il rifornimento.<\/p>\n<p>Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Hong Lei, ha dichiarato che &#8220;la costruzione delle strutture aiuterebbe ulteriormente la marina militare cinese e l&#8217;esercito nella partecipazione alle operazioni di mantenimento della pace delle Nazioni Unite, nelle missioni di scorta nelle acque vicino alla Somalia e al Golfo di Aden, e nell\u2019assistenza umanitaria&#8221;.<\/p>\n<p>La Cina vuole infatti avere un ruolo maggiore nel garantire la pace e la stabilit\u00e0 regionale e gli accordi nell\u2019interesse di entrambi i paesi.<\/p>\n<p>La struttura, oltre a servire da hub logistico, consentir\u00e0 ai cinesi di &#8220;estendere la loro portata&#8221;. Una base cinese nel Corno d\u2019Africa aumenterebbe la presenza della Cina nel continente africano, dove ha gi\u00e0 una presenza militare permanente di circa 2mila truppe, schierate in missioni di mantenimento della pace delle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>In futuro potrebbero essercene molti di pi\u00f9. Dalla tribuna dell&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite il presidente cinese Xi Jinping ha parlato di una Cina disposta ad aderire al nuovo sistema per la preparazione delle operazioni di pace delle Nazioni Unite, annunciando che operer\u00e0 un contingente permanente di forze di polizia e riservisti formato da 8mila uomini.<\/p>\n<p><b>Gibuti, potenziale hub del traffico internazionale<\/b><br \/>L\u2019accordo della Cina con Gibuti, secondo quanto riportato dal <i>New York Times<\/i>, si inserisce nel piano di sviluppo del piccolo paese africano, il cui governo si sta concentrando su &#8220;strade, porti, aeroporti e infrastrutture di telecomunicazioni per rendere Gibuti l\u2019hub del traffico regionale e internazionale&#8221;.<\/p>\n<p>Con una popolazione di circa 900 mila abitanti, Gibuti starebbe pianificando di investire $ 6 miliardi nell&#8217;iniziativa, ed \u00e8 anche alla ricerca di ulteriori investimenti stranieri. Siti ufficiali affermano l\u2019intenzione di costruire almeno altri sei porti.<\/p>\n<p>Oltre alla base cinese, Gibuti ne ospita anche una statunitense a Camp Lemonnier, dove sono ospitati circa 4.000 soldati, incluse forze speciali e civili. Recentemente, gli Usa hanno rinnovato l\u2019accordo per la permanenza nella base per dieci anni con l\u2019opzione per altri dieci.<\/p>\n<p>Anche la Francia mantiene una base a Gibuti, ex colonia francese. Il Giappone partecipa alle operazioni antipirateria delle Nazioni Unite con aerei di sorveglianza e personale vario.<\/p>\n<p>Gli italiani sono presenti con circa 80 militari che compongono il nucleo permanente della missione. La Base fornisce supporto ai contingenti nazionali che operano nell\u2019area del Corno d\u2019Africa e nell\u2019Oceano Indiano.<\/p>\n<p><b>La crisi del Dragone e gli effetti in Africa<\/b><br \/>Secondo alcuni dati riportati dal <i>Foreign Times<\/i>, molte nazioni africane, in particolare esportatori di materie prime, sono state duramente colpite dal recente rallentamento economico della Cina che \u00e8 stato il primo mercato per le merci di molti paesi.<\/p>\n<p>Gli scambi commerciali tra Cina e Africa nel 2014 hanno superato i 220 miliardi di dollari, rispetto ai 10 miliardi del 2003. La Cina \u00e8 stata il pi\u00f9 grande partner commerciale del continente dal 2009, superando gli Stati Uniti.<\/p>\n<p>L\u2019accordo con Gibuti rappresenta un grande risultato per la Cina, che a lungo ha cercato di rafforzare la sua influenza in luoghi considerati passaggi strategici obbligati, consolidando cos\u00ec una presenza davvero massiccia nel continente africano.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rivoluzione militare in Cina. Pechino apre per la prima volta nella storia una base militare all\u2019estero e mette in moto un cambiamento strategico radicale che segnala una nuova fase della proiezione militare cinese nel mondo. L\u2019obiettivo \u00e8 quello di trasformare l\u2019esercito in una struttura \u201cpi\u00f9 ampia, pi\u00f9 integrata, multifunzionale e flessibile\u201d. 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