{"id":32480,"date":"2015-12-04T00:00:00","date_gmt":"2015-12-03T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/libia-somalizzata-un-assist-agli-estremisti\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:26","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:26","slug":"libia-somalizzata-un-assist-agli-estremisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/12\/libia-somalizzata-un-assist-agli-estremisti\/","title":{"rendered":"Libia somalizzata, un assist agli estremisti"},"content":{"rendered":"<p>La Libia rischia di diventare \u201cla prossima emergenza\u201d, come ha ribadito Matteo Renzi durante il suo incontro a Parigi con il presidente francese Fran\u00e7ois Hollande. <\/p>\n<p>Quasi quattro anni dopo la caduta del regime di Muammar Gheddafi, la Libia \u00e8 ancora nel caos con due governi rivali e due parlamenti: la Camera dei Rappresentanti a Tobruk, riconosciuta dalla comunit\u00e0 internazionale, e il Congresso Generale Nazionale con sede a Tripoli, sostenuto dalla coalizione filo-islamista di Alba Libica.<\/p>\n<p><b>Da L\u00e9on a Kobler, gli sforzi della diplomazia <\/b><br \/>La formazione di un governo di unit\u00e0 nazionale &#8211; dopo gli accordi raggiunti in ottobre a Skhirat in Marocco &#8211; deve ancora realizzarsi. Bernardino L\u00e9on, l\u2019ex inviato speciale delle Nazioni Unite in Libia, in vista della <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3173\" target= \"blank\"><b><u>scadenza del suo mandato<\/u><\/b><\/a>, annunci\u00f2 la formazione di un governo di unit\u00e0 nazionale guidato da Fayez El Sarraj, deputato della Camera dei Rappresentanti. <\/p>\n<p>I partecipanti al processo di dialogo dovevano votare il nuovo governo prima del 20 ottobre. A pi\u00f9 di un mese dalla scadenza per\u00f2 l\u2019esecutivo libico non ha ancora visto la luce. <\/p>\n<p>Anche se la maggioranza dei membri dei due parlamenti ha annunciato pubblicamente di appoggiare il piano proposto dalle Nazioni Unite, una minoranza di deputati &#8211; sia a Tripoli che a Tobruk &#8211; si oppongono alla votazione del nuovo governo di transizione.<\/p>\n<p>La scorsa settimana a Tunisi, 27 membri della Camera dei Rappresentanti e del Congresso Generale Nazionale hanno espresso il loro rifiuto al piano presentato dall\u2019Onu in quanto &#8220;non coerente con i principi della riconciliazione\u201d. <\/p>\n<p>Secondo quanto riportato da fonti locali, quanti si oppongono sono contrari a qualsiasi ingerenza straniera sul futuro della Libia. A questo si sommano le vicende legate al ruolo di L\u00e9on. <\/p>\n<p>Sospettato di sostenere Tobruk a discapito di Tripoli, prima di uscire di scena L\u00e9on ha annunciato che andr\u00e0 a lavorare, per 50 mila dollari al mese, nell\u2019accademia di formazione diplomatica degli Emirati Arabi Uniti, un paese che non solo \u00e8 coinvolto fino al gomito negli affari della Libia, ma che appoggia esplicitamente uno dei due governi, proprio quello orientale di Tobruk.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 ha aumentato la diffidenza dei libici verso la mediazione straniera. L\u2019incontro di Tunisi tra i politici libici segna quindi una preoccupante battuta d\u2019arresto dopo i passi avanti degli ultimi mesi.<\/p>\n<p>Martin Kobler, il nuovo inviato Onu per la Libia, sta cercando di riannodare le fila attorno al processo di dialogo intrapreso da Leon. Kobler, dopo aver visitato la settimana scorsa Italia, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Francia, Tunisia ed Egitto, sar\u00e0 in questi giorni ad Algeri per la settima conferenza dei ministri degli esteri dei Paesi vicini della Libia. <\/p>\n<p>La pressione diplomatica della comunit\u00e0 internazionale affinch\u00e9 venga presto approvato il nuovo governo \u00e8 massima. Alla riunione di Algeri infatti prenderanno parte anche la Lega araba, l\u2019Unione europea e l&#8217;Unione africana.<\/p>\n<p><b>L\u2019avanzata del Califfato in Libia<\/b><br \/>In Libia senza un governo legittimo continua intanto l\u2019avanzata jihadista. Diverse fonti locali hanno riferito che i jihadisti dell\u2019autoproclamatosi \u201cstato islamico\u201d stanno trasportando armi pesanti e veicoli da Sirte verso le citt\u00e0 di Harawa, Nufaliya e Bin Jawad con l\u2019obiettivo di estendere la loro influenza nei territori ricchi di petrolio e su Ajdabiya, a 150 chilometri da Bengasi.<\/p>\n<p>Per cercare di limitare la loro avanzata, l\u2019aviazione libica ha colpito duramente Ajdabiya la settimana scorsa. La lotta alle milizie islamiche condotta dall\u2019esercito guidato dal generale Khalifa Belqasim Haftar non sembra per\u00f2 aver ottenuto grandi risultati. I combattenti dell\u2019Is controllano ormai gran parte della strada costiera del Golfo della Sirte. <\/p>\n<p>La controversa figura del generale <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3185\" target= \"blank\"><b><u>Khalifa Haftar<\/u><\/b><\/a>, inoltre, \u00e8 giudicata da molti osservatori internazionali come un ostacolo alla normalizzazione della Libia. <\/p>\n<p>Le azioni militari del generale sono state spesso condannate dal governo di Tripoli. Il premier del Congresso Generale Nazionale, Khalifa al-Ghwell, ha promesso di vendicare i raid dell\u2019aviazione su Ajdabiya, definiti da Tripoli come \u201cun atto criminale\u201d. Non \u00e8 ancora chiaro quale sar\u00e0 la risposta di Alba Libica per\u00f2 questa situazione rischia di favorire l\u2019espansione dell\u2019influenza dello \u201cstato islamico\u201d.<\/p>\n<p><b>Emirato petrolifero<\/b><br \/>Nella lotta per il potere tra Tobruk e Tripoli,infine, non deve essere sottovalutata la figura di Ibrahim Jadran, giovane ex rivoluzionario e comandante dei reparti posti a protezione dei giacimenti petroliferi in Cirenaica. <\/p>\n<p>Jadran, formalmente avversario degli islamisti, nel caso di una divisione territoriale della Libia potrebbe decidere di fondare un proprio \u201cemirato petrolifero\u201d con l\u2019appoggio della sua trib\u00f9 Magharba.<\/p>\n<p>Nel complicato scenario libico, al di l\u00e0 delle divisioni tribali o ideologiche, il controllo dei proventi del petrolio &#8211; pari al 97% del Pil della Libia &#8211; appare come il vero nodo della battaglia politica.<\/p>\n<p>Nel paese nordafricano, dove ogni milizia rappresenta un centro di potere autonomo, l\u2019assenza di un governo di unit\u00e0 nazionale allontana sempre di pi\u00f9 la stabilizzazione dopo 42 anni di dittatura.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Libia rischia di diventare \u201cla prossima emergenza\u201d, come ha ribadito Matteo Renzi durante il suo incontro a Parigi con il presidente francese Fran\u00e7ois Hollande. 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