{"id":32560,"date":"2015-12-09T00:00:00","date_gmt":"2015-12-08T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/pechino-nato-ue-e-vicinato-ditalia\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:25","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:25","slug":"pechino-nato-ue-e-vicinato-ditalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/12\/pechino-nato-ue-e-vicinato-ditalia\/","title":{"rendered":"Pechino: Nato, Ue e vicinato d&#8217;Italia"},"content":{"rendered":"<p>Che Cina ed Europa potessero giungere ad avere interessi e preoccupazioni di sicurezza condivisi o contrapposti, ma in ogni caso comuni sembrava &#8211; pi\u00f9 o meno sino al 2010 &#8211; un\u2019ipotesi ben lontana dal potersi un giorno realizzare. <\/p>\n<p>Pi\u00f9 che la considerevole lontananza geografica era infatti la pressoch\u00e9 completa reciproca estraneit\u00e0 dei due protagonisti negli ultimi sessant\u2019anni che finiva col condizionare una percezione almeno in parte ancorata a stereotipi ormai sorpassati dai fatti e dalla storia.<\/p>\n<p>Diverso invece il caso dell\u2019Alleanza atlantica, inevitabilmente condizionata dalla presenza di un\u2019America che aveva iniziato molto presto a considerare Pechino come il pi\u00f9 immediato &#8211; e quindi il pi\u00f9 pericoloso &#8211; dei potenziali aspiranti a sostituirla al vertice della leadership mondiale. <\/p>\n<p>Un peccato mortale per un paese che &#8211; come gli Stati Uniti &#8211; non sopporta l&#8217;idea di essere considerato una potenza in declino, destinata, in un giorno ormai non molto lontano, a non essere pi\u00f9 la prima superpotenza.<\/p>\n<p><b>L\u2019aleatoriet\u00e0 dei rapporti Cina Nato <\/b><br \/>Cos\u00ec, almeno sin dall&#8217;inizio di questo secolo, la crescente preoccupazione americana per la crescita cinese ha finito con l&#8217;estendersi anche alla Nato: rimanendo all&#8217;inizio una preoccupazione vaga e lontana, ma divenendo molto pi\u00f9 attuale nel momento in cui l&#8217;Alleanza ha superato tutti i vincoli di <i>membership<\/i>, di missione e di area geografica previsti dal suo trattato costitutivo per guidare un\u2019articolata \u201c<i>coalition of the willing<\/i>\u201d in una missione afgana che si sta concludendo solo ora in un crepuscolo pieno di incertezze. <\/p>\n<p>Con tale missione la Nato entrava a gamba tesa in Asia centrale, in una zona che si poteva considerare come un \u201c<i>backyard <\/i>cinese\u201d, secondo la terminologia americana, o come un \u201c<i>near abroad <\/i>di Pechino\u201d secondo quella russa. <\/p>\n<p>La presenza pi\u00f9 che decennale dell\u2019Alleanza in Afghanistan, oltre ad avere un effetto stabilizzante per tutta l\u2019area, ha permesso altres\u00ec alla Cina di non impegnarsi direttamente nel contenere l\u2019espansione dell\u2019estremismo islamico e il suo travaso dall\u2019area pashtun afgana a quella uigura cinese. <\/p>\n<p>Un fatto che spiega perch\u00e9 Pechino abbia tollerato per un periodo tanto lungo la presenza Nato in zone cos\u00ec prossime al suo territorio nazionale senza tentare di contrastarla in alcun modo e in alcuna sede.<\/p>\n<p>Le difficolt\u00e0 e i contrasti che potrebbero insorgere fra Pechino e l\u2019Alleanza si concentrano cos\u00ec al momento soltanto sul contenzioso in atto nel Mar cinese meridionale, rimanendo, quindi, sino a prova contraria, unicamente potenziali. <\/p>\n<p>Almeno in teoria la Nato dovrebbe infatti rimanere del tutto indifferente a una disputa tanto lontana dalla sua area e cos\u00ec estranea ai suoi interessi. <\/p>\n<p>Se per\u00f2 le cose dovessero avviarsi su una china negativa, un\u2019eventuale presa di posizione dura da parte degli Stati Uniti non potrebbe non ripercuotersi sull\u2019Alleanza, ove l\u2019azione congiunta di Washington e di un <i>establishment <\/i>Nato alla disperata ricerca di missioni che ne giustifichino la sopravvivenza finirebbe probabilmente col tradursi in qualche forma di coinvolgimento. <\/p>\n<p>Un indizio di quanto potrebbe succedere \u00e8 dato tra l\u2019altro dal fatto che la Nato ha gi\u00e0 da tempo rapporti particolari con il Giappone, mentre non ne intrattiene alcuno con la Cina.<\/p>\n<p><b>Ue-Cina, sulla sicurezza rapporti stabili<\/b><br \/>All\u2019aleatoriet\u00e0 dei rapporti della Cina con la Nato nel settore della sicurezza si contrappone la sostanziale stabilit\u00e0 di quelli con l\u2019Unione europea, rimasti invece molto buoni, nonostante esistano fra i due protagonisti contenziosi &#8211; in atto e potenziali &#8211; che potrebbero col tempo rivelarsi pericolosi, e malgrado il fatto che i paesi dell\u2019Unione siano al contempo, in maggioranza, anche membri dell\u2019Alleanza atlantica. <\/p>\n<p>Un comportamento vagamente schizofrenico da parte di alcuni protagonisti che seguono in pari tempo &#8211; nelle due diverse sedi &#8211; politiche in parte divergenti fra loro? La dimostrazione di quanto fortemente si possa far sentire in ambito Nato l\u2019influenza degli Stati Uniti, che invece possono influire soltanto indirettamente sull\u2019Unione?<\/p>\n<p>Questo e altro, certamente, ma allo stesso tempo anche la piena coscienza di come la Cina possa progressivamente evidenziarsi come un partner importante e un protagonista di assoluto rilievo non soltanto nell\u2019ambito politico ed economico ma anche in quello della sicurezza comune. <\/p>\n<p>Molto gradualmente, la Cina \u00e8 effettivamente riuscita ad avvicinarsi all\u2019Europa, per lo meno per tramite delle proiezioni di forza oltremare. In Africa la presenza cinese si \u00e8 progressivamente infittita negli ultimi vent\u2019anni, arrivando a coprire con una rete capillare pi\u00f9 o meno tutti i paesi del continente. <\/p>\n<p>E non si tratta certamente di piccoli numeri: quando dovettero <a href= \"http:\/\/news.xinhuanet.com\/english2010\/china\/2011-03\/03\/c_13759456.htm\" target= \"blank\"><b><u>evacuare<\/u><\/b><\/a> i connazionali dalla Libia in fiamme, i cinesi trassero in salvo oltre 35mila persone. <\/p>\n<p>In parallelo alla crescita di tale presenza \u00e8 altres\u00ec aumentata ovunque anche l\u2019influenza cinese, ovviamente a discapito di preesistenti condizioni di privilegio, per la gran parte inglesi o francesi. <\/p>\n<p>L\u2019Europa si trova quindi a confrontarsi, in questo momento, con l\u2019influenza crescente di un paese che \u00e8 una grande potenza e che sempre pi\u00f9 afferma la propria presenza sulla sponda meridionale del Mediterraneo, attraverso un processo che almeno potenzialmente potrebbe instradarla su una rotta di collisione con le due maggiori potenze militari dell\u2019Unione.<\/p>\n<p>La presenza cinese nel Mediterraneo e in zone contermini si esprime poi, ogni giorno di pi\u00f9, anche in altre forme che pi\u00f9 direttamente coinvolgono il concetto di sicurezza. Contingenti di Pechino sono schierati da tempo con le forze Onu in <a href= \"http:\/\/www.chinadaily.com.cn\/china\/2015-05\/19\/content_20764322.htm\" target= \"blank\"><b><u>Libano<\/u><\/b><\/a> e nel <a href= \"http:\/\/www.scmp.com\/news\/china\/article\/1407574\/chinese-troops-bolster-un-peacekeeping-mission-mali\" target= \"blank\"><b><u>Mali<\/u><\/b><\/a>. <\/p>\n<p>La Marina cinese \u00e8 reduce da recenti <a href= \"http:\/\/tass.ru\/en\/opinions\/795340\" target= \"blank\"><b><u> manovre congiunte<\/u><\/b><\/a> con quella russa nel bacino orientale del Mare nostrum. Contemporaneamente, essa coopera con le Marine Nato nell\u2019<a href= \"http:\/\/www.chinadaily.com.cn\/china\/2015-04\/03\/content_19996640.htm\" target= \"blank\"><b><u>azione anti-pirateria<\/u><\/b><\/a> a sud di Suez. <\/p>\n<p>Il Ministero degli affari esteri cinese ha <a href= \"http:\/\/www.reuters.com\/article\/2015\/04\/03\/us-yemen-security-china-idUSKBN0MU09M20150403\" target= \"blank\"><b><u>evacuato<\/u><\/b><\/a> qualche mese fa dallo Yemen travolto dalla guerra civile i connazionali a rischio &#8211; questa volta circa 600 &#8211; preoccupandosi inoltre di trarre in salvo anche i <i>resortissants<\/i> dell\u2019Unione europea. Un bel gesto nei confronti dell\u2019Europa, e una chiara dimostrazione di programmata efficienza. <\/p>\n<p>Nel contempo, per\u00f2, Pechino continua a insistere in tutte le sedi possibili perch\u00e9 l\u2019Ue si decida a rispettare le promesse &#8211; pi\u00f9 volte fatte e mai tradotte in realt\u00e0 &#8211; di porre fine a un embargo sull\u2019esportazione di armamenti in Cina che pressioni americane e veti inglesi hanno sino a questo momento impedito di revocare.<\/p>\n<p><b>Revival delle vecchie Vie della seta <\/b><br \/>In un certo senso si ha l&#8217;impressione di essere dinanzi a un articolato disegno strategico, quasi una enorme e complessa tela che di giorno in giorno sempre pi\u00f9 si infittisce ed \u00e8 probabilmente destinata a ricevere ancora maggiore impulso dal colossale progetto cinese di ripristino e ampliamento delle antiche \u201cVie della seta\u201d, l\u2019una terrestre e l\u2019altra navale, che, partendo dalla Cina, avranno entrambe come terminali paesi dell\u2019Unione. <\/p>\n<p>Considerando come esse dovrebbero essere destinate a incrementare in grande misura flussi di commercio gi\u00e0 ora molto consistenti, si comprende con facilit\u00e0 quale possa essere domani la dimensione dei problemi di sicurezza che Ue e Cina dovranno essere in condizione di gestire insieme.<\/p>\n<p>Sorgono per\u00f2 spontanei, a questo punto, due fondamentali interrogativi destinati a rimanere entrambi senza risposta, almeno per il momento. Il primo riguarda la capacit\u00e0 di un\u2019Ue che \u00e8 ancora priva di una vera politica estera e di sicurezza comune di affrontare sfide di queste dimensioni e complessit\u00e0. <\/p>\n<p>Il secondo consiste invece nel chiedersi se e fino a quando durer\u00e0 l\u2019interesse europeo nel mantenere in vita un\u2019Alleanza atlantica che ha gi\u00e0 pesantemente contribuito a guastare i rapporti tra l\u2019Europa e la Russia e che rischia di porci in tensione, in futuro, anche con la Cina.<\/p>\n<p><i><font size=\"1\">Articolo pubblicato su <a href= \"http:\/\/news.iai.it\/tl.php?p=1gz\/1gh\/rs\/sv\/t4\/rs\/OrizzonteCina%20gennaio-febbraio%202015\/http%3A%2F%2Fwww.iai.it%2Fsites%2Fdefault%2Ffiles%2Forizzontecina_15_05.pdf\" target= \"blank\"><b><u> OrizzonteCina<\/u><\/b><\/a>, rivista online sulla Cina contemporanea a cura di Torino World Affairs Institute e Istituto Affari Internazionali<\/i><\/font>.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che Cina ed Europa potessero giungere ad avere interessi e preoccupazioni di sicurezza condivisi o contrapposti, ma in ogni caso comuni sembrava &#8211; pi\u00f9 o meno sino al 2010 &#8211; un\u2019ipotesi ben lontana dal potersi un giorno realizzare. 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