{"id":32460,"date":"2015-12-02T00:00:00","date_gmt":"2015-12-01T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-saga-delladesione-turca-allue-prematuro-parlare-di-svolta\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:27","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:27","slug":"la-saga-delladesione-turca-allue-prematuro-parlare-di-svolta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/12\/la-saga-delladesione-turca-allue-prematuro-parlare-di-svolta\/","title":{"rendered":"La saga dell&#8217;adesione turca all&#8217;Ue: prematuro parlare di svolta"},"content":{"rendered":"<p>Numerosi cittadini turchi guardano all\u2019Unione europea, Ue, con riluttanza. Non solo a causa dello scarso riguardo mostrato nei confronti del loro Paese, ma per il doppio standard che questa sta utilizzando. Tuttavia, secondo il Primo Ministro Ahmet Davutoglu, in seguito al summit di domenica a Bruxelles, la situazione potrebbe cambiare.<\/p>\n<p>Dopo una lunga attesa, la Turchia ha infatti ottenuto il riconoscimento del suo peso geopolitico dall\u2019Ue. Ankara ricever\u00e0 tre miliardi di euro in aiuti finanziari, in cambio del contenimento del flusso dei rifugiati provenienti dalla Siria, sempre pi\u00f9 devastata dalla guerra. Si attende l\u2019apertura di un nuovo capitolo della saga della \u2018adesione\u2019 all\u2019Ue per rinvigorire i negoziati ormai da tempo in fase di stallo.<\/p>\n<p>In segno di rispetto nei confronti della Turchia, gli alti funzionari dell\u2019Ue hanno accettato di istituire due summit l\u2019anno. Inoltre, i cittadini turchi possono sorridere davanti alla prospettiva dell\u2019esenzione del visto per i viaggi verso l\u2019area Schengen entro la fine del 2016, a condizione per\u00f2 che l\u2019accordo di riammissione venga attuato e che venga realizzata una mappa nel rispetto di determinati requisiti tecnici.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 quindi parlare di svolta decisiva nella saga Ue-Turchia? Non proprio. Infatti, fino a quando la questione di Cipro rimarr\u00e0 irrisolta, battezzare il summit come una svolta \u00e8 un\u2019esagerazione.<\/p>\n<p><b>Politica monetaria, un nuovo capitolo per l\u2019adesione<\/b><br \/>\nUn colloquio sull\u2019apertura di un nuovo capitolo di adesione &#8211; verosimilmente sulla politica monetaria &#8211; era gi\u00e0 nell\u2019aria dalla met\u00e0 del 2014, ma gli sforzi per aprire capitoli pi\u00f9 rilevanti quali giustizia, diritti umani ed energia sono continuamente arrestati da Cipro.<\/p>\n<p>Proprio come avvenne due anni fa, quando l\u2019apertura dell\u2019ultimo capitolo &#8211; quello sulle politiche regionali &#8211; non ebbe pressoch\u00e9 alcun impatto sulle relazioni Ue-Turchia, crearne uno nuovo adesso farebbe poca differenza.<\/p>\n<p>Con 14 capitoli gi\u00e0 aperti e 21 ancora da aprire, i negoziati di adesione si trascinano da un decennio. Per questo servir\u00e0 molto pi\u00f9 di una singola occasione per rivitalizzare il &#8211; moribondo &#8211; processo di adesione.<\/p>\n<p><b>Turchia, oggi pi\u00f9 che mai lontana dagli standard Ue<\/b><br \/>\nSoprattutto, l\u2019attuale clima politico turco non sembra promettere nessun miglioramento in quanto a conformit\u00e0 con le norme e gli standard Ue. La centralizzazione del potere, il rinnovato conflitto con i curdi del Pkk, le pressioni sui mezzi di informazione e l\u2019assassinio di un prominente attivista dei diritti umani &#8211; chiunque ne sia responsabile &#8211; fanno della Turchia del 2015 un Paese sempre pi\u00f9 simile a quello del 1995; non lo stato pieno di speranze che il partito Akp di un tempo guidava all\u2019inizio del ventunesimo secolo.<\/p>\n<p>L\u2019Ue non pu\u00f2 illudersi di rovesciare la situazione politica in Turchia &#8211; e di riacquisire cos\u00ec il ruolo di catalizzatore delle riforme democratiche turche &#8211; centellinando un capitolo alla volta nel processo di adesione.<\/p>\n<p>Anzi, aprire un nuovo capitolo ora &#8211; per di pi\u00f9 non connesso alla questione diritti umani &#8211; rischia di mandare al raggiante Davutoglu un messaggio fuorviante, ovvero che le norme Ue sono negoziabili.<\/p>\n<p>A parit\u00e0 di condizioni, le dinamiche attuali spingono la Turchia verso il partenariato strategico chiamato gi\u00e0 un tempo dai democratici cristiani europei.<\/p>\n<p>I pilastri di questa partnership sono la modernizzazione dell\u2019accordo sull\u2019unione doganale, concessioni sulla liberalizzazione dei visti, e cooperazione nell\u2019ambito della politica estera, in particolare rispetto alle questioni di alto profilo quali la migrazione e l\u2019energia. Tuttavia, tale partnership \u00e8 fondata su interessi, parzialmente convergenti, non sui valori.<\/p>\n<p>Il presidente Racep Tayip Erdo?an ha comunque ragione di esultare. Dopo il trionfo elettorale del primo novembre, ha ora guadagnato punti a Bruxelles. Il colpo potrebbe tornargli inoltre utile per affrontare la Russia senza giocarsi la faccia in seguito alla crisi scatenata dal recente abbattimento del Sukhoi-24, lungo il confine con la Siria.<\/p>\n<p><b>I dubbi dei democratici e liberali<\/b><br \/>\nTuttavia, un dubbio attanaglia i democratici e i liberali turchi insieme a tutti quegli europei che credono nella possibilit\u00e0 di un futuro europeo per la Turchia: accettare l\u2019offerta dell\u2019Ue, nella speranza che quest\u2019ultima ammorbidisca l\u2019approccio del governo verso l\u2019opposizione, o rifiutarla perch\u00e9 significherebbe per l\u2019Ue svendersi e chiudere un occhio alla chiusura del governo verso diritti e libert\u00e0?<\/p>\n<p>\u00c8 il dubbio di Groucho Marx che si ripete, quello del \u201cNon vorrei mai far parte di un club che accettasse tra i suoi soci uno come me\u201d.<\/p>\n<p>Le cose potrebbero andare storte. La liberalizzazione dei visti ai cittadini turchi in area Schengen non \u00e8 un affare gi\u00e0 concluso: potrebbe infatti andare a rotoli, rimanere incompiuto o stemperato dalle pressioni dei partiti anti-immigrazione, che sono sempre pi\u00f9 in ascesa in Francia e in molti altri Stati Membri dell\u2019Ue.<\/p>\n<p>Coloro che cercano asilo potrebbero continuare ad arrivare in massa, preferendo rotte diverse rispetto alla Turchia. I colloqui sulla modernizzazione dell\u2019Unione doganale con Ankara potrebbero giungere a un punto morto, tanto quanto quelli per i negoziati di adesione.<\/p>\n<p>In tal caso si assister\u00e0 a recriminazioni varie e ad accuse vicendevoli tra Turchia e Ue. E se anche il Piano d\u2019Azione dovesse essere pienamente attuato, questo non garantirebbe in nessun modo una ripresa di un circolo virtuoso caratterizzato da riforme turche e integrazione europea.<\/p>\n<p>Tuttavia, una speranza c\u2019\u00e8. L\u2019Ue, oggi, potrebbe avere dato un nuovo vigore al processo di adesione turco, per ragioni che non hanno niente a che fare con l\u2019europeizzazione della Turchia, ma il risultato potrebbe essere comunque positivo.<\/p>\n<p>Se un accordo venisse raggiunto nei prossimi mesi a Cipro, il conseguente disgelo della maggior parte dei capitoli riguardanti l\u2019adesione all\u2019Ue potrebbe inserirsi nel nuovo clima politico europeo dove il valore strategico della Turchia \u00e8 definitivamente apprezzato. E a quel punto una genuina rivitalizzazione delle relazioni Ue-Turchia, nonch\u00e9 un impeto turco a favore della riforma non potrebbero non accadere.<\/p>\n<p>Non tutto ci\u00f2 che si fa viene fatto per i giusti motivi. Ciononostante, forse e solo forse, l\u2019esito potrebbe essere in qualunque modo positivo.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Numerosi cittadini turchi guardano all\u2019Unione europea, Ue, con riluttanza. 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